Livorno: il nuovo questore Abenante si presenta alla città
LIVORNO 8 ottobre 2026
Una Questura come «un palazzo di vetro», aperta all’ascolto e presente quotidianamente sul territorio. È questa l’idea di sicurezza con cui Michele Abenante, nuovo questore di Livorno, si è presentato alla città e alla stampa dopo il primo incontro con il prefetto e la partecipazione al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.
Proveniente da Terni, Abenante ha parlato del suo primo impatto con Livorno, definendola «una città molto vivace» e «molto bella», ma anche una realtà complessa che dovrà essere conosciuta a fondo prima di calibrare gli interventi.
«Il nostro non è un lavoro burocratico, è un lavoro di azione sul territorio – ha spiegato –. Per calibrare i servizi dobbiamo avere la conoscenza, altrimenti si prendono decisioni sbagliate».
Nel suo percorso professionale il nuovo questore ha maturato esperienze in territori complessi, occupandosi anche di criminalità organizzata, attività investigative internazionali e tratta degli esseri umani. Un bagaglio che Abenante intende mettere a disposizione di Livorno, senza però arrivare con «ricette precostituite».
«Al momento non registro infiltrazioni della criminalità organizzata»
Uno dei temi affrontati durante l’incontro è stato quello della presenza della criminalità organizzata. Sulla base delle prime informazioni raccolte, Abenante ha spiegato di non aver rilevato, al momento, segnali particolarmente preoccupanti di infiltrazioni mafiose in città.
«Di Livorno mi è parso di capire che non ci siano infiltrazioni malavitose di tipo organizzato – ha dichiarato –. Su questo faremo naturalmente un approfondimento con gli organi investigativi».
Diverso, invece, il quadro relativo ai reati predatori e allo spaccio di droga, fenomeni che il questore ha indicato tra le principali questioni da affrontare.
«Quello è innegabile: siamo in presenza di un fenomeno che accomuna tutte le grosse città italiane e lì dobbiamo dare una risposta ai cittadini», ha detto Abenante, sottolineando inoltre che il suo incarico riguarda non soltanto il capoluogo, ma l’intera provincia di Livorno.
«La squadra Stato deve viaggiare nella stessa direzione»
Grande attenzione anche alla collaborazione tra le diverse componenti impegnate sul fronte della sicurezza. Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia locale e Prefettura, secondo Abenante, devono operare come una squadra.
«La squadra Stato, come la chiamo io, deve essere coesa. Non ci devono essere prime donne. Ognuno deve svolgere il proprio ruolo», ha sottolineato.
Il questore ha utilizzato l’immagine di un ingranaggio per descrivere il modello di collaborazione auspicato: «Siamo come l’ingranaggio di un orologio: se si ferma la lancetta dei secondi, si ferma quella dei minuti e, a sua volta, quella delle ore. Tutti dobbiamo viaggiare nella stessa direzione».
Una Polizia vicina ai cittadini
Abenante ha infine illustrato il proprio approccio al nuovo incarico, annunciando l’intenzione di vivere a Livorno e di garantire una presenza quotidiana in Questura.
L’obiettivo dichiarato è quello di rafforzare una Polizia di prossimità e di ascolto, capace di raccogliere le esigenze delle persone e trasformarle in risposte concrete.
«Ascoltando le necessità di chi vive le città, cioè i cittadini, dobbiamo cercare di dare delle risposte. Siamo pagati per questo, siamo servitori dello Stato e come tali dobbiamo comportarci».
Un’impostazione che comprende anche una distinzione tra i dati sulla criminalità e la percezione della sicurezza. Abenante ha infatti riconosciuto che il calo dei reati indicato dalla sua predecessora, la dottoressa Stellino, «è reale», ma ha sottolineato la necessità di considerare anche ciò che i cittadini percepiscono quotidianamente.
«Una cosa è quello che accade sul territorio, una cosa è la percezione. Sono due cose distinte», ha affermato.
Il nuovo questore ha infine affidato a una frase il principio che intende accompagnare il suo incarico: «L’uomo pubblico non solo deve essere, ma deve apparire onesto».
