Politica 17 Ottobre 2026

Nuovo Codice della Strada, Carnieri (PD): una riforma che toglie sicurezza a tutti.

Livorno 17 ottobre 2026

 

Il PD Livorno va a congresso. Già indicati i due segretariIl testo di riforma del Codice della Strada approvato dal Consiglio dei Ministri il 13 ottobre, a un giorno dalla scadenza della delega, non è una semplificazione tecnica. È una scelta politica che abbassa l’asticella della prevenzione e ne scarica il costo sulle persone più fragili. Il Governo la presenta come un riordino in 294 articoli lungo quattro direttrici: digitalizzazione, sicurezza degli utenti vulnerabili, nuove forme di mobilità e revisione delle sanzioni. Ma il cuore del provvedimento va nella direzione opposta. Sul punto più sensibile, la velocità in città, si cambia il sistema di calcolo e si riducono gli importi minimi, cancellando anche l’adeguamento all’inflazione. Non è una questione di fare cassa o di volere più repressione. È una questione di deterrenza e di prevenzione: normalizzare il piccolo eccesso significa rendere più pericolosi i quartieri, le strade davanti alle scuole, il lungomare, le vie del centro. A 30 all’ora la probabilità di morte per un pedone investito è intorno al 10%, a 50 supera il 40%. Per una città come Livorno, di porto, di lavoro e di turismo, con tanti anziani e famiglie a piedi e ciclisti, questo messaggio è inaccettabile. Alcuni accenni positivi, come l’estensione dei controlli elettronici sulla mancata precedenza a pedoni e ciclisti o tempi più rapidi per le notifiche a distanza, non compensano un impianto che riduce la sua efficacia preventiva. Lo stesso vale per i marciapiedi. Si introducono regole condivisibili per monopattini e cicli a propulsione, come casco e contrassegno, ma poi si apre ai Comuni la possibilità di riservare loro stalli fissi sui marciapiedi. Quel passaggio ridotto a un metro e mezzo, che può scendere a un metro, per chi è in carrozzina, spinge un passeggino o non vede, non è un dettaglio: è una barriera. Scrivere nel Codice principi giusti come precauzione, responsabilità e solidarietà e sostituire correttamente “incidente” con “sinistro” resta un’operazione lessicale vuota se non si liberano i marciapiedi, non si rendono le strade più sicure e non si costruiscono reti urbane ciclabili continue. Grave anche la scelta sui mezzi pesanti: portare da 68 a 70 anni l’età massima per guidare camion e autobus e consentire la guida prima di aver conseguito la CQC (carta di qualificazione del conducente) non nasce da una valutazione sulla sicurezza, ma dalla carenza di autisti. Non si risolve un problema del mercato del lavoro abbassando gli standard di chi guida un bus con cinquanta persone o un autoarticolato nelle strade urbane ed extraurbane. Chiediamo al Parlamento, che dovrà esaminare lo schema il cui ingresso in vigore è previsto nel 2028, di correggerlo radicalmente. Sono necessari investimenti in prevenzione, controlli ed educazione stradale per promuovere comportamenti più responsabili, regole serie sul lavoro e sulla formazione nel trasporto, marciapiedi liberi e strade più sicure. La sicurezza stradale non si semplifica, si costruisce. E deve venire prima di tutto, perché sulla strada siamo tutti vulnerabili: ognuno di noi, che sia a piedi, in bici o in auto, è una potenziale vittima di un comportamento irresponsabile e pericoloso.

Emiliano Carnieri

Responsabile Dipartimento Mobilità, Infrastrutture e Fondi Pubblici della Segreteria dell’Unione Comunale PD Livorno.

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