Lega: “Rete4 scova e documenta moschee abusive a Livorno”
Livorno 19 ottobre 2026
«A Livorno è in gioco la libertà di bambine e ragazze di vestirsi all’occidentale, non indossare il velo, uscire la sera con le amiche e vivere senza paura. Quando a queste scelte si risponde con minacce di morte, intimidazioni e violenze, richiamare la libertà religiosa significa eludere il problema. Nessuno può usare la religione per giustificare la sopraffazione».
Lo dichiarano Carlo Ghiozzi, Segretario provinciale della Lega e Capogruppo in Consiglio comunale a Livorno, e l’On. Susanna Ceccardi, VicePresidente dell’eurogruppo Patriots for Europe, dopo il servizio trasmesso ieri sera, 18 ottobre, da Fuori dal coro su Rete 4.
Al mininuto 04:56 del servizio di Fuori dal Coro inizia il servizio sulle moschee abusive a Livorno. Per vederlo clicca qui
«La testimonianza della famiglia originaria del Bangladesh è sconvolgente: secondo quanto denunciato dalla madre, una bambina di appena dodici anni sarebbe stata minacciata di morte perché non indossava il velo. Una bambina nata qui, che vuole vestirsi come le proprie coetanee e che torna dalla mamma terrorizzata. Il servizio riferisce inoltre delle successive intimidazioni al padre, raggiunto nel proprio negozio e minacciato dopo la denuncia. La donna indicata dalla famiglia nega le minacce, ma conferma davanti alla giornalista di aver richiamato la piccola sull’obbligo religioso del velo.
Spetta agli inquirenti accertare le responsabilità; alle istituzioni spetta prendere sul serio queste denunce e proteggere chi trova il coraggio di parlare».
«Il servizio raccoglie anche il racconto di una sedicenne picchiata dal padre, con riferimenti a cinture e corde, perché uscita a mezzanotte. E mostra un interlocutore, incontrato all’interno di uno dei locali indicati dalla trasmissione come moschee abusive, paragonare le donne a caramelle incartate o scartate, sostenendo che quelle coperte sarebbero rispettate e le altre esposte alle aggressioni. Un messaggio inaccettabile, che scarica sulle donne la responsabilità della violenza e pretende di misurarne il valore attraverso l’abbigliamento».
«Non accetteremo che a Livorno una ragazza debba scegliere tra la propria libertà e la propria sicurezza. Nessuna imposizione sul velo, nessuna cintura, nessun bastone, nessuna minaccia può trovare giustificazione nella fede o nelle tradizioni. La libertà religiosa appartiene anche a chi rifiuta un’imposizione, a chi interpreta diversamente la propria fede e a chi decide di non professarla».
Ghiozzi e Ceccardi chiedono quindi interventi immediati: «Dopo il nostro esposto, adesso ci sono anche immagini e testimonianze concrete che impongono di agire. Il servizio mostra locali utilizzati per la preghiera e presentati come moschee abusive, anche dietro l’insegna di un’associazione.
Il Comune deve effettuare subito i sopralluoghi, rendere pubblici gli esiti e procedere alla cessazione degli utilizzi abusivi e alle chiusure nei casi previsti dalla legge.
Parallelamente, le autorità competenti accertino le eventuali responsabilità di chi predica, promuove o mette in pratica sopraffazioni contrarie alla libertà delle persone e ai principi della nostra Costituzione».
«Salvetti si svegli. Basta battute e minimizzazioni: il Sindaco attivi tutti gli strumenti di sua competenza per far rispettare la legalità. Difendere bambine e ragazze significa garantire loro, nei fatti, gli stessi diritti di tutte le altre. Livorno non può voltarsi dall’altra parte».
