Cronaca 22 Ottobre 2026

Corsi di arabo, Dionisi: “il progetto non ha ricevuto avvallo dal Ministero nè dalla Prefettura”

 

Livorno 22 ottobre 2026

Il Prefetto Dionisi richiama chiarezza sulle competenze e rispetto delle regole

Il Prefetto di Livorno, Giancarlo Dionisi, ha richiamato nel corso del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica le notizie relative al progetto di corsi di lingua araba rivolti agli appartenenti alle forze di polizia, esprimendo una netta disapprovazione.

«Il progetto non ha ricevuto alcun avallo dal Ministero dell’Interno né dalla Prefettura, che non era stata preventivamente informata. Il coinvolgimento di qualche organizzazione sindacale delle forze di polizia non può essere presentato come un’adesione istituzionale delle amministrazioni di appartenenza: questa adesione non esiste.

La partecipazione del security manager del Comune non attribuisce all’iniziativa alcuna legittimazione da parte delle autorità statali di pubblica sicurezza. Né il security manager né l’amministrazione comunale possono sostituirsi alle amministrazioni competenti nella formazione del personale. Il rispetto delle competenze deve precedere gli annunci pubblici.

Il massimo rispetto per le culture straniere si accompagna alla convinzione che l’integrazione in Italia passi attraverso la conoscenza della lingua italiana e il rispetto delle leggi del nostro Paese. La conoscenza delle lingue straniere può certamente essere utile agli operatori, ma richiede percorsi formativi definiti nelle sedi competenti. Iniziative estemporanee e fuorvianti rischiano di creare equivoci sui ruoli e sulle responsabilità istituzionali».

Quanto alla lettera dell’Unione delle comunità islamiche d’Italia sugli immobili utilizzati come luoghi di culto, il Prefetto conferma la disponibilità al dialogo, anche attraverso un tavolo con il Comune.

«Il confronto può aiutare a individuare soluzioni condivise, ma non sospende gli accertamenti sulla regolarità e sulla sicurezza dei locali, richiesti dalla Prefettura già dai primi di settembre e sui quali attendiamo un riscontro puntuale.

La stessa lettera conferma che in questi immobili si svolgono effettivamente attività di preghiera e celebrazioni religiose. È un elemento concreto che può agevolare le verifiche: proprio perché l’utilizzo per il culto viene confermato, occorre accertarne la compatibilità con la destinazione d’uso autorizzata, che, sulla base degli elementi finora disponibili e per i quali abbiamo chiesto conferma al Comune, sembrerebbe essere diversa.

Mi attendo quindi che dagli accertamenti scaturiscano determinazioni precise da parte dell’amministrazione comunale, coerenti con quanto verrà verificato. Il rispetto della destinazione d’uso e dei requisiti di sicurezza tutela anzitutto le persone che frequentano questi locali e contribuisce a salvaguardare la tranquillità e la convivenza nei quartieri interessati, anche rispetto all’affluenza e alle modalità di utilizzo degli spazi.

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