USB Livorno: mobilitazione contro il carovita e le spese per gli armamenti. Appuntamenti al Ponte Genova e in piazza Cavour
Livorno 27 ottobre 2026
Sciopero generale del 30 ottobre, doppio appuntamento a Livorno
Contro il carovita e il riarmo, USB Livorno chiama alla mobilitazione per venerdì 30 ottobre. In città sono previsti due appuntamenti: alle 6 alla rotatoria del Ponte Genova e alle 9 in piazza Cavour, da dove partirà un corteo.
Il sindacato riferisce che alla protesta aderiranno lavoratori di diverse categorie, altre sigle sindacali, commercianti e vigili del fuoco provenienti da tutta la Toscana. USB annuncia inoltre la partecipazione di studenti e realtà cittadine. Durante la mattinata, secondo il comunicato, sarà presente anche Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui Territori palestinesi occupati.
Le ragioni dello sciopero
USB ha proclamato uno sciopero generale per tutte le categorie del lavoro pubblico e privato. Il sindacato mette al centro l’aumento del costo della vita e il mancato adeguamento di salari e pensioni.
Nel comunicato, USB denuncia il rincaro di carburanti, bollette e generi alimentari e giudica insufficienti le misure adottate dal governo. Il sindacato chiede interventi per contenere i prezzi, aumentare le retribuzioni e azzerare l’Iva sui beni di prima necessità.
La mobilitazione, sostiene USB, deve collegare la protesta contro il carovita a quella contro il riarmo. Il sindacato contesta l’aumento delle risorse destinate alla difesa e chiede di indirizzare la spesa pubblica verso i servizi sociali, anziché verso gli armamenti.
La protesta contro il traffico di armi
USB richiama anche lo sciopero internazionale proclamato da organizzazioni sindacali dei lavoratori portuali contro il traffico di armi, le politiche di riarmo e la militarizzazione dei porti.
Secondo il comunicato, l’iniziativa coinvolge lavoratori di diversi Paesi, dal Mediterraneo al Nord Europa, oltre che in India, Messico, Sudafrica e Stati Uniti.
USB accusa inoltre il governo di rispondere alle proteste con i decreti sicurezza e con una legge che, secondo il sindacato, limiterebbe le critiche al genocidio dei palestinesi. Il comunicato si chiude con lo slogan: «Alzate i salari, alzate le pensioni: il 30 ottobre Blocchiamo tutto».
