Cronaca 4 Novembre 2026

Occupazione al Cecioni, i docenti: «Studenti e insegnanti non sono schieramenti contrapposti»

Livorno, 4 novembre 2026

 

 

In un comunicato rivolto alle studentesse e agli studenti, i docenti del liceo Cecioni intervengono sulle affermazioni contenute nel testo con cui il gruppo degli studenti ha promosso l’occupazione della scuola. Gli insegnanti riconoscono che alcune delle istanze relative ai bisogni della scuola pubblica sono condivisibili, ma giudicano «profondamente ingiuste, non veritiere e lesive» alcune rappresentazioni della realtà dell’istituto.

Nel comunicato i docenti contestano, in particolare, l’immagine di studenti «costretti giorno dopo giorno a subire abusi di potere» e quella di una scuola in cui gli alunni sarebbero «solo dei numeri sull’appello, un cognome senza volto da valutare per dovere». Respingono anche le descrizioni di lezioni svolte «con poco o nessun interesse» e di insegnanti rappresentati come autoritari persino rispetto a richieste ordinarie, come andare in bagno. Secondo i firmatari, questa narrazione «non corrisponde alla realtà» ed è «fortemente strumentale» nella sua genericità.

La lettera precisa che anche nella scuola possono verificarsi situazioni di disagio o comportamenti inappropriati, e che un insegnante può sbagliare: nessuno, scrivono, dovrebbe sentirsi al di sopra delle critiche o delle proprie responsabilità. Per chi ritenga di aver subito un abuso o un comportamento scorretto, aggiungono, sono disponibili «strumenti e sedi opportune» e gli studenti sono invitati a utilizzarli «senza timore». Ciò che i docenti non accettano è che l’intero corpo docente venga accusato indistintamente di esercitare impropriamente la propria autorità.

Nel testo rivendicano inoltre il lavoro didattico e progettuale svolto dal liceo, citando percorsi curricolari ed extracurricolari e attività di apprendimento a classi aperte, nelle quali gli studenti possono essere coinvolti nella gestione dei contenuti. «Il Cecioni vuole essere, ed è, una scuola, tutt’altro che un “votificio”», affermano.

Il comunicato insiste sulla necessità di superare la contrapposizione: «Docenti e studenti non sono due schieramenti contrapposti». E aggiunge: «Avete ragione: lo studente non è un numero da valutare. Ma è altrettanto vero che l’insegnante non è un avversario da combattere». La relazione educativa, sostengono, dovrebbe fondarsi «nel rispetto, nell’ascolto e nella fiducia».

I docenti richiamano anche la partecipazione alla vita scolastica: in un istituto con quasi duemila alunni, riferiscono, quest’anno è stata presentata una sola candidatura studentesca per il Consiglio di Istituto, a fronte dei quattro seggi riservati agli studenti. Un dato che, secondo la lettera, solleva interrogativi sulle forme della partecipazione e su come trasformare il dissenso in un impegno concreto e continuativo.

In conclusione, gli insegnanti invitano gli studenti promotori dell’occupazione a sostenere posizioni «più oneste e costruttive» e a non lasciare che il confronto si esaurisca nella contrapposizione. Riconoscere le criticità e chiedere miglioramenti, affermano, è un diritto e una parte fondamentale della vita democratica; farlo attraverso il confronto e il riconoscimento reciproco può aiutare a costruire «una scuola più giusta, accogliente e umana». La lettera è firmata da numerosi docenti dell’istituto.

Per leggere la nota integrale del corpo docenti, clicca qui

 

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