Acciaierie di Piombino, Metinvest si ritira dal progetto. La Fiom: «Il Governo intervenga, 1.400 lavoratori senza futuro»
Pionbino (Livorno) 5 novembre 2026
Nuovo colpo di scena nella vicenda delle acciaierie di Piombino. Metinvest si sarebbe ritirata dal progetto per il rilancio dello stabilimento siderurgico. La notizia è emersa nel corso dell’incontro che si è svolto oggi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, suscitando la dura reazione della Fiom-Cgil, che chiede al Governo di intervenire per garantire una prospettiva industriale e occupazionale al territorio.
A esprimere preoccupazione sono Loris Scarpa, coordinatore nazionale del settore Siderurgia per la Fiom-Cgil, e Mauro Macelloni, della segreteria Fiom-Cgil Livorno. «Punto e a capo: Metinvest lascia il progetto», è il commento dei due rappresentanti sindacali, che sottolineano come la decisione arrivi proprio nella giornata in cui i lavoratori sono in sciopero per chiedere garanzie sul proprio futuro.
Secondo Scarpa e Macelloni, il Governo non può permettere che il progetto venga accantonato, soprattutto dopo averlo dichiarato strategico. «Il Governo ha dichiarato strategico questo progetto e non può essere cancellato con un colpo di spugna», affermano, chiamando in causa anche il piano nazionale sulla siderurgia annunciato dal ministro Adolfo Urso e chiedendo conto degli impegni assunti.
Per la Fiom si profila il rischio di un’altra lunga crisi industriale, con pesanti conseguenze per Piombino e per i circa 1.400 lavoratori coinvolti. Nel comunicato i rappresentanti sindacali ribadiscono inoltre le perplessità già espresse nei confronti del progetto Jsw e chiedono che vengano tutelati tutti i lavoratori, indipendentemente dagli sviluppi delle trattative industriali.
La richiesta rivolta all’esecutivo è quella di intervenire concretamente, individuando le modalità per realizzare e finanziare comunque il progetto di rilancio. «I lavoratori sono in cassa integrazione dal 2009 e vogliono tornare a lavorare», ricordano Scarpa e Macelloni.
Tra le questioni più urgenti viene indicata anche la situazione dell’impianto del treno rotaie, che, secondo la Fiom, non può proseguire l’attività senza gli interventi di manutenzione necessari e attesi dal 2018. «Finora solo parole e niente fatti», denunciano i due sindacalisti.
La posizione della Fiom è dunque netta: il ritiro di Metinvest non deve tradursi nell’ennesimo arresto del percorso di rilancio delle acciaierie piombinesi. Ora, secondo il sindacato, spetta al Governo assumersi la responsabilità di individuare una soluzione industriale e finanziaria capace di garantire il futuro dello stabilimento e dell’occupazione.
