Cronaca 8 Gennaio 2020

“A casa in buona compagnia”, Rossi: “Un modello toscano per garantire agli anziani il diritto all’assistenza”

“A casa in buona compagnia”, una firma per innovare l’assistenza agli anziani

Rossi a Jindal

Rossi a Jindal

Livorno 8 gennaio 2020 – “A casa in buona compagnia”, questo il titolo del progetto di assistenza domiciliare innovativa per la terza età che la Regione porterà avanti insieme ai sindacati dei pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Toscana. A dare il via al progetto, il protocollo d’intesa firmato oggi a Palazzo Strozzi Sacrati dal presidente della Regione Enrico Rossi e dai segretari dei sindacati del pensionati Spi Cgil, FNP Cisl, UILP Toscana.

Il progetto, sperimentale, punta ad assistere gli anziani nella propria abitazione, quando possbiile o, comunque, all’interno di autonome unità residenziali di cohousing, attraverso l’uso di strumenti e tecnologie che ne permettano il controllo e la cura da remoto, senza invadere la loro privacy, sia per quanto riguarda la diagnosi che l’assistenza, sia per quanto riguarda il monitoraggio dello stato di salute. L’obiettivo è quello di consentire la permanenza delle persone anziane, anche se non più autosufficienti o, comunque, bisognose di assistenza, il più possibile vicino al proprio ambiente, alla propria rete di affetti, agli oggetti di uso quotidiano e ai ricordi, salvaguardandone così l’autonomia, la qualità della vita, la capacità di relazione.
Il progetto, come evidenziato dall’articolo 1 del protocollo, si propone di individuare nuove forme di gestione ed erogazione di servizi che dovranno vedere la valorizzazione, da parte dell’operatore pubblico, di esperienze realizzate anche da soggetti del terzo settore.

Oltre ad ispirarsi alle buone prassi diffuse in Italia e in Europa, a tener conto dell’impatto sull’organizzazione e sui modelli di erogazione dei servizi, a favorire soluzioni che privilegino l’integrazione fra le diverse discipline e professioni, la sperimentazione si articolerà in tre macro aree che sfoceranno in altrettante mappe, attraverso una ricognizione rispettivamente delle condizioni, delle tecnologie utilizzabili e delle iniziative effettivamente realizzabili.

Il progetto sarà elaborato da gruppi di lavoro composti da esperti, cui gli uffici della giunta regionale assicureranno il supporto scientifico e amministrativo e si inseriscxe nel contesto delle politiche della Regione Toscana a favore degli anziani e delle persone non autosufficienti: l’ultima giunta, il 23 dicembre scorso, ha approvato stanziato 273 milioni per progetti per la non autosufficienza (Vita indipendente, destinati a anziani e disabili) e l’assistenza in Rsa e Centri diurni.

Un filone di intervento cruciale, quello delle politiche per la terza età, dal momento che ormai da più di dieci anni l’Istituto regionale per la programmazione economica in Toscana (Irpet) evidenzia il forte invecchiamento della popolazione, dovuto al parallelo allungamento della vita e al forte calo della natalità.

In particolare, le proiezioni dicono che, entro il 2030, la Toscana vedrà gli under 25 diminuire di quasi 360 mila unità, mentre gli over 65 aumenteranno di oltre 250 mila individui.
Se fino ad oggi ad ogni anziano corrispondevano circa 2 giovani, ora il rapporto scende a meno di 1. L’età media della popolazione toscana salirà dai 45 di oggi ai 49 anni del 2030. L’invecchiamento della popolazione avverrà nonostante l’incremento del flusso migratorio dall’estero, che non basterà a frenare la tendenza.

Questi fenomeni, analizzati anche dal Censis, comporteranno ulteriori cambiamenti a livello sociale ed economico, nelle composizioni e nelle abitudini della famiglie e si rifletteranno sui modelli di welfare e di assistenza. E’ per aggiornare questi modelli e predisporsi a fare fronte ai nuovi bisogni di una società invecchiata, che appare sempre più indispensabile trovare soluzioni innovative, ispirate alle esperienze più avanzate realizzate in altri paesi europei (Olanda, Finlandia, Regno Unito). Il protocollo di oggi è un primo passo in questa direzione.

Rossi: “Un modello toscano per garantire agli anziani il diritto all’assistenza”

 

“Il problema emerge in particolare quando di tratta di non autosufficienti, ma qui in Toscana dobbiamo riuscire a garantire a tutti gli anziani il diritto all’assistenza”.

Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, spiega così il senso della firma, posta accanto a quella dei sindacati toscani dei pensionati, su “A casa in buona compagnia”, il progetto che la Regione elaborerà insieme a Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp, rappresentati rispettivamente da Alessio Gramolati, Stefano Nuti e Mario Catalini.

“La non autosufficienza – spiega Rossi – rappresenta un momento drammatico per le persone anziane e le loro famiglie. La Regione ha fatto molto, mettendo risorse aggiuntive per 80 milioni di euro, ma i soldi continuano a mancare così come manca una legge nazionale. Prima ancora di destinare altre risorse, vogliamo avere un quadro chiaro della situazione per poi mettere in essere un intervento preciso e puntuale che definisca quale tipo di assistenza deve essere erogata, in che modo, preferibilmente a casa, ma anche in strutture dedicate. Affidiamo ad una commissione il compito di eleaborare questo modello toscano, che mi risulta suscitare interesse anche a livello nazionale”.

Si stima che in Toscana i non autosuifficienti siano oggi circa 80.000, ma il loro numero nel giro di 10 anni crescerà fino a raggiungere i 100.000. E più della metà (il 56%) degli ultra 65enni soffre di almeno una cronicità.

“Sono molto orgoglioso – ha quindi concluso il presidente Rossi – di insediare questa commissione che ha il compito di dirci cosa dobbiamo fare per intervenire sul problema e per dare a tutti un uguale trattamento, indipendentemente dal loro reddito e dalla loro condizione sociale. Per intervenire in modo adeguato è necessario istituire a livello nazionale un fondo basato sulla fiscalità progressiva in modo tale da poter garantire a tutti il diritto all’assistenza e colmare una storica lacuna che ha il nostro Stato”.

 

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