Cronaca 6 Dicembre 2021

A Livorno la scuola si mobilita contro i comprensivi, il 10 dicembre è sciopero

Livorno 6 dicembre 2021

in occasione dello sciopero nazionale di venerdì 10 dicembre 2021, la rete di scuole “Stop Comprensivi” ha indetto una mobilitazione cittadina contro la realizzazione degli istituti comprensivi.

Ci saranno due presidi nel corso della mattinata.

Il primo appuntamento è fissato alle ore 9.00 in piazza Guerrazzi, vicini alla scuola media Borsi.

Il secondo  presidio si terrà alle 10.30 in piazza del Municipio.

“Ancora una volta faremo sentire la voce di chi ritiene che l’istituzione dei comprensivi produrrà considerevoli danni e nessun beneficio al sistema scolastico cittadino.

Le criticità che abbiamo sollevato ai vertici della giunta comunale livornese (sindaco e vicesindaco) e al Provveditore sono praticamente rimaste senza soluzione.

 

Ad oggi, infatti:

– non ci sono stati investimenti nell’edilizia scolastica che facilitino questi accorpamenti: gli istituti di cui è previsto l’accorpamento sono scuole sparse sul territorio che rimarrebbero comunque isolate;

– si assisterebbe a un impoverimento dell’offerta formativa, all’impossibilità di portare avanti, per le singole scuole, la progettazione che risponde a bisogni educativi specifici diversificati per fasce d’età, senza possibilità, ad oggi, di prospettare un’alternativa; c’è il rischio che le tante azioni di continuità tra scuole verranno meno, in quanto le attività, a logica, dovranno essere svolte con le scuole del proprio istituto;

– è impossibile per le scuole delineare un chiaro Piano dell’offerta formativa in quanto le scuole non sanno quale sarà la loro organizzazione futura; che tipo di offerta formativa dovremo proporre in questa situazione di totale incertezza? Che tipo di indicazioni dare alle famiglie dato che le iscrizioni partiranno a gennaio?

– l’amministrazione è risultata incapace di fornire risposte tecniche su come saranno assegnati i docenti tra i nuovi Istituti e questo genere grande incertezza; di certo c’è la perdita della continuità per gli alunni, un aspetto particolarmente importante nei casi di alunni con legge 104;

– con gli accorpamenti ci sarà una contrazione delle segreterie nonché il rischio di perdita di personale ATA (13 posti) e questo in una situazione che ci vede ancora immersi in un’emergenza sanitaria; sicura sarà la perdita di tre posti di DSGA e di tre Dirigenti scolastici;

– non ci risulta che sia stato affrontato il problema dei trasporti. Con questa riforma c’è il rischio che molti alunni perdano la possibilità di frequentare la scuola più vicina perché gli accorpamenti proposti non sempre rispettano i flussi tradizionali di iscrizione; per pareggiare queste difficoltà, non ci risulta siano stati predisposti piani per il rafforzamento del servizio di trasporto pubblico.

A queste condizioni Il passaggio ai comprensivi appare dettato più da ragioni di bilancio che pedagogiche. Non ci è stata infatti ancora offerta nessuna ragione per cui il modello ipotizzato garantirebbe una scuola migliore di quella attualmente in funzione.

La nostra convinzione è che il progetto, di cui anche le famiglie sono praticamente all’oscuro, debba essere immediatamente fermato perché al momento non esistono né le necessità pedagogiche, né i tempi tecnici per una partenza dei comprensivi dal prossimo settembre 2022. Fermarsi è una condizione necessaria affinché, anche con il coinvolgimento di chi per tutta la fase di progettazione è stato escluso (docenti, personale ATA e famiglie), si possano valutare ed elaborare le soluzioni future più adeguate per la scuola del territorio, da ponderare e attuare con la dovuta gradualità.

La vera sfida a chi si occupa di istruzione la lanciamo noi: ci è stato detto che siamo alla quarta generazione dei comprensivi e che saremmo gli ultimi ad aderire a questo modello.

 

La nostra proposta pertanto è questa: fermiamo l’introduzione dei comprensivi, apriamo dei tavoli veramente partecipativi e parliamo di scuola del futuro. Proviamo in questo territorio ad essere i primi di un modello nuovo, non gli ultimi di modello ormai superato”.

Stop Comprensivi

 

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