Abitare, Pacini (PD): “Il diritto alla casa è un valore identitario, lo Stato non può tirarsi indietro”
Livorno 12 luglio 2026 Abitare, Pacini (PD): “Il diritto alla casa è un valore identitario, lo Stato non può tirarsi indietro”
Il diritto alla casa come elemento centrale delle politiche sociali e il ruolo delle istituzioni pubbliche nel garantire un’abitazione accessibile sono stati al centro dell’intervento di Giorgio Pacini, componente della segreteria della Federazione provinciale del Partito Democratico di Livorno con delega al welfare e alle politiche sociali, durante il dibattito “Diritto alla casa, dovere del pubblico: proposte per un abitare accessibile a tutti”, organizzato nell’ambito della Festa dell’Unità.
Aprendo il suo intervento, Pacini ha spiegato perché il tema dell’abitare rappresenti, a suo giudizio, uno degli elementi identitari dell’azione politica del Partito Democratico.
«Siamo qui per parlare di casa perché per noi è davvero un fattore identitario: parlare di un abitare accessibile a tutti che non può lasciare indietro nessuno. Per questo abbiamo scelto il titolo “Diritto alla casa, dovere del pubblico”: perché riteniamo che la prima risposta debba arrivare dagli strumenti pubblici che abbiamo a disposizione».
Tra questi, Pacini ha richiamato il rafforzamento delle politiche sociali comunali e gli strumenti di pianificazione urbanistica adottati dall’amministrazione.
«Abbiamo fatto un grande lavoro anche sul bilancio sociale e abbiamo inserito il primo Piano casa locale all’interno del Piano operativo, con l’obiettivo di massimizzare tutti gli strumenti che il pubblico può mettere in campo, partendo dal Comune, che è l’istituzione più vicina ai cittadini».
Nel corso dell’intervento, il rappresentante del PD ha rivolto una critica all’azione del Governo nazionale sul tema delle politiche abitative.
«Il grande assente è lo Stato. Il governo Meloni, da quando si è insediato, ha cancellato i pochi strumenti che esistevano a tutela degli inquilini e del diritto all’abitare».
Pacini ha citato, tra gli esempi, il contributo all’affitto e il fondo per la morosità incolpevole, ricordando le difficoltà affrontate da molte famiglie a causa della perdita del lavoro, della crisi energetica e delle conseguenze dei conflitti internazionali.
«Erano strumenti che aiutavano quelle famiglie che, non per colpa loro, non riuscivano più a sostenere il costo dell’affitto e contribuivano anche a prevenire situazioni di sfratto».
Concludendo il suo intervento, Pacini ha ribadito la necessità di un maggiore impegno dello Stato sul fronte delle politiche abitative.
«Pensiamo che uno Stato non possa lasciare indietro queste persone e debba assolvere al proprio dovere pubblico garantendo un diritto che dovrebbe essere costituzionale», ha affermato.
