Addio a Federico Frusciante, Livorno e la Toscana unite nel cordoglio. La cultura perde una voce libera
Livorno 16 febbraio 2026 Addio a Federico Frusciante, Livorno e la Toscana unite nel cordoglio. La cultura perde una voce libera
Livorno piange Federico Frusciante, il cordoglio della Regione Toscana e del sindaco Salvetti
La scomparsa di Federico Frusciante lascia un vuoto profondo non solo a Livorno ma in tutta la Toscana.
La città perde una delle sue voci più appassionate, competenti e generose nella diffusione della cultura cinematografica, musicale e letteraria. A sottolinearlo è l’assessore regionale alla cultura Cristina Manetti, che esprime il cordoglio della Regione Toscana per la morte del critico e divulgatore livornese.
Manetti ricorda la forza e l’autenticità di una voce libera curiosa e preparata: capace di parlare a un pubblico vasto partendo da Livorno e raggiungendo l’intero Paese. Con il suo lavoro, Frusciante ha dimostrato che anche da una realtà locale si può costruire un dialogo culturale nazionale, offrendo; analisi, approfondimenti e passione senza compromessi. Alla famiglia, agli amici e a tutti coloro che lo hanno seguito con stima e affetto, l’assessore rivolge un pensiero di vicinanza sincera.
Parole di dolore e riconoscenza arrivano anche dal sindaco di Livorno, Luca Salvetti, che esprime il proprio cordoglio personale e quello dell’amministrazione comunale.
Salvetti ricorda Frusciante come una figura di alto profilo culturale; youtuber, critico cinematografico, musicista e per 23 anni anima di Videodrome in via Magenta, luogo diventato punto di riferimento per gli amanti del cinema e autentico presidio di resistenza culturale in città.
Dall’annuncio della sua morte, messaggi di affetto e riconoscenza sono arrivati da tutta Italia. Semplici cittadini, esperti del settore e giornalisti hanno voluto rendere omaggio alla sua grande opera di analisi e divulgazione del mondo cinematografico. Un’ondata di testimonianze che conferma quanto il suo lavoro abbia inciso nel cuore di una comunità ben più ampia dei confini livornesi.
Nel dolore che unisce istituzioni e cittadini, resta l’eredità di un uomo che ha fatto della cultura una missione quotidiana, costruendo ponti tra generazioni e trasformando la passione in condivisione.

