Cronaca 17 Novembre 2018

Aferpi, il punto dei sindacati

Porto di Piombino, aree Lucchini

Porto di Piombino, aree Lucchini

Piombino – “Dopo l’assemblea  dove abbiamo spiegato ai lavoratori l’assenza delle risposte da parte del Governo circa la possibilità di agganciare la ex Lucchini al decreto 119 del 23 ottobre al fine di prorogare per ulteriori 12 mesi ammortizzatore sociale alle attuali condizioni economiche ed i risultati ottenuti dagli incontri tenuti con l’azienda, abbiamo chiesto di sottoporre l’ipotesi di accordo complessiva ad una consultazione fra tutti lavoratori che avuto il seguente esito:

451 votanti

88% Si

11% No

1% Bianche-Nulle

Sulla base di questi risultati, e con la responsabilità di mettere in sicurezza i lavoratori, saremo a Roma per apporre la firma sulla cassa integrazione in deroga e l’accordo aziendale che tra le altre cose prevede l’anticipo della cassa integrazione.

Rimane tuttavia sorprendente che il Governo attraverso alcuni suoi esponenti dia a tutto il territorio messaggi di sicurezza e serenità non corrispondenti alla realtà .

Di fatto saranno tolti ai lavoratori 250/300euro.

Così facendo Piombino non è più considerato un sito strategico di interesse nazionale.

Continuare a dire che per Le ex Acciaierie sono stati finanziati ulteriori 12 + 13 mesi di cassa integrazione, non corrisponde alla realtà dei fatti che ci è stata esposta al Ministero del Lavoro.

Se non è un tentativo di salvare la faccia confondendo le acque non può che essere un segno di grande confusione, nella speranza non si tratti di incompetenza.

Certo da parte del Governo si tratta di una mancanza di rispetto del ed un gesto che porta all’impoverimento dei lavoratori, le loro famiglie e l’intera cittadinanza, mentre da alcuni anni fino ad oggi ha sempre trovato il modo di dare risposte alle istanze di un territorio per rilanciare l’attività dello stabilimento più importante della val di Cornia.

La cassa integrazione di cui tanto parla l’ingegner Sorial che ad oggi non ci ha ancora riconvocato come promesso il 17 ottobre e che non ha neppure risposto alle nostre domande, è in realtà un ammortizzatore sociale spettante in base alla normativa vigente.

Quindi mentre continueremo ad incalzare l’azienda perché acceleri sulla realizzazione del piano industriale, sulle rotazioni e formazione così come concordato, dall’altra continueremo chiedere conto al Governo delle risposte che ad oggi non abbiamo avuto in quanto lo strumento che ci accingiamo a firmare potrà essere interrotto in qualsiasi momento per agganciare condizioni di miglior favore”.

Fim Fiom Uilm Ugl met.

CONDIVIDI SUBITO!

Lascia il tuo commento