Cronaca 24 Aprile 2020

Affitto dimezzato ai commercianti, una proposta di Vescovi (Lega) che penalizzerebbe i proprietari

Manuel Vescovi, senatore LegaLivorno 24 aprile 2020 – Manuel Vescovi (Lega) ha lanciato la seguente proposta:

Ridurre del 50% il canone d’affitto per le attività commerciali. Nostro disegno di legge che prevede contemporaneamente nessuna imposta per proprietari dei locali”

“Pensiamo sia equo ed assolutamente ragionevole che se uno Stato ti obbliga a chiudere un’attività, sia giusto venire incontro a chi non può, ovviamente, lavorare, riducendo il canone d’affitto del 50% per il periodo marzo-settembre.”

“Questo lo spirito di un Disegno di Legge-prosegue il Senatore-che ho personalmente presentato e che mi auguro possa diventare, in breve tempo, pienamente operativo.”

“Parimenti ai proprietari vengono abbuonate interamente le tasse, sempre per il predetto lasso di tempo.”

“Ci pare-prosegue Vescovi-un modo semplice, quanto efficace e concreto per rendere meno pesante a chi ha un’attività commerciale, ma penso anche agli studi professionali, questo periodo di crisi determinato dal diffondersi del Coronavirus.”

“Insomma-conclude Manuel Vescovi-mentre qualcuno pensa a fare milioni di accertamenti fiscali, noi concentriamo le nostre forze per quantomeno ridurre le gravi problematiche che assillano chi lavora.”

 

Detto così potrebbe sembrare a prima vista una cosa sensata ed equa per proprietari ed inquilini, ma se analizziamo la situazione non sarebbe così almeno per il proprietario.

Sembra la solita legge all’italiana che prova a mettere una pezza, ma in questo caso di fermo causato dallo Stato, dovrebbe essere lo Stato stesso a risarcire interamente i danni senza trovare scappatoie.

Intanto si pone un problema che non è del tutto chiaro: quando si dice “non paga tasse per 7 mesi”. Ma si intende solo l’affitto oppure anche l’Imu?

Se intendiamo anche l’imu sarebbe un piccolo passo in avanti; se si parla solo di affitto sarebbe un altro danno che graverebbe sul proprietario.

Prendiamo un cittadino che ha un fondo commerciale e lo affitta a 600 euro al mese e paga il 20% di cedolare secca sull’affitto.

7 mesi di affitto 4.200 euro, tasse 840 euro pari a un guadagno 3360 euro

Con la nuova legge incasserebbe 2100 euro per i 7 mesi di canone dimezzato, 3000 euro per i rimanenti 5 mesi a canone intero e  pagherebbe le tasse solo su 3mila euro per un ammontare di 600 euro. Dei suoi 5100 euro incassati ne avrebbe puliti 4500 euro a fronte di 5760 in condizioni normali (7200 euro di affitto annuo meno 1440 euro di tasse) quindi ben 1260 euro in meno nelle tasche.

Se poi vogliamo prendere ad esempio il proprietario di un fondo commerciale (contribuente con regime fiscale semplificato che guadagna meno di 65.000 euro al mese e paga il 15% forfettario di tasse sul guadagno) che magari si è comprato una casa o l’ha ristrutturata, oltre “al danno anche la beffa”.

Questo cittadino infatti non può inserire detrazioni (interessi del mutuo, rateo di ristrutturazione lavori, spese mediche, etc) dalle tasse sul guadagno derivato dal suo lavoro per via della scelta fiscale, però le può detrarre da entrate diverse, come un’affitto.

A questo punto è vero che le tasse sull’affitto non le paga, però è anche vero che per l’anno interessato rischia di perdere una buona percentuale delle sue detrazioni fiscali.

Anche qui per capirci meglio facciamo un esempio pratico: prendiamo il proprietario del fondo che incassa 600 euro al mese e che magari si trova, grazie ai bonus fiscali, ad avere 30.000 euro di lavori di ristrutturazione sulla sua casa e altri 10.000 di bonus per arredo prima casa e che ha scelto il regime fiscale forfettario.

Di tutti e due gli importi sopra citati si detrae il 50% in 10 anni: questo vuol dire che su 40mila euro detrae 20mila euro in 10 anni, 2mila euro l’anno.

Poi incassa 7200 euro di affitto e paga l’aliquota minima del 23% pari a circa 1350 euro; ha detrazioni per 2000 euro quindi non paga niente e perde 650 euro di detrazione mentre si trattiene tutto il guadagno (7200euro).

Ora con la nuova legge incasserebbe 2100 euro per 7 mesi più 3000 euro per i restanti 5 per un totale di 5100 euro (2.100 euro in meno del suo affitto ordinario).

Su 5100 euro pagherebbe le tasse solo per i 5 mesi soggetti a tassazione, quindi 560 euro che grazie alla detrazione fiscale si azzerano. Proprio ad essere” fiscali come lo stato” in questo caso il contribuente oltre a guadagnare 2100 euro in meno di affitto farebbe guadagnare allo Stato altri 790 euro.

790 euro sono le detrazioni perse su tasse non pagate (1350-560=790): essendo infatti detrazioni non si portano come plusvalenza nell’anno successivo.

In un gioco normale delle parti le detrazioni si usano per ridurre l’importo da pagare all’erario, o in qualche caso azzerarlo, magari con un avanzo perso; ma in questo caso sopra descritto va ricordato che è lo Stato che impone un minor guadagno, quindi quei 790 euro di detrazioni perse dovrebbero essere in qualche modo compensate negli anni a seguire per non creare altro danno al cittadino o fatti scalare una tantum da quanto versa al fisco grazie alla cedolare secca.

Non sarebbe meglio presentare una proposta di legge che invece faccia sborsare interamente allo Stato i soldi dei danni causati?

Si è pensato giustamente di fermare l’economia per la salute pubblica, ma ora bisogna pensare anche a risarcire per far ripartire l’Italia.

Forse un ottimo metodo sarebbe quello di trasformare il danno in credito di imposta (non detrazione) così il cittadino potrebbe utilizzarlo per ammortizzare il suo debito all’erario senza perdere niente.

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