“Alberi: fermiamo la mattanza”, Linda Maggiori presenta il libro-inchiesta sulla tutela del verde
Livorno 1 settembre 2026 “Alberi: fermiamo la mattanza”, Linda Maggiori presenta il libro-inchiesta sulla tutela del verde
Gli alberi rappresentano una risorsa essenziale per l’ambiente e la salute. Tuttavia, città, boschi e fiumi subiscono sempre più spesso tagli indiscriminati.
Linda Maggiori affronta il problema nel libro-inchiesta Alberi: fermiamo la mattanza. L’autrice analizza le cause degli abbattimenti e gli interessi che, secondo la sua ricerca, alimentano queste scelte.
Il volume presentato ieri a Livorno( presso lo spazio pubblico dell’area occupata senza titolo degli “Orti Urbani”) propone un percorso tra diversi ecosistemi. L’indagine attraversa il verde urbano, gli ambienti fluviali e le aree montane.
Maggiori raccoglie studi scientifici, interviste a esperti e testimonianze dei comitati impegnati nella difesa degli alberi. Il libro offre anche indicazioni concrete per chi vuole informarsi e mobilitarsi.
Un patrimonio minacciato in ogni ambiente
«Gli alberi sono sempre più minacciati», spiega l’autrice. La pressione coinvolge sia le aree urbane, sia i boschi e i territori lungo i fiumi.
Secondo Maggiori, gli alberi costituiscono alleati fondamentali contro la crisi climatica, ecologica e ambientale. Le loro funzioni superano infatti il semplice valore paesaggistico.
Un albero adulto offre ombra e contribuisce alla regolazione della temperatura. Inoltre, cattura l’acqua durante le precipitazioni intense e sostiene la biodiversità.
Le radici aiutano il terreno a trattenere l’acqua. La chioma crea invece habitat per numerose specie animali e vegetali.
L’autrice contesta l’idea secondo cui un nuovo alberello possa compensare automaticamente l’abbattimento di un esemplare maturo. «Non esiste un’equazione matematica», sottolinea.
Un albero di settanta o ottant’anni ha infatti caratteristiche difficili da sostituire. La sua crescita richiede decenni e produce benefici molto superiori rispetto a una pianta appena messa a dimora.
Nel libro, Maggiori analizza anche i progetti legati al Piano nazionale di ripresa e resilienza. A suo giudizio, alcune iniziative trattano gli alberi come elementi facilmente sostituibili.
Manutenzione, sicurezza e rischio idrogeologico
L’autrice indica nella tutela degli alberi esistenti una delle principali soluzioni. La piantumazione di nuove specie resta importante, ma non può sostituire la conservazione del patrimonio già presente.
Gli abbattimenti possono risultare necessari quando esiste un pericolo immediato. Prima di arrivare a questa scelta, però, servono valutazioni corrette e interventi di manutenzione adeguati.
Maggiori critica in particolare le potature drastiche e le capitozzature. Queste pratiche possono compromettere la salute e la stabilità degli alberi.
La scrittrice contesta anche il taglio della vegetazione lungo i fiumi come strumento automatico contro le alluvioni. «Più si tagliano gli alberi, più aumenta il rischio», afferma.
La vegetazione ripariale può infatti contribuire alla stabilità delle sponde. Gli alberi aiutano inoltre il terreno a gestire l’acqua durante gli eventi meteorologici intensi.
Il volume invita quindi a valutare ogni intervento attraverso competenze scientifiche. La sicurezza richiede prevenzione, manutenzione e analisi puntuali, non tagli generalizzati.
Cemento, rigenerazione e consumo di suolo
Durante la presentazione, Linda Maggiori affronta anche il rapporto tra edilizia e tutela del verde. L’autrice propone di ridurre il consumo di nuovo suolo.
In Italia, secondo Maggiori, non serve costruire nuove abitazioni in modo indiscriminato. Occorre invece recuperare gli edifici esistenti e riqualificare le aree già urbanizzate.
Le nuove costruzioni dovrebbero concentrarsi su spazi degradati o già cementificati. Questa scelta permetterebbe di preservare il terreno naturale e gli alberi presenti.
La rigenerazione urbana può quindi creare un punto d’incontro tra edilizia e tutela ambientale. Il confronto diventa però difficile quando i nuovi interventi cancellano aree verdi ancora integre.
«Non si può conciliare lo sviluppo consumando suolo», sostiene l’autrice. La pianificazione dovrebbe proteggere gli spazi verdi prima di autorizzare nuove trasformazioni.
Il libro dedica attenzione anche agli interessi collegati alla gestione del verde. Tra i temi affrontati figurano le prove di stabilità, il taglio a ceduo e le centrali a biomassa.
Maggiori analizza inoltre gli interventi motivati dalla prevenzione degli incendi e delle inondazioni. L’inchiesta esamina infine il rapporto tra alberi, cemento, infrastrutture, energia e attività militari.
Informarsi e partecipare
Nelle pagine finali, Alberi: fermiamo la mattanza raccoglie i contatti dei comitati attivi in tutta Italia. Il volume offre così uno strumento utile per chi vuole conoscere le mobilitazioni locali.
Linda Maggiori, giornalista freelance e attivista, collabora con gruppi ambientalisti e pacifisti. Ha scritto per diverse testate e pubblicazioni dedicate all’ambiente, alla pace e ai conflitti.
Tra i suoi libri figura anche Mamme ribelli, pubblicato da Terra Nuova. Con questa nuova opera, l’autrice invita a guardare gli alberi come patrimonio collettivo.
La difesa del verde richiede competenze, attenzione e partecipazione. Ogni cittadino può informarsi, seguire i progetti del proprio territorio e sostenere le iniziative di tutela.
