Attualità 6 Maggio 2026

All’asta la mappa di Bolgheri del 1837 (prima del Viale dei Cipressi)

Bolgheri (Livorno) 6 maggio 2026 All’asta la mappa di Bolgheri del 1837 (prima del Viale dei Cipressi)

All’asta la mappa monumentale di Bolgheri del 1837 (prima del Viale dei Cipressi)La mappa di Bolgheri del 1837: Il Territorio prima dei Cipressi di San Guido va all’asta

Una scoperta cartografica di eccezionale valore storico accende i riflettori sul passato di uno dei territori più celebri al mondo. La storica Gonnelli Casa d’Aste — la più antica d’Italia, fondata nel 1875 — annuncia la vendita all’asta di un monumentale cabreo manoscritto del 1837, che ritrae le tenute del Conte Guido Alberto della Gherardesca prima della loro definitiva trasformazione moderna.

Il reperto: un gigante di carta e storia

L’opera, firmata dal perito agrimensore Giuseppe Galli, è una “Pianta geometrica” dalle dimensioni imponenti: un insieme di nove tavole applicate su tela che raggiungono i 174×144 cm. La mappa descrive con estrema precisione catastale le tenute di Bolgheri, Castagneto e Castiglioncello, offrendo uno spaccato unico della proprietà della Gherardesca nella prima metà dell’Ottocento.

Bolgheri prima del mito: l’assenza del Viale dei Cipressi

Il dettaglio che rende il lotto 175 di straordinario interesse è la sua datazione. Realizzata nel 1837, la mappa cristallizza il paesaggio bolgherese prima della messa a dimora del celebre Viale dei Cipressi di San Guido, iniziato solo nella seconda metà del XIX secolo. Si tratta di una testimonianza visiva inedita di un’epoca in cui la trasformazione enologica del territorio era ancora ai suoi albori, guidata proprio dal Conte Guido Alberto, pioniere dei moderni processi agricoli locali.

L’asta e l’esposizione

L’opera, con una base d’asta di 4.000 euro, sarà battuta a Firenze durante l’asta di “Arte Antica, Moderna e Contemporanea” nella sessione di martedì 19 maggio a partire dalle ore 14:00. Il lotto è attualmente visionabile presso la sede di Gonnelli in Via Fra’ Giovanni Angelico, 49 a Firenze.

“Spesso tesori di questo rilievo restano conservati per generazioni senza che se ne conosca il reale valore documentale”, spiegano dalla casa d’aste. “Il nostro obiettivo è valorizzare la memoria storica del territorio, offrendo ai collezionisti e alle istituzioni locali l’opportunità di preservare un pezzo unico della propria identità”.

 

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