Aree pubbliche 28 Giugno 2020

Apolloni: “Per via Giordano Bruno serve il modello Picchetto con liberazione contemporanea degli alloggi occupati”

"Risanare gli Erp a blocchi, in modo da resettare il contesto"

Leonardo Apolloni ex assessore al sociale

Leonardo Apolloni ex assessore al sociale

Livorno 28 giugno 2020 – La nota dell’ex assessore al sociale Apolloni (M5S):

“Il processo di riqualificazione degli edifici ERP di via Giordano Bruno avviato nel 2014, proseguito nel 2017 ed attualmente in essere sarà ancora lungo.

E’ normale. Non è giusto per i residenti, ma è normale per questo tipo di processi.

Chi vive in un palazzo di via Giordano Bruno però, vive in una situazione intollerabile, ed è da molti anni che è così.

Concentriamoci su due aspetti, l’occupazione abusiva e lo spaccio.

 

Anzi tre, se vogliamo dirla tutta, consideriamo anche gli assegnatari che “ospitano”, non autorizzati da Casalp, gli spacciatori. Chissà perché poi.

Nell’anno del mio assessorato al sociale, ho potuto vedere come le normali procedure che il Comune e Casalp pongono in essere per andare a riprendere un appartamento occupato alla volta, non incidono sulla qualità di vita di un contesto oramai così degradato. Ed è piuttosto facile intuirne il perché. Quando in una scala di un palazzo, già degradato di per sé stesso, su 12 appartamenti 5 sono occupati abusivamente è chiaro che quella scala, non è più di chi ne ha diritto. In situazioni del genere, se anche liberi un appartamento, la possibilità di una rioccupazione immediata, magari favorita dagli altri abusivi, o da chi “dirige” le occupazioni è all’ordine del giorno. Se poi qualche abusivo utilizza/spaccia e/o se nelle vicinanze c’è qualche assegnatario che le sostanze le usa, è chiaro che non se ne esce e le persone iniziano a venire anche da fuori.

Mi permetto di suggerire all’attuale amministrazione il modello del Picchetto ridotto

Oppure se gli fa più piacere Chiccaia ridotto.

Preferirei Picchetto perché in quell’occasione furono coinvolte, seppure per indagini e prevenzione per i rischi di ordine pubblico, anche ulteriori forze dell’ordine oltre alla Polizia Municipale.

In entrambe le occasioni si ebbe una liberazione dell’immobile senza alcun tipo di problema.

Per Giordano Bruno probabilmente basterebbero pochissimi agenti per avere gli stessi effetti di Picchetto e Chiccaia,ovvero che le persone che avevano qualcosa da temere dalla giustizia, se ne erano già andate al momento della ripresa in possesso degli edifici.

Il modello è conosciuto e va integrato con un’attività di Casalp:

 

Accurata indagine preliminare dei servizi sociali per verificare eventuali situazioni a rischio fragilità negli alloggi da liberare.

Precedente attività di Casalp per l’avvio immediato dei lavori di ripristino degli alloggi il giorno dopo la loro liberazione.

Attività dell’Ufficio Casa per l’individuazione delle nuove famiglie assegnatarie.

Intervento congiunto delle forze dell’ordine in supporto degli operatori direttamente coinvolti nella liberazione contemporanea di tutti gli alloggi occupati dell’area su cui si decide di effettuare l’intervento.

Attività di sorveglianza degli alloggi per tutta la durata dei lavori fino ad assegnazione avvenuta.

Il principio è quello che come 5 stelle, sul finire della scorsa legislatura avevamo pensato per il risanamento di erp ad interi blocchi, in modo tale da resettare il contesto.

I residenti avrebbero la possibilità di ripartire da zero.

Naturalmente il risanamento completo lo avremo al momento in cui ci saranno gli interventi edilizi.  Già questo tipo di intervento a blocchi, potrebbe migliorare la qualità di vita delle persone.

Solo con un reset di legalità potremmo cercare di inserire anche uno strumento interessante che è contenuto nell’art. 35 delle LRT 2/2019 che prevede al punto 4 che il Comune o l’ente gestore (CASALP) possano riservare un alloggio di servizio a favore di un’associazione che possa svolgere processi di mediazione sociale e culturale e visto il pregresso direi anche una funzione di antenna della situazione generale del blocco.

Sì perché in questo caso questo tipo di presidio potrebbe fungere effettivamente da fattore di protezione. Ma per arrivare a questo abbiamo bisogno di un intervento a blocco. Le intese fra Comune, Casalp e Prefettura mi sembra che c’erano al tempo del Picchetto, quindi credo ci saranno anche oggi.

Alle forze politiche che in questi giorni sono andate a speculare sulla difficile situazione di via Giordano Bruno chiedo di fare qualche proposta concreta nel merito, invece di alzare la tensione”.

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