Ambiente 6 dicembre 2018

Approvata la mozione di Pecori sulla questione Ra.Ri

“Dagli atti della Commissione parlamentare (XVII Legislatura) di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti ed su illeciti ambientali ad esse correlati, a pag. 157 si legge: “La società RA.RI. Livorno srl smaltiva illegalmente rifiuti pericolosi. In particolare, la società Lonzi Metalli srl conferiva alla RA.RI rifiuti non pericolosi, falsamente identificati come pericolosi, con la conseguenza che quest’ultima non ha sostenuto i costi del trattamento.

Con tale sistema la società RA.RI. è riuscita a gestire illegalmente volumi elevati di rifiuti pericolosi in ingresso, che non avrebbe potuto realmente gestire, tanto più che non aveva un impianto adeguato ai volumi dei rifiuti in entrata. I rifiuti in questione, pervenuti alla società RA.RI venivano successivamente rimandati, miscelati anche a rifiuti pericolosi, alla società Lonzi Metalli, con il codice 19.02.03 (miscugli di rifiuti composti esclusivamente da rifiuti non pericolosi)”.

L’azienda, posta sotto sequestro dall’Autorità Giudiziaria all’indomani dello scandalo rifiuti del 14 dicembre scorso che ha investito anche la ditta Lonzi Metalli srl., benché dissequestrata, non ha ripreso l’attività.

Al momento, da informazioni informali, risulta che sono stati eseguiti i campionamenti dei rifiuti speciali pericolosi e non presenti su richiesta della procura (3.000 tonnellate ed oltre); i rifiuti non sono stati allontanati perché lo smaltimento è a carico della ditta e quindi sono sempre presenti all’interno dell’azienda, non si sa in che condizioni di conservazione.

L’attività quindi è ferma ed lavoratori fino ad oggi, con due mesi di ritardo, hanno percepito uno stipendio ridotto e senza certezza per il loro futuro lavorativo.

La richiesta di concordato non comporta garanzie per i lavoratori, che per assurdo, da quanto si legge sulla stampa, devono passare dal licenziamento collettivo per accedere alla NASPI; è ovvio che, se all’interno del piano di concordato non troveranno spazio soluzioni per far riprendere il lavoro alle persone ormai licenziate (che al momento sono assunte a tempo indeterminato, quindi è lecito pensare che la prossima gestione potrà preferire modalità diverse di assunzione), per questi lavoratori si prospetta un futuro non incoraggiante.

Insieme a Tommaso Fattori e Paolo Sarti di Sì – Toscana a Sinistra ho presentato una mozione in Consiglio regionale, per sensibilizzare la Giunta regionale ad interessarsi al problema e sperando, ovviamente in una risposta positiva da parte del Consiglio. Ringrazio la collega Irene Galletti M5S per aver sottoscritto la mozione”.

Quanto sopra è quanto scriveva Monica Pecori il 23 novembre scorso.

Il consigliere regionale, dalla sua pagina Facebook ringrazia tutti: “Mozione approvata all’unanimità! Ringrazio tutti i colleghi per l’approvazione“.

 

 

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