ASA, RSU chiede assunzioni e USB annuncia lo sciopero contro caldo e carichi di lavoro
Livorno 23 luglio 2026
ASA, “RSU e sindacati sul piede di guerra”: “Mancano personale e confronto”. USB proclama lo sciopero del 31 luglio
Cresce la tensione all’interno di ASA. Da una parte la RSU dell’azienda denuncia il mancato confronto con la direzione, la carenza di personale operativo e il peggioramento delle condizioni di lavoro; dall’altra USB Livorno annuncia uno sciopero per il 31 luglio 2026, motivato dall’emergenza caldo e dalle criticità organizzative che, secondo il sindacato, metterebbero a rischio la salute dei lavoratori.
La RSU esprime “forte disappunto” per quella che definisce una reiterata assenza di relazioni industriali efficaci, sottolineando come le richieste avanzate da tempo siano rimaste senza risposta. Nel mirino anche alcune modifiche unilaterali proposte dall’azienda che, secondo i rappresentanti dei lavoratori, aggraverebbero ulteriormente le condizioni degli operai, in particolare nei reparti operativi.
Secondo la RSU, proprio durante il periodo estivo le difficoltà emergono con maggiore evidenza: gli organici ridotti costringerebbero il personale a farsi carico delle carenze strutturali dell’azienda, mentre le elevate temperature renderebbero ancora più gravose le attività quotidiane.
Nel comunicato viene inoltre evidenziata la distanza tra i risultati economici dell’azienda e gli investimenti destinati al personale. “Il primo investimento dovrebbe essere sempre quello nel capitale umano”, afferma la RSU, che denuncia organici ormai insufficienti a garantire turnazioni regolari, condizioni di lavoro dignitose e un servizio adeguato ai cittadini.
Tra le contestazioni figura anche la proposta aziendale di modificare l’orario di lavoro delle Reti Idriche della Zona Nord-Est (Livorno e Collesalvetti). Una soluzione che, secondo la RSU, non terrebbe conto né dell’età media sempre più elevata delle maestranze né delle mutate condizioni climatiche, rischiando di incidere anche sul rispetto dei riposi previsti dalla normativa.
A sostegno delle proprie rivendicazioni, la rappresentanza sindacale cita anche alcuni dati relativi al primo semestre del 2026: oltre 2.000 ore di straordinario in più rispetto allo stesso periodo del 2025 e 494 giornate di eccedenza nelle reperibilità nei primi sei mesi dell’anno, contro circa 600 registrate nell’intero 2025.
La RSU chiede quindi nuove assunzioni nei reparti operativi, un adeguato riconoscimento economico della professionalità dei lavoratori e l’avvio immediato di un confronto sindacale “reale e non meramente formale”. In assenza di risposte, annuncia l’intenzione di avviare tutte le iniziative di mobilitazione consentite.
Sul fronte USB, il sindacato rende noto di aver proclamato per il 31 luglio quella che definisce la prima giornata di sciopero dei lavoratori di ASA e della società Giunti Carlo Alberto, controllata al 100% da ASA.
Secondo USB, la decisione è maturata dopo il mancato riscontro alle richieste avanzate sull’emergenza caldo. Il sindacato denuncia che numerosi lavoratori sarebbero costretti a operare con indumenti ritenuti non idonei alle elevate temperature, mentre l’aumento dei carichi di lavoro e degli straordinari incrementerebbe i rischi per la sicurezza.
Anche USB richiama i dati sulle ore di lavoro aggiuntive, parlando di oltre 2.400 ore di straordinario in più rispetto ai primi sei mesi del 2025 e di 494 giornate di reperibilità eccedenti nello stesso periodo. Inoltre, in alcuni reparti, ai lavoratori verrebbe richiesto di modificare i turni, con un ulteriore aggravio dei carichi di lavoro.
Il sindacato attribuisce tali criticità sia a un’organizzazione che ritiene da rivedere sia, soprattutto, alla cronica mancanza di personale operativo. Una situazione che, secondo USB, riguarderebbe anche la società Giunti Carlo Alberto, dove un organico ridotto sarebbe chiamato a garantire il servizio per conto di ASA con turni di reperibilità superiori ai 14 giorni mensili per ciascun lavoratore e ore di straordinario oltre i limiti previsti dalla normativa sulla sicurezza, spesso operando con temperature superiori ai 35 gradi.
Per queste ragioni USB auspica che si possa arrivare rapidamente a una soluzione, evitando che l’emergenza caldo e le attuali condizioni di lavoro possano avere conseguenze sulla salute dei dipendenti.
