Cronaca 14 settembre 2018

Auto elettriche cinesi: Il porto diventerà un hub di riferimento

Da qui a cinque anni verranno distribuite in Europa 30mila auto destinate al car sharing

L’incontro a Palazzo Rosciano con CS Group, Zhidou e Regione Toscana

Il futuro del porto di Livorno è sempre più green. Il Consorzio N.E.Mo. amplia le proprie attività presso l’Interporto Vespucci

Alla riunione ha partecipato anche l’assessore del comune di Portoferraio, Angelo Del Mastro, per gli sviluppi che il car sharing potrà avere sul territorio elbano

Il porto di Livorno scopre di avere un’anima green e tra non molto potrebbe diventare un hub di riferimento per il mercato di auto elettriche provenienti dalla Cina e destinate sia al car sharing che alla vendita. È quanto è emerso stamani nel corso di una riunione cui hanno preso parte il presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mar Tirreno Settentrionale, Stefano Corsini, e i rappresentanti di CS group spa e Zhidou Electric Vehicle.

La prima è una importante realtà in Italia, detentrice del marchio Share’n go, la seconda è una società leader nella costruzione di veicoli elettrici, costola della Shandong Xindayang Electric Vehicle, compagnia impegnata nella ricerca, sviluppo, produzione e vendita di mezzi di trasporto eco-compatibili. All’incontro erano presenti anche il dirigente promozione e comunicazione della Port Authority, Gabriele Gargiulo; tre rappresentanti della Regione Toscana (Filippo Giabbani e Marco Bennici, del settore politiche e iniziative regionali per l’attrazione degli Investimenti e Vincenzo Naso, dell’assessorato all’Ambiente e all’Energia) e l’assessore alle attività produttive del comune di Portoferraio, Angelo Del Mastro, interessato agli ulteriori sviluppi che il car sharing potrebbe avere sull’isola d’Elba.

Durante il meeting si è appreso che il Consorzio N.E. Mo.(Nuova Energia Mobile) di cui fanno parte le aziende italiane Sharen’ go, Green Energy Storage e Materials Mates Italia, otterrà a breve presso l’Interporto Vespucci una nuova area di circa 1000 mq di piazzale e 500 mq di aree coperte per svolgere attività di assemblaggio e refitting delle auto elettriche. «Assieme a una realtà importante come Cobat – ha detto Emiliano Niccolai, della Cs group – stiamo brevettando un progetto che ci porti a certificare la storia di ciascuna batteria». Si tratta di una iniziativa che permetterà al Consorzio di raggiungere gli obiettivi per cui è nato: dare una seconda vita agli accumulatori agli ioni di litio usati nel car sharing: «Lo faremo classificando le celle di ciascuna batteria e riassemblando quelle ancora funzionanti in appositi power pack».

Quello della guida sostenibile sta diventando un business di primario livello nel panorama mondiale. Elettrificazione delle auto; guida autonoma; digitalizzazione e car sharing, sono settori che hanno mostrato negli ultimi anni una decisa accelerazione negli investimenti. Se dal 2010 al 2013 sono stati spesi per l’autonomous drive e per l’auto condivisa rispettivamente 0,1 e 0,3 miliardi di dollari, tra il 2014 e il 2017 il volume dei soldi investiti è aumentato in modo esponenziale raggiungendo quota 6,4 e 9,6 miliardi di dollari.

«Di qui a cinque anni verranno distribuite in Europa 30mila auto destinate al car sharing – ha detto Alfredo Bacci, ingegnere con oltre 30anni di esperienza in Fiat, fondatore di Cs Group e senior consultant della Zhidou – con i giusti incentivi Livorno potrebbe acquisire un ruolo strategico in questo mercato. Fondamentale è il progetto di riutilizzo delle batterie che il consorzio Nemo sta sviluppando».  

Soddisfatto dell’incontro Del Mastro: «Ben vengano queste iniziative – ha detto – Portoferraio è da tempo attiva nel campo della diffusione del car sharing e riteniamo che le potenzialità del porto di Livorno in questo campo possano avere riflessi positivi anche sul territorio elbano».

 

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