Banchine per sommergibili militari? Scatta la protesta: “Difendiamo il porto civile”
Livorno 12 giugno 2026 Banchine per sommergibili militari? Scatta la protesta: “Difendiamo il porto civile”
Presidio davanti all’Autorità Portuale: associazioni e sindacati contro l’utilizzo militare del porto di Livorno
“No alla militarizzazione del porto”. Con questo messaggio, nel tardo pomeriggio di ieri, rappresentanti di numerose realtà cittadine si sono ritrovati davanti alla sede dell’Autorità di Sistema Portuale, sugli Scali Rosciano, per protestare contro la richiesta avanzata dall’azienda Drass di ottenere una concessione di circa 10mila metri quadrati di banchine portuali da destinare ai test di sommergibili militari.
L’iniziativa era stata annunciata nei giorni scorsi dalle associazioni livornesi impegnate nelle mobilitazioni contro la guerra, il riarmo e a sostegno del popolo palestinese. Secondo i promotori, la concessione riguarderebbe uno spazio pari a circa “un campo e mezzo da calcio”, che verrebbe sottratto ad attività civili.
«Respingiamo fermamente l’idea che Livorno diventi un porto di guerra», avevano dichiarato nel comunicato di convocazione del presidio, lanciando un appello alla cittadinanza, ai lavoratori portuali, alle associazioni e ai collettivi del territorio affinché partecipassero alla manifestazione.
Davanti alla sede dell’Autorità Portuale erano presenti esponenti di diverse realtà cittadine. Tra questi anche Giovanni Ceraolo, rappresentante di USB Livorno, che ha spiegato le ragioni della protesta.
«Siamo qui perché siamo assolutamente contrari all’utilizzo militare del porto civile di Livorno», ha dichiarato. «Il fatto che si sottraggano spazi e banchine per utilizzi militari è una cosa gravissima. Il fatto che si vada verso questa direzione di militarizzazione del porto rischia poi di incidere anche sui traffici portuali e sulla questione ambientale. Sono tantissimi i temi aperti».
Secondo Ceraolo, le realtà che negli ultimi mesi hanno promosso iniziative contro la guerra hanno deciso di unire le forze anche su questa vertenza. «Siamo tutte le realtà livornesi pacifiste, quelle che hanno partecipato alle manifestazioni contro la guerra: l’area antimilitarista, la FAI, Potere al Popolo, il Gruppo Adorno Portuale, Ex Caserma e altre realtà del territorio».
Il rappresentante sindacale ha inoltre annunciato la richiesta di un confronto con il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale: «Abbiamo chiesto un incontro, vedremo quando ci sarà e se il presidente ci riceverà. Porteremo le ragioni di questa opposizione».
Una posizione che USB intende sostenere con determinazione. «Su questa partita non faremo un passo indietro. Siamo pronti a qualsiasi tipo di azione, come abbiamo già fatto in passato».
Ceraolo ha poi dichiarato che sulla questione “non faremo un passo indietro, siamo pronti a qualsiasi tipo di azione come abbiamo già fatto in passato e del resto, per esempio con l’occupazione del Molitalia”.
