Cronaca 31 Agosto 2017

Bancomat obbligatorio per i negozianti dal prossimo settembre.

30 euro di sanzione per ogni rifiuto al pagamento elettronico. A Livorno città la pentrazione ha già superato il 90 per cento.

 

“L’utilizzo del pos ha già avuto ritmi di crescita sorprendenti negli ultimi anni, anche in provincia di Livorno. Per un ulteriore balzo in avanti non servono certo sanzioni, bensì la riduzione dei costi di gestione”.
Mentre si attende il decreto che “punirà” chi non si è adeguato all’obbligo di avere il Pos disponibile, Alessio Carraresi, presidente provinciale Confcommercio, ricorda che i commercianti non sono contrari a offrire i pagamenti elettronici, e che il problema principe restano piuttosto le commissioni bancarie. “Per alcuni settori merceologici i ricarichi sono talmente bassi che l’incidenza di uno o due punti percentuali sul transato significa rinunciare al profitto. Pensiamo ai benzinai, o ai tabaccai. Questi ultimi offrono per altro anche servizi alla collettività, come ad esempio la possibilità di effettuare il pagamento tributi, bollette, ricariche telefoniche, e poi biglietti, valori bollati e postali ma con margini di guadagno irrisori. Se si aggiungono le commissioni per il pos si rischia di farli andare in perdita”.
Esiste la questione di diffidenza verso lo strumento per la questione della tracciabilità? “Non scherziamo – afferma Carraresi – nei nostri negozi siamo tutti i giorni al pubblico, alla luce del sole, e già tracciabili per ogni operazione. Siamo stanchi del pregiudizio in merito ai commercianti troppo spesso dipinti come avidi e senza scrupoli , il cui unico interesse è il lucro a tutti i costi, bottegai che in qualche scantinato passano le loro giornate ad inventarsi nuovi metodi per frodare la collettività. Facciamo le cose in regola e ci è piace farle in regola. E’ ridicolo che si continui a pensare al pos come soluzione del problema dell’evasione. Combattiamo piuttosto la contraffazione organizzata e l’abusivismo sistemico”.
“Se la moneta elettronica non avesse costi così elevati saremmo noi i primi a cercare di incentivarne l’uso, perché nessuno di noi – con episodi sempre più frequenti di microcriminalità e effrazioni negli esercizi commerciali – è felice di tenere il contante in cassa, e tanto meno di dover passeggiare da soli per andare a versarlo. A Livorno hanno il pos la maggioranza dei negozi, oltre il 90%”.
“Restiamo in attesa di capire, insieme ai nostri uffici confederali, i contenuti del decreto di settembre. Intanto i nostri uffici si rendono disponibili per i chiarimenti sulla normativa e per trovare soluzioni adeguate e specifiche per ogni esercizio, a partire dai più piccoli”.
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