Cronaca 20 Novembre 2018

Banconote false, terzo arresto

"Operazione Solfa": trovato l'ultimo complice

CARABINIERI LIVORNO. OPERAZIONE “SOLFA”: arrestato in Germania il terzo falsario.

Secondo un noto portale web, è il 15° ristorante su 28 di Korschenbroich, nella Renania Settentrionale, ma per Pasquale Galesi, 39enne, originario della Sicilia e residente a Rosignano Marittimo invece era un rifugio abituale per trascorrere le serate in compagnia di familiari e per sentirsi un pò in Italia. Ed è qui che l’altra sera la Landespolizei, la polizia locale su indicazione dei Carabinieri di Livorno, lo ha trovato e tratto in arresto.

Dall’inizio del mese di settembre, infatti, Pasquale Galesi si era sottratto alla cattura dell’Arma labronica nell’ambito dell’operazione “Solfa”. Il Galesi è il terzo destinatario di Ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Livorno, per aver esportato e speso in Svizzera migliaia di euro falsi, unitamente agli altri complici già arrestati il 6 settembre scorso.

Come si ricorderà, nelle prime ore di quella mattina, i Carabinieri del Comando Provinciale davano esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Livorno, su richiesta di quella Procura, nei confronti di 2 persone, per aver esportato e speso in Svizzera banconote contraffate.

La Polizia Giudiziaria Federale svizzera, sulla scorta delle segnalazioni e delle informazioni pervenute da più polizie cantonali, ricostruiva diversi episodi di spaccio di banconote false da 50 euro, appartenenti allo stesso lotto delle 300 sequestrate il 15 dicembre 2017, avvenuti in territorio elvetico, attribuibili ai due soggetti tratti in arresto e ad altri complici.

Le successive indagini condotte dal Nucleo Investigativo di Livorno e dalla Compagnia di Cecina consentivano di identificare gli altri correi e di accertare che gli indagati nel dicembre 2017 si erano recati almeno due volte nella provincia di Napoli per approvvigionarsi da ignoti fornitori delle banconote false. Nei giorni immediatamente successivi gli stessi introducevano clandestinamente in Svizzera il contante contraffatto e presso diversi esercizi commerciali del Canton Ticino, perlopiù casinò e sale da gioco, lo spendevano e lo cambiavano con valuta vera.

Si stima che le banconote contraffatte complessivamente approvvigionate dagli indagati siano state almeno un migliaio (per un valore nominale di non meno 50.000 Euro), acquistate ad un prezzo non superiore di 10.000 Euro.

Dalla fine dell’estate i Carabinieri del Nucleo investigativo di Livorno non hanno mai smesso di cercare il terzo complice. Le indagini, già avviate grazie alla collaborazione con la polizia elvetica, si sono ulteriormente sviluppate in un contesto di cooperazione internazionale con il coinvolgimento della polizia tedesca, di concerto con il Servizio per la Cooperazione di Polizia Internazionale, che ha tratto in arresto il 39enne sulle rive del Reno, a pochi chilometri di distanza da Dusseldorf, seduto al tavolo della pizzeria gestita dai suoi genitori.

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