Ambiente 29 Luglio 2019

BL: “Dichiarazioni pubbliche che sembrano scritte dall’ufficio stampa del colosso petrolchimico”

Buongiorno Livorno interviene sul tema della riconversione della raffineria di Stagno

“”Bioraffineria”, economia “circolare”: di fronte alla catastrofe climatica non è più il tempo per i giochi di parole
Il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e l’assessore all’ambiente Fratoni stanno sponsorizzando da qualche settimana la proposta di Eni di riconvertire la raffineria di Stagno con la realizzazione di “un impianto in grado di convertire, mediante una tecnologia innovativa, circa 200.000 Ton/anno di rifiuti solidi urbani (CSS-combustibile solido secondario e Plasmix) in circa 100.000 Ton/anno di metanolo.” — così recita la bozza del protocollo di intesa tra l’azienda, la Regione e i Comuni di Livorno e Collesalvetti.
Rossi e Fratoni parlano di “bioraffineria” e di “economia circolare”, con dichiarazioni pubbliche che sembrano scritte dall’ufficio stampa del colosso petrolchimico: dimostrando, una volta di più, come la politica abbia abdicato al proprio ruolo di controllo e indirizzo, ma soprattutto di portavoce degli interessi pubblici, non delle aziende.
Che cosa possiamo dire alla luce delle informazioni di dominio pubblico al momento?
1) LA PRESUNTA BIORAFFINERIA NON AVREBBE NIENTE DI “BIO”.
Un impianto che tratta plastica e rifiuti solidi non riciclabili vorrebbe essere accomunato, con l’uso del tutto errato e fuorviante di un prefisso alla moda, a processi dove si utilizzano biomasse per produrre carburanti come il bioetanolo. Non è così, e la bozza del protocollo di intesa (dove non si parla di “bioraffineria”, “biometanolo”, anzi il famigerato prefisso non viene mai usato) lo dimostra.

2) IL PROGETTO USA L’ECONOMIA CIRCOLARE COME SLOGAN INGANNEVOLE.
L’idea dell’economia circolare è che lo scarto di un processo diventi la materia prima del processo che lo segue nella catena, minimizzando il rifiuto residuo.
In questo caso Eni promette una lavorazione che, rispetto all’incenerimento classico, riduce la produzione di CO2 e permette di sequestrarla per rivenderla sul mercato industriale e alimentare: tutto molto bello, se non fosse che il prodotto principale di questo processo sarebbe del carburante per autotrazione che a valle dovrebbe essere bruciato per produrre, guarda caso, anidride carbonica.
Se è quantomeno immaginabile che Eni pensi solo alla “circolarità” del processo che le compete, non è accettabile che l’amministrazione Rossi non guardi l’intera filiera e si dimentichi di questo aspetto cruciale.

3) NEL 2019 NON SI PUÒ PIÙ RIMANDARE LA TRANSIZIONE ENERGETICA.
Come abbiamo scritto parlando della nostra mozione per dichiarare l’emergenza climatica, gli esperti del settore sono concordi nel dire che per evitare la catastrofe climatica, già tangibile in questa terribile estate, le emissioni di CO2 dovranno essere drasticamente ridotte entro il 2030.
Questo significa che le decisioni chiave devono essere prese nei prossimi 18 mesi, considerando i tempi tecnici e politici. Eni e Rossi stanno proponendo di intraprendere un percorso che arriverà a compimento probabilmente intorno al 2025-2030, che dovrebbe usare come materia prima dei rifiuti che bisogna tendere in primo luogo a non produrre più e che alla fine immetterà CO2 nell’atmosfera.
Non è questo che deve fare un’amministrazione e un sistema economico che davvero intendano combattere il cambiamento climatico e puntare alla sostenibilità.
Lo smantellamento annunciato della raffineria e le evoluzioni del ciclo dei rifiuti in Toscana dovrebbero aprire praterie per idee migliori di questa. Ad esempio, quali sono le possibilità e le prospettive di un sito come quello di Stagno, dove non ci sono problemi di impatto paesaggistico, per la produzione di energia solare o eolica? È possibile catalizzare l’arrivo di aziende innovative che propongano modi diversi di usare la plastica non riciclabile, in ottica davvero circolare?”

Buongiorno Livorno

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