Cronaca 23 Febbraio 2019

Borgo: consegnata petizione con oltre 1.000 firme, “Restituiteci 360 parcheggi e limitate la velocità”

Livorno –  E’ stata consegnata in Comune una petizione firmata da oltre 1.000 residenti del quartiere Borgo Cappuccini, nella quale si chiede all’amministrazione comunale M5S di ripristinare i 360 posti auto “decurtati e riservarli ai residenti” e  la richiesta di riduzione delle carreggiate del quartiere, per limitare la velocità dei veicoli e quindi per una maggior sicurezza dei pedoni.

Ecco nel dettaglio il documento presentato  da Antonio Morozzi (intervistato nel breve video) a nome dei residenti:

 

Perchè questa petizione?

Questa petizione popolare, ennesimo atto di un percorso partecipativo dal basso, condiviso da abitanti e commercianti del quartiere Borgo Cappuccini, riferendoci all’art. 21 della Costituzione, viene usata per comunicare alcuni nostri pareri sulla mobilità nel nostro quartiere, non essendo stati interpellati e coinvolti in percorsi condivisi per un suo sviluppo sostenibile, in una Livorno profondamente mutata urbanisticamente nell’arco di ormai due decenni e gravemente priva di inerenti e necessari strumenti di pianificazione aggiornati.

Il mancato processo partecipativo dall’alto:

Il recente sistema della sosta, progettato ed attuato dall’Assessorato alla Mobilità, ha mutato in numerosi aspetti gran parte della città, ma non attraverso pratiche di democrazia deliberativa, cioè quelle della “discussione pubblica oggettiva, trasparente e ragionata”, quella che mette al centro un confronto argomentativo tra i soggetti coinvolti, nell’ottica di ponderare i pro e i contro delle diverse opinioni, per giungere alla conclusione in base al principio del “miglior argomento” , per arrivare a soluzioni condivise.

Se ci si riferisce alla scala della intensità della partecipazione di Sherry Arnstein, con la quale si esemplifica fin dagli anni ’60, quanto e come, chi amministra faccia partecipare alle pubbliche decisioni i cittadini, lo scalino più alto che ci si è stato concesso di calcare è quello dell’informazione (seppur in ritardo, in modo non trasparente ed intempestivo). Ci sono stati preclusi livelli più alti di partecipazione e soprattutto quella attiva, quali quello della condivisione o della delega nelle scelte durante la fase progettuale.

Il nostro percorso partecipativo dal basso:

Abbiamo iniziato nel Gennaio 2018 con un sondaggio sulla qualità della vita nel quartiere, che già evidenziava al secondo posto dei problemi più sentiti, con una percentuale del 89% su 133 intervistati, la carenza di posti auto per i residenti, insieme problemi legati al traffico ed inquinamento, mentre al contrario l’offerta di posti auto a pagamento già ammontava a circa 1300 unità, a cui in futuro si aggiungeranno i 600 della nuova zona “Officine storiche” accanto alla Porta a Mare.

Cosa chiediamo?

Questa petizione, svolta con il prezioso supporto di circa 40 esercizi commerciali, tramite le oltre 1000 firme, chiede:

  1. sia di ripristinare i 360 posti auto decurtati nel quartiere dal nuovo sistema della sosta cittadino e di riservarli ai residenti (stalli bianchi)
  2. che si riconduca la larghezza minima delle carreggiate delle strade (categoria E) a 3,00 m., misura indicata nel D.M n. 6792 del 5/11/2001 (con unica eccezione strade a senso unico percorse da autobus per le quali è 3,50 m) Questo soprattutto nell’interesse della vivibilità e sicurezza del quartiere, dei pedoni e dei ciclisti.

Sul punto 2

Basandosi su paventate prescrizioni indicate dal Corpo dei Vigili del Fuoco il minimo della larghezza delle carreggiate è stato portato a 3,50 m, e in taluni casi fino ai 5,00 m, spesso in vie dove sono presenti alcuni degli 8 istituti scolastici del quartiere.

Al contrario nostre verifiche presso la Direzione del Corpo dei Vigili del Fuoco di Livorno e presso la Direzione Generale della Sicurezza del Ministero dei Trasporti e la FIAB, hanno smentito la sussistenza di nuove normative in tal senso…. al contrario!

La moderazione del traffico:

E’ noto che , se si ha l’interesse a moderare la velocità degli autoveicoli nelle città, si percorrono direzioni opposte a quanto sopra evidenziato: in modo particolare con l’istituzione di Zone 30, attraverso la riduzione della larghezza delle carreggiate, tutelando così la sicurezza, la salute e la vivibilità dei quartieri, incrementando così anche il numero dei posti auto, riducendo appunto la velocità dei veicoli, tutelando i ciclisti ed i pedoni, riducendo inquinamento atmosferico e acustico.

Il caso recente di Via Michon:

Riferendoci al caso specifico di Via Michon, apprezziamo il fatto che siano stai restituiti circa 10 stalli ( dei 360 citati ), ma non possiamo al contrario non notare il loro colore blu, e che appellandosi ad una condizione di eccezionalità ( tratta da punto 3.4.7 “regolazione della sosta” del D.M n. 6792 del 5/11/2001) si deroghi alla larghezza di 2,00 m usata di solito e si adotti 1,80 m.

Vorremmo che fosse cortesemente rivelata in cosa consti l’eccezionalità di questo caso , e far notare che essendo 1,80 m anche la larghezza standard dei veicoli questo induca gli automobilisti praticamente alla violazione dell’art.7 comma 6 del Cds.: ” Le aree destinate al parcheggio devono essere ubicate fuori della carreggiata e comunque in modo che i veicoli parcheggiati non ostacolino lo scorrimento del traffico.”

Tutto ciò perchè si sceglie di mantenere 3,50 m come misura della carreggiata, asserita come minima per il transito dei mezzi di soccorso, in realtà valida solo se in strade a senso unico transitano autobus, ed inoltre si fa notare che la larghezza dei mezzi dei Vigili del Fuoco di Livorno è di 2,10 m.

Altri casi importanti riguardo la sicurezza nel quartiere:

Proprio a riguardo dei mezzi di soccorso, torniamo a porre l’attenzione sulla gravissima situazione che in cui si vengono trovare da almeno 4 anni, le ambulanze che percorrono gli Scali Novilena in direzione Nord-Sud: costrette ad accodarsi al lento flusso veicolare su una sola corsia (venendo meno a rispondere con rapidità all’urgenza del loro servizio) oppure in alternativa pericolosa, ma inevitabile, a percorrere tutti i giorni contromano la corsia opposta Sud-Nord.

Inoltre , sempre sugli Scali Novilena, la mancata tutela condotta a favore dei pedoni, in particolare se disabili, su due importanti attraversamenti pedonali:

  1. quello in piazza Mazzini che si è deciso di privare della “attivazione a comando” del semaforo a favore del flusso dei veicoli, prevedibile con la scelta di collocare le rotatorie vicine
  2. e a riguardo di quello all’altezza piazza Giovine Italia, in corrispondenza del locale “Corner”,si nota la totale indifferenza nel concedere o comunque a tollerare, ormai da 4 anni , l’occupazione del suolo pubblico in questa collocazione da parte di tale locale, di evidente ostacolo per disabili motori e soprattutto visivi ( è sopra ed interrompe il percorso Loges di ausilio a tali disabili) ( art. 20 Cds )