Brilli: “La sicurezza è una questione di sinistra”. Il PD rilancia una visione che unisce legalità, inclusione e qualità della vita
Livorno 18 luglio 2026 Brilli: “La sicurezza è una questione di sinistra”. Il PD rilancia una visione che unisce legalità, inclusione e qualità della vita
«La sicurezza è una cosa di sinistra». Alberto Brilli, segretario dell’Unione Comunale del Partito Democratico di Livorno, rivendica senza esitazioni il titolo scelto per il dibattito organizzato alla Festa dell’Unità, “Sicurezza, una questione di sinistra”, respingendo l’idea che si tratti di una provocazione e delineando un modello alternativo a quello proposto dal centrodestra.
Per Brilli la sicurezza non può essere ridotta esclusivamente al contrasto della criminalità, ma deve comprendere anche lavoro, casa, sanità, inclusione sociale, riqualificazione urbana e qualità della vita nei quartieri.
«La sicurezza riguarda soprattutto le fasce più deboli»
Interrogato sul motivo della scelta del titolo, Brilli spiega che si tratta di un percorso politico avviato dal Partito Democratico già da alcuni anni.
«Abbiamo scelto questo titolo – afferma – riprendendo un filone che portiamo avanti ormai da due anni, perché la sicurezza è una cosa di sinistra. È un tema che riguarda tutti, ma interessa soprattutto quelle fasce sociali alle quali la sinistra dovrebbe rivolgersi e alle quali dovrebbe dare risposte anche sul piano della sicurezza.»
Secondo il segretario democratico, la vera provocazione non è il titolo del dibattito.
«Più che una provocazione, oggi è una provocazione il fatto che questo tema venga utilizzato dalla destra per costruire consenso salvo poi, alla prova dei fatti, non riuscire mai a portare soluzioni che migliorino realmente la situazione.»
«Inclusione e sicurezza non sono in contrapposizione»
Brilli respinge anche una delle principali critiche mosse dal centrodestra al Partito Democratico, quella di privilegiare l’inclusione rispetto al contrasto della criminalità.
«Sono argomenti che devono essere affrontati insieme. La sicurezza deve essere affrontata a tutto tondo, a 360 gradi.»
A suo giudizio il Governo non avrebbe ottenuto risultati neppure sui temi che aveva posto al centro della propria campagna elettorale.
«Parlavano di sostituzione etnica quando erano all’opposizione. Oggi registriamo sostanzialmente gli stessi flussi migratori e quel linguaggio non viene più utilizzato. Mi sembra evidente un doppio standard a seconda che si sia al governo oppure all’opposizione.»
Per Brilli l’inclusione rappresenta un valore sia etico sia sociale.
«L’inclusione è un elemento necessario da un punto di vista valoriale, ma anche pratico. Chi vuole contribuire al benessere del Paese nel rispetto della legalità rappresenta un collante della società. Sicurezza e inclusione non sono due temi in contrapposizione.»
«La sicurezza parte anche da lavoro, casa e sanità»
Il segretario del PD amplia quindi il concetto stesso di sicurezza.
«Non si può affrontare il problema soltanto a valle senza intervenire a monte.»
Per Brilli la sicurezza comprende molti aspetti della vita quotidiana.
«Significa sicurezza sul lavoro, sicurezza delle cure, sicurezza di avere una casa, sicurezza di vivere gli spazi pubblici senza paura. Serve una visione di lungo periodo.»
Naturalmente, precisa, il contrasto alla criminalità resta fondamentale.
«I fenomeni criminali devono essere affrontati e arginati senza alcuna remora.»
Tuttavia ritiene insufficiente un approccio esclusivamente repressivo.
«Una risposta soltanto muscolare, concentrata sulla repressione e non sulle cause che generano marginalità e criminalità, alla prova dei fatti risulta limitativa e inconcludente.»
«Le zone rosse? Strumenti temporanei che hanno spostato il problema»
Brilli affronta anche il tema delle due zone rosse istituite a Livorno.
«Le zone rosse sono strumenti tampone, temporanei e limitati nel tempo.»
Secondo il segretario democratico, gli effetti sarebbero stati modesti.
«Alla prova dei fatti hanno portato soprattutto a uno spostamento delle problematiche verso altre zone della città dove le ordinanze non erano presenti.»
Brilli aggiunge inoltre che, a suo giudizio, non esisterebbero dati che dimostrino l’efficacia di questo modello.
«Non abbiamo avuto riscontri oggettivi sulla bontà e sui benefici di questo approccio.»
«Più personale alle forze dell’ordine, ma anche riqualificazione dei quartieri»
Per il Partito Democratico la sicurezza passa innanzitutto dal rafforzamento delle forze dell’ordine.
«Il presidio del territorio è necessario e fondamentale. Le forze dell’ordine hanno bisogno di maggiori risorse e di più personale, elementi che dovrebbero essere garantiti dal Governo centrale.»
Accanto a questo, Brilli indica però una strategia più ampia.
«La sicurezza si inserisce in un contesto che riguarda la riqualificazione dei quartieri, il lavoro di qualità, la sanità, il diritto all’abitare, la lotta al degrado e la possibilità per i cittadini di riappropriarsi degli spazi pubblici attraverso una socialità sana.»
«La destra ha avuto l’occasione di dimostrare la propria ricetta»
Nella parte conclusiva dell’intervista Brilli sostiene che il centrodestra abbia già avuto il tempo necessario per dimostrare l’efficacia delle proprie politiche.
«La destra ha avuto tutte le condizioni per mettere in campo le proprie ricette.»
Richiama inoltre i toni utilizzati durante la campagna elettorale.
«Abbiamo ascoltato proposte anche molto preoccupanti. Oggi governa il governo più a destra della storia repubblicana e gran parte della maggioranza proviene da forze che definisce reazionarie o che hanno avuto una traiettoria involutiva sul piano democratico.»
Secondo Brilli, il mancato raggiungimento degli obiettivi annunciati impone ora al Partito Democratico una sfida diversa.
«Non basta dire che gli altri hanno fallito. La sinistra deve costruire un percorso unitario, concreto e credibile sulla sicurezza.»
Una credibilità che, conclude, dovrà essere conquistata affrontando contemporaneamente legalità, lavoro, welfare, casa, sanità e lotta al degrado.
«Solo così questo Paese potrà dare risposte concrete e tutelare davvero quelle persone che hanno più bisogno dell’intervento della politica.»
