Cronaca 15 Gennaio 2019

Buongiorno Livorno e “la crisi del sistema scolastico cittadino”

“In questi giorni è evidente la crisi del sistema scolastico cittadino, la situazione del liceo Enriques ne è un esempio lampante, tanto da essere diventata una vera e propria “emergenza”, tanto da mobilitare tutti gli studenti delle superiori e avere un forte impatto sui cittadini. 
Il processo e i soggetti coinvolti per la definizione dell’offerta formativa di secondo grado è ben delineato nel nostro articolo “scuola in svendita”, prevede infatti che la Provincia, sulla base delle domande d’iscrizione pervenute e comunicate da parte dei dirigenti delle scuole superiori, verifichi la disponibilità e l’idoneità delle strutture in termini di aule e spazi adeguati per tutte le attività educative. 
La riforma cosiddetta “buona scuola” e la riforma Del Rio, che ha portato tagli ingenti alle province, hanno insieme generato una sorta di corto circuito. La soluzione degli spazi non può essere “riduciamo gli iscritti” per le scuole dimensionate e spostiamole in base all’appeal per far “tornare i conti”. 
La programmazione scolastica rappresenta lo strumento fondamentale se si vuole evitare situazioni del genere, in futuro, e qualificare il sistema delle attrezzature cittadine, attraverso una pianificazione e una gestione delle attrezzature scolastiche esistenti e degli interventi a livello locale. 
Purtroppo moltissimi allievi svolgono l’attività scolastica in edifici non in sicurezza. Purtroppo si rimandano gli investimenti da decenni. Serve un programma a lungo termine di messa in sicurezza delle scuole, dismissione di edifici non conformi all’attività scolastica, dove necessario costruzione di edifici a basso impatto e risparmio energetico.

Parlare della mancanza di un’anagrafe cittadina non è del tutto corretto, in realtà il MIUR (su imput dei governi PD, in base alla legge 23/96 Norme per l’edilizia scolastica)
ha sviluppato il portale open data “Anagrafe Edilizia scolastica”, in cui sono censiti tutti gli edifici mentre tramite il portale scuole in chiaro è possibile accedere alle informazioni su ciascuna scuola. Per Legambiente tale anagrafe risulta incompleta e inadeguata e nel dossier “ecosistema scuola 2017” sui comuni capoluogo viene resa una fotografa del patrimonio edilizio di scarsa qualità, in cui quasi la metà degli edifici necessità di interventi di vario tipo. Anche la Regione Toscana ha redatto un portale di anagrafe scolastica degli edifici, che attualmente sembra essere accessibile solo agli enti.

Ipotizziamo che la crisi del sistema scolastico cittadino non sia un fulmine a ciel sereno, tutt’altro, piuttosto denota una sottovalutazione del sovraffolamento delle strutture come il Cecioni, ITI, adesso l’Enriques. 
Dalle analisi del PS2, nuovo piano strutturale, emergeva che lo standard per scuole superiori era pari a 0,53 mq/ab a fronte di un minimo di legge di 1,5mq/ab (al 2011), cresciuto di appena lo 0,11mq/ab rispetto ai dati del PS1 (al 1996). 
Proviamo a pensare alle notevoli espansioni urbane recenti – Scopaia 2, Magrignano, Porta a mare, Porta a terra, Levante, abitare sociale Coteto e Garibaldi – quante nuove scuole pubbliche o spazi educativi e sportivi integrati ai quartieri sono stati previsti o realizzati a fronte di così tanti nuovi mq? 
Ci si chiede se vi sia una strategia a lungo termine, alternativa ad interventi di emergenza e manutenzione una tantum, con cui gli enti territoriali possano procedere, in modo programmato ad ampliare e qualificare l’offerta educativa, e se, in questi ultimi dieci anni siano stati avviati progetti coerenti e di ampio respiro, come invece si è fatto, per le altri “grandi opere” come la darsena Europa o i PIUSS/poli tecnologici, in cui si sono adeguati alle necessità di sviluppo i piani provinciali, comunali e regionali, con grande impegno di risorse statali e regionali.

Da ultimo il tema della partecipazione alle scelte di governo del territorio e la necessità di fare rete, molte città hanno aderito e sottoscritto la carta delle “città educative” (edcities.org), a Barcellona è stata creata una “guida per la partecipazione dei bambini ai servizi e ai progetti municipali”. Chiedono di partecipare gli studenti che con una forte presa di responsabilità hanno chiesto l’avvio di un tavolo per risolvere il problema dell’edilizia scolastica di tutti i plessi”.

Simona Corradini
Gruppo Urbanistica di BL

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