Cronaca 24 Aprile 2019

Buongiorno Livorno: “Nuovi bandi per i migranti, meno soldi e più insicurezze”

"Molti saranno costretti a trovare sistemazione presso altri comuni"

Livorno – Buongiorno Livorno: “Stanno passando sotto silenzio alcune conseguenze legate al famigerato “Decreto sicurezza Salvini”, sul quale siamo intervenuti più volte evidenziando le numerose criticità. La dimostrazione di come il decreto non persegua l’obiettivo di favorire l’accoglienza e la convivenza dei richiedenti protezione internazionale e tantomeno la cosiddetta sicurezza ci arriva anche dai nuovi bandi indetti dalla Prefettura di Livorno per l’affidamento del servizio di accoglienza per il Comune di Livorno. Recependo quanto indicato dal Ministero degli Interni è prevista una drastica riduzione dei finanziamenti (la cifra corrisposta a enti e cooperative per l’accoglienza di ogni singolo migrante passa dai 35 euro ai 22 euro circa al giorno) e di fatto l’insostenibilità nella realizzazione di servizi e attività in grado di corrispondere ai bisogni delle persone e nella direzione della cosiddetta integrazione. Da qui la reazione della maggior parte degli enti gestori che finora gestivano i servizi che hanno rinunciato a partecipare al bando.

Il quadro non è ancora definito ma è molto probabile che non tutti gli attuali “ospiti” già presenti a Livorno (in tutto al dicembre 2018 erano poco meno di 400) troveranno accoglienza presso gli enti gestori che hanno partecipato al bando e non è escluso, anzi appare come una soluzione concreta, che molti saranno costretti a trovare sistemazione presso altri comuni e in strutture di emergenza lontane dai centri abitati, dove saranno ammassati, alla faccia della vera accoglienza diffusa.

A farne le spese saranno i migranti che hanno già iniziato il percorso di accoglienza inseriti in un sistema di integrazione (comunque precario e quasi sempre emergenziale, come più volte abbiamo verificato e denunciato), vanificando esperienze, tentativi di inserimento, rapporti umani. Ma non solo: il terzo settore anche a Livorno impegna tanti operatori specializzati sul fronte migranti. Medici, infermieri, avvocati, psicologi, insegnanti, mediatori culturali ecc.: si rischia di perdere molti posti di lavoro (sono oltre 50mila quelli a rischio a livello nazionale, secondo la Funzione Pubblica-Cgil) già sottoposti spesso a precarietà e a numerosi disagi.

Abbiamo sempre sostenuto che in Italia non abbiamo un modello di accoglienza da difendere: a parte i progetti SPRAR, purtroppo una netta minoranza rispetto al modello dominante dei CAS, fatichiamo a riconoscere buone pratiche a causa appunto di una visione e di una organizzazione verticistica e emergenziale dominate dal rapporto Ministero degli Interno-Prefettura-Enti gestori, a discapito degli enti locali e dei territori. Certo è che assistiamo adesso a un netto peggioramento e a una brusca frenata rispetto alle (poche) cose buone esistenti.

Appare chiaro come i primi soggetti da colpire siano i richiedenti asilo e i rifugiati, indesiderati, violentati nei loro diritti e nella loro stessa umanità. Carne da macello che serve per il consenso e per la propaganda politica “di pancia” ma che niente ha a che vedere con le sicurezze e le garanzie delle persone, italiani compresi. Anzi è piuttosto normale pensare che aumenteranno i rischi criminogeni e i casi di chi preferirà trovare altre soluzioni cercando fortuna presso la microcriminalità.

Tutto questo sta avvenendo nel silenzio più assoluto e non ci arrivano notizie confortanti. Gli appelli dei soggetti coinvolti (enti gestori in primis) presso la Prefettura non hanno dato esiti positivi e il Comune di Livorno, come sempre, preferisce mettere la testa sotto la sabbia, approfittando del fatto che il modello di accoglienza in Italia favorisce la deresponsabilizzazione degli enti locali.

Come Buongiorno Livorno chiediamo che non si lascino sole le realtà direttamente coinvolte nella gestione dell’accoglienza e, confermando quanto da tempo solleviamo, pretendiamo che il Comune faccia la propria parte, preoccupandosi del futuro dei nuovi abitanti di Livorno che da tempo sono accolti nel nostro territorio, cominciando a creare le basi per una vera accoglienza, diffusa e responsabile, degna di tale nome”.

Stefano Romboli, Buongiorno Livorno

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