Calcio 12 luglio 2018

Buongiorno Livorno: “Stadio, serve una soluzione”.

“Non entriamo nella polemica di questi giorni tra il Livorno Calcio e l’Amministrazione Comunale, in merito alle spese per la sostituzione dei seggiolini, ai canoni arretrati e altro. Si tratta di un contenzioso che i due soggetti dovranno risolvere, manifestando un doveroso senso di responsabilità ed evitando assurde ipotesi di spostamenti in altre sedi e di ritorsioni, mettendosi a sedere attorno a un tavolo. Ci interessa di più sottolineare che l’Armando Picchi è ormai, in situazione veramente critica e che necessiterebbe, dopo anni di piccoli ritocchi e rattoppi, di una soluzione strutturale definitiva. L’Armando Picchi è di proprietà comunale e quindi, al netto degli accordi con il Livorno Calcio, il suo stato di manutenzione è in gran parte responsabilità dell’Amministrazione Comunale. Le cifre di cui parla il Sindaco Nogarin (nell’ultimo anno 500mila euro per i lavori di consolidamento della struttura, 200mila euro per l’impianto antincendio e 70mila euro per la tribuna) non hanno evidentemente prodotto quei miglioramenti che appaiono indispensabili. A questo punto il Comune deve avere il coraggio di dire che non ci sono al momento condizioni e volontà per una riqualificazione organica e strutturale. Fra l’altro forse non sarebbe neppure la soluzione più adeguata. Che si dica chiaramente che il Comune di Livorno non ha soldi e che preferisce investire su altro: anche legittimamente e giustamente, sulla base di una scaletta di priorità ed evitando magari di tagliare risorse ad altre comparti e servizi. Il Sindaco e la sua Giunta mostrino una buona volta iniziativa e idee, coinvolgendo Spinelli e/o altri disposti a partecipare per iniziare – davvero – percorsi alternativi. Ci sono stati alcuni annunci, ipotesi, in occasione dei quali è riemersa la chimera della Cittadella dello Sport. A intervalli più o meno regolari, dall’era Lamberti a quella Cosimi, questo progetto riemerge e resta sul tavolo per qualche tempo, magari in coincidenza con l’effimero vivere di ipotesi di arrivo di investitori danarosi. Non appena queste suggestioni tramontano, ecco che la Cittadella rientra nei cassetti degli Uffici Comunali. Legata a questa c’è la triste vicenda dell’Ippodromo Caprilli: anche in questo caso non entriamo nel ginepraio delle convenzioni non rispettate, dei ricorsi bloccanti, delle responsabilità oggettive delle Amministrazioni precedenti e dell’incapacità di questa Amministrazione a uscirne e che di fatto si è assunta l’infelice ruolo del Medico Legale che ne ha decretato la morte. Ci interessa sottolineare un aspetto, particolarmente caro a una Associazione politica come la nostra che si identifica nel neomunicipalismo: l’Ippodromo Caprilli è un bene comune di inestimabile valore, le cui condizioni si deteriorano giorno dopo giorno e la cui fruizione è colpevolmente sottratta a tutta la cittadinanza. La mancanza di idee (ancora una volta), di iniziativa, di promozione della partecipazione pubblica per inventare un futuro all’area dell’(ormai) ex Ippodromo è tutta intera di Filippo Nogarin e della sua amministrazione.

Ma torniamo allo Stadio, anche questo è un bene comune e come tale deve essere tutelato da ulteriore deterioramento, e reso fruibile al pubblico nella sua totalità. Certo con senso della realtà e pragmatismo e quindi in sinergia con le esigenze e dinamiche di soggetti economici che operano in un settore complicato quanto ambiguo come quello del calcio professionistico. Si scelga una strada e la si percorra. L’onore e l’onere di dare risposte ai cittadini e cittadine livornesi, tifosi e non, sullo Stadio come su altre questioni, spetta a loro. E queste risposte devono essere date quanto prima perché la città è da tempo che solleva dubbi e domande sul futuro del glorioso Armando Picchi”.

Ivano Pozzi
Gruppo Sport Buongiorno Livorno

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