Cala del Leone, ombrelloni e asciugamani trai i rifiuti: “quando l’inciviltà affoga la bellezza”
Livorno 27 agosto 2026 “Lo sfregio a Cala del Leone, Sons of the ocean: quando l’inciviltà affoga la bellezza”
“A poco più di un mese dalla grande bonifica che ha unito Sons of the Ocean, Blu Next, Marevivo, Legambiente, Aamps, A-mare, Plastic Free, Mr. Green e tante altre realtà, uno dei tratti più suggestivi della costa livornese torna a essere una discarica. Un danno ambientale e una ferita sociale.
Ci risiamo. O forse, l’inciviltà non se n’è mai andata. A distanza di poco più di un mese da quando, in una straordinaria dimostrazione di amore per il territorio, avevamo restituito dignità a Cala del Leone lavorando spalla a spalla con Blu Next Livorno, Marevivo Livorno, Legambiente Livorno, Aamps Livorno, A-mare, Plastic Free e moltissime altre realtà cittadine, ci troviamo di nuovo di fronte all’inaccettabile. Avevamo unito le forze, condiviso sudore e speranza per mandare un segnale forte e chiaro in pieno stile oceanico. Eppure, le immagini che abbiamo raccolto in queste ore non lasciano spazio a interpretazioni: la scogliera e la spiaggia sono state trasformate, ancora una volta, in un immondezzaio a cielo aperto.
UN ECOSISTEMA SOTTO ASSEDIO
La scena è desolante. Resti di bivacchi, segni evidenti di falò accesi illegalmente a diretto contatto con i ciottoli, un tappeto vergognoso di bottiglie di vetro, plastica, lattine e rifiuti domestici abbandonati a pochi passi dalle onde. Forse chi abbandona con leggerezza un bicchiere o una bottiglia non ha ben chiaro il ciclo della distruzione che sta innescando.
La plastica monouso e i rifiuti quotidiani non scompaiono magicamente con la prossima mareggiata. Cotta dal sole e sbattuta contro gli scogli, la plastica si frammenta in microplastiche invisibili ma letali. Queste particelle finiscono direttamente nel nostro mare, vengono ingerite dai pesci che popolano i nostri fondali e, inevitabilmente, entrano in quella stessa catena alimentare da cui dipendiamo. È un avvelenamento silenzioso e inesorabile dell’intero Mediterraneo. A questo si aggiunge lo sfregio dei falò: la cenere, i residui chimici della combustione di materiali plastici e il calore alterano l’equilibrio della battigia, inquinando un habitat delicatissimo.
Questo non è un semplice problema di “decoro urbano”. È un crimine ambientale in piena regola, perpetrato nel cuore di uno dei tratti di costa più belli e fragili del nostro territorio. Rendendo vano lo sforzo di centinaia di volontari.
LA FERITA SOCIALE
Oltre al disastro ecologico, c’è un aspetto altrettanto allarmante: il totale fallimento del senso civico. Chi abbandona i propri rifiuti dopo una serata in spiaggia non sta solo inquinando, sta rubando un bene comune. Dimostra un egoismo feroce, la presunzione che ci sarà sempre qualcun altro – una rete di associazioni, un operatore ecologico – a sistemare i suoi disastri. È una mentalità predatoria che impoverisce tutta la comunità livornese e che non possiamo più tollerare in silenzio.
LE REGOLE CI SONO:
Le normative in materia di abbandono dei rifiuti e di tutela delle aree costiere (a partire dal Testo Unico Ambientale) parlano chiaro, prevedendo sanzioni severe. Eppure, queste leggi sembrano evaporare di fronte alla totale sensazione di impunità di chi agisce col favore del buio o dell’indifferenza.
Non possiamo continuare a rincorrere il degrado armati solo di buona volontà. Serve un cambio di passo istituzionale. Noi continueremo a scendere in spiaggia, a sporcarci le mani e a lottare per il nostro mare, perché è la nostra missione. Ma la salvaguardia di Cala del Leone non può dipendere solo dal cuore dei volontari. Deve diventare una battaglia di tutta la città. Livorno non può, e non deve, abituarsi a questo scempio”
Matteo Nani, Presidente Sons of the Ocean
