Politica 16 Ottobre 2026

Calderone (FdI): «Feste patronali, la giunta Marabaotti assente. Le nostre tradizioni meritano rispetto»

Rosignano Marittimo (Livorno) 16 ottobre 2026

 

CALDERONE (FDI): «PRESENTERÒ UNA MOZIONE IN CONSIGLIO COMUNALE»

“La polemica nata nei giorni scorsi sui social dopo la festa di Santa Teresa a Rosignano Solvay merita una riflessione che va ben oltre il singolo episodio e soprattutto oltre la contrapposizione tra credenti e non credenti.

Il 1° ottobre Rosignano Solvay ha celebrato Santa Teresa del Bambin Gesù, patrona della frazione. Una ricorrenza riconosciuta ufficialmente dallo stesso Comune e profondamente legata alla storia e alle tradizioni della comunità. Eppure, alla celebrazione del giorno della Patrona, nessun rappresentante della Giunta Marabotti era presente in veste istituzionale.

Sui social qualcuno ha cercato di giustificare questa assenza richiamando la laicità delle istituzioni. Un’argomentazione che, a mio avviso, confonde due questioni completamente diverse. Partecipare istituzionalmente a una festa patronale non significa professare una fede religiosa. Significa rappresentare la propria comunità, rispettarne la storia, le tradizioni e l’identità.

E quanto avvenuto appena tre giorni dopo ne è una dimostrazione significativa. Il 4 ottobre, ad Assisi, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha partecipato alle celebrazioni di San Francesco d’Assisi, Patrono d’Italia, prendendo parte anche alla Santa Messa nella Basilica di San Francesco, alla presenza di rappresentanti delle istituzioni nazionali. Qualcuno pensa forse che per questo motivo la Repubblica Italiana abbia cessato di essere uno Stato laico? Naturalmente no!

La presenza del Capo dello Stato dimostra che la laicità delle istituzioni è perfettamente compatibile con il rispetto delle tradizioni religiose, storiche e culturali di una comunità.

Ma ciò che rende ancora più grave la vicenda di Santa Teresa è che non si tratta di un episodio isolato.

Il 10 settembre, a Rosignano Marittimo, sede del nostro Comune, si celebrava San Nicola da Tolentino, Santo Patrono del Comune. Una ricorrenza talmente importante da essere riconosciuta anche attraverso la chiusura degli uffici comunali. Eppure, anche in quell’occasione, nessun rappresentante della Giunta Marabotti era presente istituzionalmente alla celebrazione.

Il 29 settembre, al Gabbro, si celebrava San Michele Arcangelo, figura alla quale è storicamente legata la comunità locale. Anche in questo caso, nessuna presenza istituzionale della Giunta.

San Nicola, San Michele e Santa Teresa: tre ricorrenze, tre comunità e tre assenze istituzionali.

A questo punto la domanda sorge spontanea: quale valore attribuisce la Giunta Marabotti alle tradizioni delle nostre frazioni? Non chiediamo al Sindaco o agli assessori di professare una fede religiosa, né di partecipare alle celebrazioni per convinzione personale. La fede appartiene alla coscienza di ciascuno e deve essere rispettata. Stiamo parlando di qualcosa di diverso: del ruolo delle istituzioni e del rispetto verso i cittadini che esse rappresentano.

Il Sindaco e la Giunta non rappresentano soltanto chi li ha votati, ma l’intera comunità, credenti e non credenti. Le nostre sette frazioni custodiscono ciascuna una storia, un’identità e tradizioni che si tramandano da generazioni. Le tradizioni non scompaiono improvvisamente. Si perdono lentamente, quando si comincia a considerarle superate, inutili o non abbastanza importanti da meritare la presenza delle istituzioni. Ed è proprio questa la strada che rischia di farci perdere un pezzo della nostra storia e della nostra identità.

Le amministrazioni passano, le tradizioni dei nostri paesi devono restare.

Per questo motivo annuncio che presenterò una mozione da discutere nel prossimo Consiglio Comunale, con la quale chiederò al Sindaco e alla Giunta di assumere un impegno preciso: garantire, compatibilmente con gli impegni istituzionali, la presenza di almeno un rappresentante dell’Amministrazione Comunale alle celebrazioni patronali delle sette frazioni del nostro territorio, in forma ufficiale e con i simboli istituzionali previsti. Una mozione che non vuole imporre convinzioni religiose a nessuno, ma semplicemente riaffermare il valore delle nostre tradizioni e il dovere delle istituzioni di essere vicine alle comunità che rappresentano. Sarà anche l’occasione per comprendere quale importanza questa maggioranza attribuisca realmente alla storia e alle tradizioni dei nostri paesi. Perché il rispetto delle tradizioni non si dimostra con le parole, con i post sui social o con le fotografie di circostanza, ma con i fatti e soprattutto con la presenza.

San Nicola, San Michele e Santa Teresa non appartengono a una parte politica. Appartengono alla storia delle nostre comunità. E quella storia merita rispetto, attenzione e rappresentanza istituzionale”. E’ quanto dichiara con una nota stampa Enzo Calderone Coordinatore e Capogruppo Fratelli d’Italia Rosignano Marittimo

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