Camusso: “Energia troppo cara e nessun piano industriale. Così l’Italia perde competitività”
Livorno 18 luglio 2026 Camusso: “Energia troppo cara e nessun piano industriale. Così l’Italia perde competitività”
Il costo dell’energia, la necessità di una vera politica industriale nazionale ed europea e la crisi del settore automotive. Sono questi alcuni dei temi affrontati da Susanna Camusso, senatrice del Partito Democratico, intervenuta alla Festa dell’Unità di Livorno nel dibattito dedicato alle politiche industriali e al lavoro.
Secondo Camusso, uno dei principali fattori che oggi penalizzano il sistema produttivo italiano è il prezzo dell’energia, che continua a essere significativamente più elevato rispetto agli altri Paesi europei.
«Il costo dell’energia in Italia è tra il 30 e il 40 per cento superiore rispetto agli altri Paesi – ha affermato – e questo rappresenta una difficoltà immediata sia in termini di costi di produzione sia di competitività sui mercati internazionali».
Per la senatrice dem è necessario intervenire con una strategia strutturale che favorisca lo sviluppo delle fonti energetiche alternative e renda il sistema produttivo meno esposto alle oscillazioni del mercato del gas.
«Occorre sbloccare finalmente la produzione di energie alternative – ha spiegato – e pensare a una politica energetica che riguardi sia il sistema industriale sia quello civile. Serve inoltre arrivare al disaccoppiamento del prezzo dell’energia da quello del gas, che ancora oggi continua a determinare aumenti sia dei carburanti sia delle bollette».
Secondo Camusso, l’obiettivo deve essere quello di consentire alle imprese di lavorare in condizioni più favorevoli.
«Bisogna mettere le aziende nelle condizioni di produrre senza costi aggiuntivi eccessivi, con effetti positivi anche per l’intero Paese».
“Il Governo non ha una proposta”
Nel corso dell’intervento, Camusso ha rivolto anche critiche all’azione dell’esecutivo sul fronte energetico.
A suo giudizio, il Governo continua ad attribuire le responsabilità all’Europa e alle politiche della transizione ecologica senza aver elaborato una strategia alternativa.
«Il Governo continua a scaricare la responsabilità sull’Europa e sulle scelte legate alla transizione ecologica – ha dichiarato – ma la verità è che non ha una propria proposta. Lo dimostrano anche i decreti sulle bollette, che hanno prodotto effetti limitati e temporanei senza affrontare realmente il problema».
“Serve una politica industriale”
Per Camusso il tema dell’energia è strettamente collegato alla necessità di ridefinire le strategie industriali del Paese.
«Bisogna ripensare le filiere industriali italiane e orientarle con una politica industriale vera».
Tra gli esempi citati dalla senatrice c’è la crisi del comparto automobilistico.
«Non possiamo affrontare la crisi dell’automotive semplicemente cambiando opinione su Stellantis da un anno all’altro, come ha fatto questo Governo. Il problema è costruire un vero piano industriale».
Secondo Camusso occorre interrogarsi sul modello produttivo più adatto all’Italia, osservando anche le scelte compiute dagli altri Paesi europei.
«È necessario affrontare seriamente il tema del Made in Europe e lavorare sulla filiera dell’indotto dell’automotive, che rappresenta una parte fondamentale della nostra capacità industriale».
L’obiettivo, ha concluso, deve essere quello di rafforzare e qualificare l’intera filiera produttiva italiana, rendendola più competitiva e meno vulnerabile alle crisi internazionali.
