Comune di Livorno 7 febbraio 2019

Candidati per le amministrative, i nomi che circolano

Manca relativamente poco alle prossime amministrative. Il voto – stando a valutazioni sul coordinamento con le elezioni Europee – dovrebbe tenersi il 26 maggio 2019. Poco più di tre mesi quindi, per una campagna dal forte valore simbolico.

Livorno è da tempo una piazza che anticipa l’evoluzione politica nazionale: qui nel 2014 vi fu il crollo del PD e l’ascesa del M5S; cosa poi accaduta a livello centrale. Ancora qui, cinque anni dopo, la Lega è in forte ascesa e si guarda con molto interesse il braccio di ferro tra due forze politiche che a Palazzo Chigi convivono a fatica. Ma attenzione al PD: se a livello nazionale è dato al 17%, questo valore in città va aumentato realisticamente di 5 punti. Parte della cittadinanza è arrabbiata col sindaco Nogarin (e col M5S) per l’introduzione degli stalli blu e la raccolta porta a porta: due provvedimenti che sono entrati a gamba tesa nel portafoglio e nell’organizzazione quotidiana dei livornesi.

Dal momento che il nuovo sindaco verrà assegnato al ballottaggio tra due schieramenti, la scelta dei candidati e delle alleanze diventa fondamentale. Basta guardare al 2014 per capirlo: tra Andrea Raspanti e Filippo Nogarin ci fu solo un 2,63% di differenza al primo turno; e chi arrivò al ballottaggio contro il PD fu poi eletto.

Cinque anni dopo la situazione è totalmente diversa, ma l’obiettivo numero 1 delle forze politiche (pena il suicidio) sarà accedere al ballottaggio. Per far questo servono alleanze e candidati credibili.

Le alleanze sono in evoluzione: la Lega cerca di associarsi con Forza Italia (e a quel punto dovrebbe realisticamente confluire anche Fratelli d’Italia); Il Pd lavora per una coalizione ampia con Futuro! e Mdp;  M5S sembra voler andare da solo. Poi c’è un discreto movimento a livello civico con la sinistra che deve trovare una sponda e una collocazione spendibile. E potrebbero essere proprio le liste civiche – come “Buongiorno Livorno”, “Per Livorno” e “Città Diversa” – nonché i partiti della sinistra storica ad essere l’ago della bilancia.

E i candidati? La Lega in questi giorni ha messo sul piatto il nome della manager Giulia Pacciardi, una donna giovane ed operativa sullo stile della Susanna Ceccardi (probabile candidata alla presidenza della Regione); il nome però non è stato ufficializzato e rimangono in pista altri nomi circolati nei mesi scorsi, come Trumpy, Giovannini e Palminteri. In casa M5S si parla di Stella Sorgente (ben radicata a livello di CCN ed estrema sinistra), ma anche di un Nogarin bis (se non troverà un seggio europeo); Nogarin gode infatti di molto consenso a livello regionale/nazionale, più di quanto ne abbia a livello cittadino. In casa Pd manca ancora un candidato ufficiale: Francesco Gazzetti si è proposto autonomamente – suscitando diversi malumori – ma da più parti si richiede un nome che rappresenti una coalizione di sinistra più ampia. E da alcuni esponenti della coalizione cui fa parte il PD è stato fatto il nome di Luca Salvetti – altro esponente di Telegranducato – che sarebbe ben visto come futuro sindaco di una cordata di sinistra ove il PD è la componente maggioritaria e non più il dominus assoluto come nel 2014.

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