Politica 5 Luglio 2021

Carceri, Futuro e Casa Livorno: “Più il carcere è aperto, più ha scambi con l’esterno e meglio è”

Carceri. Futuro! e Casa Livorno intervengono sui fatti recenti

carcereLivorno, 5 luglio 2021

“I fatti di Santa Maria Capua a Vetere non smettono di turbare le nostre coscienze.
Quelle immagini, rubate agli atti delle indagini – ed anche questa è circostanza che meriterebbe un qualche approfondimento – rendono con evidenza oggettiva abusi e violenze nei confronti di detenuti, legati, ammanettati, in condizione di eccezionale minorità.

Noi, sia chiaro, siamo per la presunzione di non colpevolezza:

il procedimento penale, attualmente in fase d’indagine, procederà all’opportuna verifica delle ipotesi d’accusa, secondo il criterio dell’accertamento della responsabilità penale dell’”al di là di ogni ragionevole dubbio”.

Tuttavia ha ragione il Ministro della Giustizia quando richiama il tradimento della Costituzione:

le pene, secondo l’art. 27 del nostro testo fondante, “… non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità – e quelle immagini mostrano “oggettivamente” comportamenti contrari al senso di umanità ndr – e devono tendere alla rieducazione del condannato – e se si usa violenza non si rieduca ma si legittima altra violenza.

L’abusata frase di Voltaire è sempre di eccezionale attualità:

“Non fatemi vedere i vostri palazzi ma le vostre carceri, poiché è da esse che si misura il grado di civiltà di una Nazione”.

Piuttosto che emettere (scontate) condanne, la politica crediamo farebbe bene ad interrogarsi su come rendere le nostre carceri luoghi dove davvero sia data ai detenuti la chance di rivedere criticamente, in modo assolutamente libero, il proprio passato, per rimettersi in gioco, in una società che sia inclusiva, anche nei confronti di chi ha sbagliato.

In questi primi due anni di presenza di Futuro e Casa Livorno nella Giunta Municipale e nel Consiglio Comunale di Livorno, i temi del carcere e del fondamentale rispetto dei diritti delle persone detenute sono stati oggetto di numerosi atti ed iniziative.

 

Abbiamo costantemente cercato di favorire ogni misura diretta, da un lato, a far sì il carcere sia sempre più l’extrema ratio cui ricorrere laddove sia necessario sanzionare le condotte devianti, e, dall’altro, a far sì che quella legittima – ma terribile – privazione della libertà personale possa contribuire alla responsabilizzazione dei detenuti, in vista del loro reinserimento sociale (che è poi quanto sta nell’art. 27 della Costituzione).

Pur con l’avversione di alcuni esponenti della destra, l’assoluta maggioranza del nostro Consiglio Comunale – oltre a noi il PD, con tutti i suoi Consiglieri, Buongiorno Livorno, Potere al Popolo e Movimento Cinquestelle -, così come il Sindaco Salvetti e l’intera Giunta – una particolare segnalazione va all’Assessore Raspanti sempre attento al fenomeno -, ha mostrato:

illuminata sensibilità ed attenzione a questi temi, in altre realtà ai margini del discorso politico.

 

A Livorno, inoltre, possiamo contare su un Garante delle persone private della libertà personale, Marco Solimano, molto attento e preparato.

 

Ed abbiamo avuto ragione nel sottolineare l’importanza della figura del Garante Territoriale, che pur è stata messa in discussione dalla destra nel nostro Consiglio Comunale.

Proprio i fatti di Santa Maria Capua a Vetere lo hanno dimostrato: è stata, infatti, la sollecita e coraggiosa denuncia del Garante campano. prof. Samuele Ciambriello, a rendere note all’autorità giudiziaria competente le violenze subìte dai detenuti.

Dobbiamo anche riconoscere che, negli Istituti di Livorno e Gorgona, il personale amministrativo, a partire dal Direttore, e la stessa Polizia Penitenziaria hanno dimostrato grande professionalità e correttezza.

Specialmente nel periodo più allarmante della pandemia, quando altrove vi sono state rivolte e, purtroppo, azioni repressive, come quelle che tutti abbiamo visto in questi giorni.

I problemi, comunque, sono sempre molti e dobbiamo contribuire a risolverli. A partire dal sovraffollamento, che, pur a fasi alterne, è sempre lì a metterci a disagio.

 

E’, purtroppo, ancora troppo sottodimensionata l’Area Educativa negli Istituti del nostro comune. Il caso più clamoroso è quello di Gorgona, dove manca ormai da mesi un educatore di ruolo.

Occorre intensificare il lavoro diretto alla risocializzazione, e le risorse disponibili, prima che per nuovi istituti, mettiamole per implementare il numero e la professionalità degli educatori e degli psicologici che lavorano per favorire il recupero delle persone recluse.

Un’ultima considerazione: la permeabilità del carcere rispetto al territorio è garanzia per tutti.

Più il carcere è aperto, più ha scambi con l’esterno e meglio è”.

 

“Come ha ben scritto Adriano Sofri” ( scrittore, giornalista e attivista italiano, ex leader di Lotta Continua, condannato a ventidue anni di carcere – dopo un lungo iter giudiziario – assieme a Giorgio Pietrostefani, per l’omicidio del commissario di polizia Luigi Calabresi, avvenuto nel 1972): “Può capitare a chiunque, anche a voi di finire in galera. Al contrario, è probabile che non vi capiti affatto. Tuttavia, anche se non andrete dentro, c’entrate. C’entriamo tutti”.

Gabriele Benucci (Casa Livorno)
Michela Pertici (Futuro!)

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