Cellulare con SIM trovato nel reparto Alta Sicurezza del carcere Le Sughere: sequestro della Polizia Penitenziaria
Livorno 16 aprile 2026 Cellulare con SIM trovato nel reparto Alta Sicurezza del carcere Le Sughere: sequestro della Polizia Penitenziaria
Un telefono cellulare completo di scheda SIM, detenuto illegalmente, è stato rinvenuto nella tarda mattinata di ieri all’interno del reparto di Alta Sicurezza della Casa Circondariale Le Sughere.
Il dispositivo, secondo quanto riferito dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE), era nascosto nel locale barberia situato al secondo piano della sezione ed è stato immediatamente sequestrato dagli agenti, per poi essere messo a disposizione dell’Autorità giudiziaria.
A dare notizia del rinvenimento è stato Francesco Oliviero, segretario per la Toscana del SAPPE, che ha espresso “vivo apprezzamento per l’elevata professionalità e il costante impegno dimostrati dal personale di Polizia Penitenziaria”.
Secondo quanto comunicato dal sindacato, l’operazione sarebbe il risultato di una lunga e accurata attività di osservazione portata avanti dal personale in servizio all’interno dell’istituto.
Il ritrovamento confermerebbe, secondo il SAPPE, l’attenzione e la capacità operativa degli agenti impegnati quotidianamente in un contesto ad alta complessità come quello del reparto di massima sicurezza.
Oliviero ha inoltre auspicato il riconoscimento di una ricompensa ufficiale per il personale intervenuto, definendola un giusto riconoscimento per il risultato ottenuto e per la dedizione dimostrata.
Sulla vicenda è intervenuto anche Donato Capece, segretario generale del sindacato, che ha richiamato l’attenzione sul fenomeno dei continui ritrovamenti di telefoni cellulari e sostanze stupefacenti destinati ai detenuti nelle carceri toscane.
Secondo Capece, questi materiali rischiano di alimentare traffici illeciti e compromettere l’ordine e la sicurezza interna degli istituti penitenziari.
Il SAPPE torna quindi a chiedere investimenti urgenti in tecnologie e personale.
Nel mirino del sindacato ci sono in particolare i lanci di materiale dall’esterno delle strutture, le introduzioni fraudolente e l’utilizzo di droni, fenomeni considerati una sfida crescente per la sicurezza penitenziaria.
Per questo viene ribadita la necessità di potenziare gli organici e dotare le strutture di sistemi antidroni e strumenti tecnologici adeguati per prevenire l’ingresso di oggetti vietati.
Ancora una volta, sottolinea il sindacato, l’intervento della Polizia Penitenziaria avrebbe impedito che il cellulare finisse nella disponibilità dei detenuti, tutelando la sicurezza dell’istituto e dell’intera collettività.
