Ceraolo sul futuro di via Goito: “Trasferire l’edificabilità in aree già urbanizzate”
Livorno 3 settembre 2026 Ceraolo sul futuro di via Goito: “Trasferire l’edificabilità in aree già urbanizzate”
Orti urbani di via Goito, Ceraolo: “La questione non riguarda il singolo orto”
Giovanni Ceraolo, rappresentante di Asia-Usb e degli Orti Urbani, interviene sulla vicenda dell’area di via Goito.
Le sue dichiarazioni arrivano dopo l’assegnazione del terreno, le parole dell’impresa aggiudicataria e gli interventi del sindaco Luca Salvetti e dell’assessora all’Urbanistica Silvia Viviani.
Il Tribunale ha indicato l’area come occupata senza titolo. Ceraolo spiega però che la protesta non nasce dalla volontà di difendere un uso privato del terreno.
“Noi continuiamo a protestare su quest’area da 14 anni”, afferma. Il rappresentante degli Orti Urbani chiarisce l’obiettivo della mobilitazione: “La tutela del territorio”.
Secondo Ceraolo, il comitato non difende soltanto l’esperienza degli orti. La mobilitazione punta soprattutto a contrastare l’ipotesi di nuova edificazione nell’area verde.
“Non si deve più consumare suolo”
Ceraolo sostiene che il comitato non consideri decisiva la natura pubblica o privata dell’eventuale intervento.
“A noi non interessa in questa fase il fatto che ci sia un intervento pubblico, privato”, dichiara. “Ci interessa intanto che venga sancito un principio che è banale, scontato”.
Il principio indicato riguarda il consumo di suolo. “Ogni zona che è rimasta verde, che è rimasta non cementificata, deve rimanere tale”, afferma Ceraolo.
Il rappresentante contesta l’idea secondo cui il proprietario potrebbe utilizzare il terreno senza vincoli. Per spiegare la sua posizione, porta l’esempio di un’area agricola trasformata in discarica.
“Su un terreno privato non ci si può fare quello che ci pare”, sostiene. Secondo Ceraolo, anche il proprietario deve rispettare le norme e le decisioni urbanistiche.
La responsabilità della scelta urbanistica
Nel caso di via Goito, il rappresentante degli Orti Urbani attribuisce un ruolo centrale al Comune.
“Il costruttore fa quello che gli ha detto il Comune”, afferma. Per Ceraolo, quindi, l’eventuale edificazione dipenderà da una scelta politica dell’amministrazione.
“Qui si potrà forse costruire perché l’amministrazione Salvetti ha deciso che si può costruire attraverso il piano operativo”, dichiara.
Ceraolo ricorda che la protesta va avanti da quattordici anni. Nel tempo, spiega, il comitato ha contestato le scelte delle amministrazioni Cosimi, Nogarin e Salvetti.
“Noi da 14 anni diciamo che questa è un’area che è rimasta così a verde e che deve rimanere tale”, afferma.
Il rappresentante sostiene inoltre che gli indici edificatori possano cambiare. “Qualcuno qui ha deciso che una parte potesse essere edificabile”, dice. “Allo stesso modo si poteva prevedere la non edificabilità”.
La proposta di trasferire l’edificabilità
Ceraolo richiama la progressiva riduzione della superficie edificabile prevista per l’area. Nel suo intervento cita le percentuali indicate durante il confronto pubblico.
“Se siamo arrivati all’1,82%, ottimo: questo 1,82% trasferiamolo in aree già urbanizzate”, propone.
La soluzione, secondo il rappresentante, permetterebbe di mantenere la possibilità edificatoria senza consumare una nuova area verde.
“Se fosse vero quello che dicono, li ringraziamo perché ci stanno dando ragione e arriviamo in fondo alla partita”, afferma.
Ceraolo chiede quindi di individuare terreni già urbanizzati, degradati o da bonificare. L’obiettivo consisterebbe nel trasferire altrove gli interventi previsti, evitando altre aree verdi.
“Quante aree da bonificare, veramente degradate, ci sono a Livorno? Sono tantissime”, sostiene.
L’ipotesi dello sgombero
Durante l’intervista, Ceraolo affronta anche la possibile liberazione dell’area. Il terreno dovrà essere riconsegnato libero, secondo quanto previsto nella procedura collegata all’assegnazione.
Il rappresentante assicura che la mobilitazione continuerà senza ricorrere alla violenza. “La nostra lotta è sempre stata una lotta pacifica”, dichiara.
Ceraolo annuncia inoltre una manifestazione per sabato 5. “Sarà una manifestazione pacifica”, precisa.
Il rappresentante respinge anche l’idea che gli orti costituiscano uno spazio chiuso. “Questo è uno spazio aperto”, afferma.
Secondo Ceraolo, nell’area entrano da anni studenti e insegnanti. “Qui passano i ragazzi che vanno alle scuole qui dietro”, dichiara.
Il comitato, aggiunge, continuerà a presidiare il terreno. “Noi continueremo a fare quello che abbiamo sempre fatto”, afferma. “Continueremo a presidiare questo spazio come abbiamo sempre fatto”.
“Il Comune può risolvere il problema”
Ceraolo distingue il ruolo del Tribunale da quello dell’amministrazione comunale. A suo giudizio, il procedimento giudiziario segue le conseguenze delle decisioni urbanistiche.
“Non diamo la colpa al tribunale”, afferma. “Qui, se Salvetti vuole passare alla storia come il primo sindaco di Livorno che manda la polizia a sgomberare anziani, professori, bambini, tutte le persone che avevano questo spazio, si assumerà questa responsabilità”.
Il rappresentante precisa però che il Comune potrebbe ancora intervenire sul piano politico.
“Solo l’amministrazione comunale può risolvere questo problema”, sostiene. Ceraolo chiede un confronto diretto con l’impresa aggiudicataria.
La proposta prevede un accordo trasparente per spostare l’intervento in un’altra area. “Mettiamoci al tavolino e troviamo altre aree già urbanizzate”, afferma.
La replica sull’acquisto dell’area
Ceraolo risponde anche a chi chiede al comitato di acquistare il terreno. La somma indicata per l’operazione sarebbe di circa un milione e 200mila euro.
“Noi siamo un comitato di residenti”, spiega. “Ci sono anziani, ci sono disoccupati, ci sono lavoratori. Non siamo imprenditori”.
Il rappresentante esclude inoltre che la mobilitazione difenda un interesse privato legato ai singoli orti.
“L’utilizzo privato di questo spazio è una bufala”, dichiara. “Non è mai esistito l’utilizzo privato di questo spazio”.
Secondo Ceraolo, gli orti vengono assegnati a rotazione. Le persone coinvolte, quindi, cambiano nel tempo.
“Non ce n’è mai fregato niente del singolo orto”, afferma. Il comitato, conclude, considera la vicenda una questione cittadina e politica.
La solidarietà agli altri comitati
Infine, Ceraolo respinge l’accusa di occuparsi soltanto di via Goito. Ricorda che il gruppo ha sostenuto anche altre mobilitazioni contro progetti considerati impattanti.
Cita l’area di via Bandi e un’iniziativa a Reggio Emilia, nella zona di Bosco Spaggiari. “Non è che siamo i professionisti della politica”, afferma.
“Se da altre parti altri cittadini decideranno di opporsi ad altri progetti di cementificazione, avranno la nostra massima solidarietà”, conclude Ceraolo.
