Sindacati 24 Luglio 2017

Cgil: “il Governo colpisce i disoccupati, la parte più debole del Paese”

Affondo del sindacato sui temi della riforma del lavoro e sulla tutela di chi fatica a trovare una nuova occupazione. Critiche anche alla Regione

 

Questo il duro comunicato della Cgil Livorno contro il Governo Gentiloni:

“L’avevamo detto che la riforma Fornero e il Jobs act avrebbero prodotto disastri sociali, sia per quanto riguarda la previdenza e sia per quanto riguarda il sostegno al reddito  e, infatti, il disastro sociale è quanto sta avvenendo sul nostro territorio.

Tra burocrazia e provvedimenti capestro, il Governo continua a colpire la parte più debole del paese, cioé i disoccupati.

Infatti,  tra progetti rinviati e piani industriali disattesi, non certo a causa dei disoccupati ma a causa di una politica incapace di far rispettare i tempi dei progetti annunciati,  assistiamo a provvedimenti assurdi e inapplicabili e a ritardi burocratici pesantissimi in materia di sostegno al reddito, che stanno portando migliaia di lavoratori alla povertà.

Ma andiamo con ordine, pur in presenza di un progetto già deliberato dalla Regione Toscana a marzo, in merito alla costituzione di un contributo di 500 euro per 6 mesi per quanti hanno perso qualsiasi sostegno al reddito, assistiamo alla solita burocrazia italiana che, a 4 mesi dalla definizione del provvedimento, non è ancora stata in grado di definire le modalità e le convenzioni applicative, in un momento nel quale moltissime persone sono prive di sostentamento.

Altro provvedimento gestito in modo allucinante è l’annunciata proroga della mobilità in deroga, che noi avevamo chiesto con forza, per l’anno 2017, in quanto i vincoli inseriti e le modalità applicative inserite dal GOVERNO, di fatto lo rendono iniquo, divisivo,  discriminatorio, in una parola inutile.

Non ci capacitiamo, infatti, dell’utilità di uno strumento che di fatto penalizza chi trova o ha trovato lavoro, anche per un solo giorno, nel 2017 e quindi, di fatto, non spinge i disoccupati verso progetti di formazione attiva e un inserimento graduale nel mondo del lavoro, ma li spinge verso il lavoro nero.

Non comprendiamo, inoltre, l’utilità di uno strumento che non segue la logica dell’analogo strumento avviato nel 2016, che aveva prodotto buoni risultati in termini di copertura e di risorse, non capiamo i motivi dei vincoli territoriali per l’applicazione del provvedimento, insomma non capiamo a cosa serve uno strumento cosi pasticciato, se non solo per propaganda elettorale.

Se l’obbiettivo è l’effetto annuncio, bene diciamo al Governo che siamo stufi di una politica fatta di annunci, inconcludente e mediocre, che illude le persone disperate.

Il provvedimento che noi chiediamo con forza, in quanto lo riteniamo utile ai fini della gestione della ripresa industriale, deve essere universale e strutturato per le aree di crisi complessa, per questo chiederemo immediatemente un incontro ai parlamentari toscani per ricchiederne la modifica prima della pausa estiva.

Se ciò non dovesse avvenire, saremo pronti a qualsiasi iniziativa per far emergere l’incapacità di una classe politica impegnata unicamente a districare le beghe interne e incapace di intervenire in favore dei più deboli.”

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