Cgil parte civile al processo per la morte del lavoratore Salvatore Parlato
Livorno, 20 ottobre 2026
La Cgil di Livorno ribadisce la propria posizione sulla morte di Salvatore Parlato, il lavoratore deceduto a seguito del grave infortunio avvenuto a Piombino nell’ottobre 2025. Giovedì inizierà il processo nei confronti del datore di lavoro per omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme sulla salute e sicurezza.
La Cgil si costituirà parte civile per ribadire la richiesta di accertare in ogni suo aspetto la verità degli accadimenti, e mostrare vicinanza alla famiglia del lavoratore colpito e agli altri lavoratori vittime di infortuni.
“I dati sulla sicurezza rendono questa esigenza ancora più urgente. Secondo l’Osservatorio Vega Engineering, su dati INAIL, nei primi otto mesi del 2026 in Italia si sono registrati 701 decessi sul lavoro, il 2,9% in più rispetto allo stesso periodo del 2025: 504 in occasione di lavoro e 197 nel tragitto casa-lavoro.
In Toscana le vittime in occasione di lavoro sono 37 e la regione è collocata nella fascia arancione di rischio. La provincia di Livorno conta 6 vittime, con un’incidenza di 42,1 morti per milione di occupati: la più alta in Toscana e l’ottava in Italia, più del doppio della media nazionale.
Questi numeri descrivono una grave emergenza anche nel nostro territorio. Costruzioni, trasporti, logistica e manifattura sono tra i settori più colpiti. Servono prevenzione, formazione, manutenzione, controlli e responsabilità chiare lungo le filiere degli appalti.
Come Cgil non possiamo limitarci al cordoglio dopo ogni tragedia. La nostra partecipazione al processo non nasce dalla volontà di trovare colpevoli a prescindere, né di contestare la magistratura, ma dalla convinzione che ogni morte sul lavoro meriti un accertamento rigoroso e completo, al penale il sindacato non può esimersi.
Dietro ogni numero c’è una persona e una vita spezzata. La sicurezza è un diritto inviolabile, non un costo o una concessione. Su questo la Cgil non intende arretrare”.

