“Ci vogliamo vive e libere”: l’8 marzo in piazza con Non Una di Meno
Livorno 6 marzo 2026 “Ci vogliamo vive e libere”: l’8 marzo in piazza con Non Una di Meno
In occasione della Giornata internazionale dei diritti delle donne, il coordinamento livornese di Non Una di Meno ha annunciato una manifestazione cittadina contro la violenza maschile sulle donne e di genere. L’appuntamento è fissato per sabato 8 marzo alle ore 17 in piazza Attias, da dove partirà il corteo che attraverserà alcune delle principali vie del centro.
Il percorso della manifestazione prevede il passaggio da piazza Grande, quindi lungo via Cairoli, piazza Cavour e via Ricasoli, per poi tornare nuovamente in piazza Attias. Durante il corteo sono previsti interventi pubblici, performance e momenti di microfono aperto, con l’obiettivo di dare voce alle diverse realtà e alle persone che intendono condividere esperienze, riflessioni e richieste.
L’iniziativa si inserisce nella mobilitazione globale promossa dal movimento femminista e transfemminista e si accompagnerà allo sciopero dell’8 marzo, che – spiegano le organizzatrici – riguarda non solo il lavoro produttivo ma anche quello riproduttivo e di cura, oltre ai consumi. Lo slogan scelto per la giornata è chiaro: “Lotta, boicotta, sciopera”.
Tra i temi al centro della mobilitazione figurano il contrasto alla violenza maschile sulle donne e di genere, ma anche la denuncia di quelle che il movimento definisce forme di violenza sistemica e strutturale, che si manifestano nel lavoro precario e sottopagato, nelle molestie sui luoghi di lavoro e nelle scuole, fino alle difficoltà di accesso ai servizi sanitari e ai diritti riproduttivi.
Il coordinamento chiede inoltre maggiori risorse per i centri antiviolenza, politiche di prevenzione e percorsi educativi nelle scuole. Tra le rivendicazioni compaiono anche il diritto universale alla salute e all’aborto e la richiesta di un reddito di autodeterminazione universale.
Nel documento che accompagna la manifestazione trovano spazio anche temi di carattere internazionale, come la critica ai conflitti e alle politiche ritenute responsabili di nuove forme di oppressione e disuguaglianza. Per questo motivo il movimento invita anche a boicottare prodotti e marchi ritenuti legati a guerre o sfruttamento, collegando la mobilitazione femminista a battaglie più ampie su diritti, ambiente e giustizia sociale.
La manifestazione dell’8 marzo si propone quindi come un momento di mobilitazione collettiva e partecipazione pubblica, con l’obiettivo di riportare al centro del dibattito cittadino il tema della violenza di genere e delle disuguaglianze che colpiscono le donne e le soggettività più vulnerabili.
