Cronaca 9 Settembre 2017

Cisternino di Città, ex “Casa della Cultura” il tour fotografico .

 

Riapre il Cisternino di Città, ex “Casa della Cultura”

Spazio polifunzionale rivolto in particolare ai giovani, sarà sede di mostre, spettacoli e conferenze. Tre piani collegati dove avranno sede anche l’Urban Center ed una sala multimediale

 

Livorno, 9 settembre 2017 – Riapre il “Cisternino di Città” di piazza Guerrazzi ed il 29 settembre prossimo è prevista l’inaugurazione ufficiale della struttura.

Dopo circa 20 anni di chiusura al pubblico, lo storico edificio, ex “Casa della Cultura”, riapre finalmente i battenti e viene restituito alla città in tutta la sua bellezza e magia evocativa, completamente ristrutturato ed adeguato funzionalmente alle norme di sicurezza che ne avevano decretato, a fine anni ’90, la chiusura.

Riapre dunque alla città, ai livornesi, ai giovani livornesi in particolare, che troveranno nel Cisternino uno spazio polifunzionale, articolato su tre piani, e destinato ad Urban Center, nell’accezione più ampia del termine. Il Cisternino avrà infatti come mission coinvolgere la cittadinanza in percorsi condivisi di sviluppo della città, non solo urbanistico, e rappresenterà il luogo ideale di incontro tra Amministrazione e comunità, consolidandone il rapporto.

In quella che era nata come cisterna d’acqua per l’approvvigionamento delle fontane della città (Il Cisternino di città fu fatto costruire dal granduca Leopoldo II di Lorena su disegno di Pasquale Poccianti e fu realizzato nel 1848 ma non ha mai funzionato nel sistema idrico cittadino) ora sarà “fonte” e “cisterna” di laboratori di co-gestione e co-progettazione in un’ottica di collaborazione e sussidiarietà fra cittadini e Amministrazione.

 

La struttura

L’ottocentesca struttura di stampo neoclassico del Cisternino di Città presenta al suo interno tre piani distinti che, seppur con diverse vocazioni d’uso, saranno integrati fra loro.

 

Il piano terreno o seminterrato offre un ampio ambiente dove è stato allestito un palcoscenico circondato da 100 sedute. Qui sono previste rappresentazioni teatrali, performance varie, oltre a mostre e installazioni. La dotazione impiantistica e di allestimento dello spazio, oltre la sua  particolarità architettonica, permetteranno infatti una pluralità di usi. Lo spazio sarà destinato ai giovani (politiche giovanili e contrasto al disagio), al mondo della scuola e alla partecipazione. E’ qui  che potranno essere lanciati nuovi progetti partecipativi,come potranno essere presentate alla città le risultanze dei percorsi partecipativi in atto (vedi Progetto Salute sulla strategia alimentare o “Quartieri Uniti Ecosolidali”).

 

Il primo piano sarà prioritariamente sede per la divulgazione diretta e indiretta delle attività connesse al Piano strutturale e alle attività inerenti i settori Urbanistica, Lavori Pubblici e SIT, ma sarà dedicato anche alla partecipazione in genere, nel senso ampio del termine. Lo spazio si presenta come un grande salone, recuperato in termini conservativi, che si affaccia attraverso vetrate in ferro,  sul loggiato lato via Grande. Per il loggiato è stata predisposta una illuminazione scenografica policroma che evidenzierà il colonnato ionico.

 

Al secondo piano (anche questo completamento rinnovato nei locali) trova spazio un’attrezzata aula multimediale. La sala sarà intitolata alla memoria di Serena Simoncini, consigliera comunale del Movimento 5 Stelle, deceduta nel gennaio dello scorso anno, che nella sua vita di insegnante ha rivolto particolare attenzione ai processi d’innovazione didattica. Dotata di tutte le attrezzature maggiormente innovative e predisposta anche per l’e-learning, l’aula fa capo al progetto transfrontaliero UCAT Network.

Sempre al secondo piano trovano spazio anche alcuni uffici comunali che avranno il compito di facilitare le attività che si svolgeranno all’interno del Cisternino.

 

 

I lavori per il recupero e l’adeguamento funzionale del Cisternino di città, iniziati nel 2008, tra battute d’arresto dovute a problemi inerenti il reperimento di risorse, fallimento di ditte appaltatrici, amianto, adeguamenti vari a normative, sono stati portati a compimento in questi ultimi anni con nuovi interventi finalizzati all’utilizzo della struttura. Si è trattato di nuove opere edili ed impiantistiche per garantire le finalità progettuali.

Si ricorda che il recupero strutturale del Cisternino fu accompagnato già dal gennaio 2008 dal processo partecipativo “Cisternino 2020”, un’esperienza di percorso di cittadinanza attiva condotta in collaborazione con il Politecnico di Milano. L’iniziativa coinvolse numerosi cittadini interessati ad individuare la futura destinazione di questo spazio e ad essere così protagonisti nelle scelte della città. Ne scaturì un progetto culturale unitario, denominato LAPIS (“Laboratorio per l’Arte, la Partecipazione, l’Innovazione e la Sostenibilità”) che ha influenzato la progettazione  della struttura e che risulta innovativo ed attuale ancora oggi, sia sotto il profilo dei contenuti culturali , sia per le modalità di gestione dello spazio.

 

 

Gestione della struttura

 

Obiettivo finale ed ambizioso dell’Amministrazione è arrivare per il Cisternino di Città ad una gestione condivisa da parte di tutti soggetti interessati a svolgere attività al suo interno.

Per giungere a tale scopo l’Amministrazione procederà step by step coordinando e contattando i vari soggetti e tenendo di conto delle indicazione contenute nel nuovo “Regolamento – in fase di approvazione – per l’Amministrazione Condivisa dei Beni Comuniche consentirà ai cittadini attivi di prendersi cura dei beni comuni e dei luoghi in cui vivono.

Si procederà ad una prima fase di start up con la restituzione della struttura alla città ed il pieno utilizzo dello spazio del seminterrato come luogo di spettacolazione ed esposizioni, incontri e conferenze (capienza massima 100 persone); quindi si passerà ad una seconda fase con attività coordinate tra seminterrato, 1° e 2°piano, e con l’utilizzo del 1° piano come Urban Center, ma anche per intrattenimento e pubblico spettacolo, attualmente non consentiti.

Per arrivare a questa seconda fase successiva,visti i vincoli architettonici presenti nell’edificio, sarà avviato a breve un procedimento di deroga  alle norme di prevenzione incendi da sottoporre al Comitato Tecnico Regionale dei VVF.

Si auspica che il Cisternino possa essere utilizzato in tutte le sue potenzialità ad inizio 2018.

 

 

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