Collesalvetti 2 Agosto 2026

Collesalvetti, Paoli:” approvati Pef e Tari, la spallata dei 576 emendamenti non è riuscita”

Collesalvetti (Livorno) 2 agosto 2026

Consiglio Comunale: approvati la salvaguardia degli equilibri, il Pef e le tariffe TARI 2026
Approvate anche le deliberazioni sui regolamenti comunali.
Paoli: “Conti solidi, investimenti e servizi garantiti. Nessun bavaglio al confronto: il metodo ostruzionistico ha finito per impoverire la discussione”
Il Consiglio comunale di Collesalvetti ha approvato la salvaguardia degli equilibri di bilancio, la tredicesima variazione al bilancio vigente, il Piano economico-finanziario del servizio di gestione dei rifiuti, le tariffe TARI per l’anno 2026 e le deliberazioni relative ai regolamenti comunali iscritte all’ordine del giorno: provvedimenti fondamentali per garantire la stabilità finanziaria dell’Ente, la continuità dei servizi, la realizzazione degli investimenti programmati e il regolare svolgimento dell’attività amministrativa.
Salvaguardia degli equilibri: confermata la solidità dei conti
L’approvazione della salvaguardia certifica il permanere degli equilibri finanziari del Comune e consente all’Amministrazione di proseguire nell’attuazione dei propri programmi, degli investimenti e degli interventi previsti.
La verifica ha riguardato l’andamento delle entrate e delle spese, la sostenibilità degli impegni assunti, la situazione dei residui e la capacità del bilancio di rispondere alle esigenze dell’Ente senza compromettere gli equilibri presenti e futuri.
“La salvaguardia degli equilibri – ha dichiarato la sindaca Sara Paoli – non è un semplice adempimento tecnico ma uno dei passaggi più rilevanti della vita amministrativa del Comune. Significa verificare concretamente che le risorse siano sufficienti a sostenere le spese, garantire i servizi e portare avanti gli impegni assunti nei confronti della comunità. L’approvazione conferma la solidità dei conti e il lavoro responsabile svolto dagli uffici e dall’Amministrazione. In una fase complessa per gli enti locali, caratterizzata dall’aumento dei costi e dalla limitatezza delle risorse, continuiamo a operare con serietà e attenzione, utilizzando ogni disponibilità finanziaria in modo trasparente e coerente con le priorità del territorio”.
La tredicesima variazione: oltre 2,76 milioni di avanzo applicato
Contestualmente alla salvaguardia, il Consiglio comunale ha approvato la tredicesima variazione al bilancio vigente.
La variazione comporta l’applicazione di complessivi 2.762.132,08 euro dell’avanzo di amministrazione 2025.
Di queste risorse, circa 850 mila euro sono destinate alla parte corrente, mentre oltre 1 milione e 900 mila euro sono destinati alla parte in conto capitale e, quindi, prevalentemente a investimenti, manutenzioni e interventi sul patrimonio pubblico.
La parte corrente permette di adeguare gli stanziamenti necessari alla prosecuzione delle attività e dei servizi dell’Ente. La quota destinata alla parte in conto capitale consente invece di finanziare interventi concreti su strutture, spazi, infrastrutture e beni della comunità.
“La tredicesima variazione – ha spiegato Paoli – è il risultato del lavoro costante di verifica e aggiornamento del bilancio. Amministrare responsabilmente significa controllare durante tutto l’anno l’andamento delle entrate e delle spese, intervenire quando cambiano le esigenze e garantire che ogni scelta sia compatibile con gli equilibri complessivi dell’Ente. È particolarmente significativo che la parte prevalente dell’avanzo applicato, oltre 1,9 milioni di euro, sia destinata agli investimenti e agli interventi sul patrimonio pubblico. Sono risorse che vengono rimesse a disposizione della comunità per migliorare beni, strutture e servizi”. Questa variazione utilizza disponibilità reali e certificate per rispondere alle priorità amministrative, senza creare spese prive di copertura. È su questo terreno che deve misurarsi ogni proposta: sulla sua effettiva sostenibilità e sulla concretezza delle risorse disponibili”.
Approvati il PEF e le tariffe TARI 2026
Il Consiglio ha inoltre approvato il Piano economico-finanziario del servizio di gestione dei rifiuti e le conseguenti tariffe TARI per l’anno 2026.
Il PEF individua i costi complessivi del ciclo dei rifiuti e costituisce la base per la determinazione delle tariffe, nel rispetto della normativa nazionale e dei criteri stabiliti dall’Autorità di regolazione competente.
L’approvazione permette di garantire la copertura dei costi del servizio di raccolta, trasporto, trattamento e smaltimento dei rifiuti, assicurandone la continuità e il regolare funzionamento.
“Il costo del servizio – ha proseguito la Sindaca – deve essere integralmente coperto attraverso la tariffa, come previsto dalla legge. Il nostro compito è verificare attentamente l’andamento dei costi e lavorare per rendere il sistema sempre più efficiente, equo e sostenibile. Continueremo a impegnarci per migliorare la qualità del servizio, contrastare gli abbandoni, incrementare la raccolta differenziata e promuovere comportamenti responsabili. La sostenibilità ambientale deve procedere insieme alla sostenibilità economica e alla tutela delle famiglie e delle attività produttive”.
Le deliberazioni sui regolamenti comunali
Durante la seduta sono state approvate anche le deliberazioni riguardanti i regolamenti comunali inseriti nell’ordine del giorno. Sono stati approvati nuovi regolamenti per l’adozione degli spazi verdi, per la gestione degli impianti sportivi e per l’istituzione del Consiglio Comunale dei Ragazzi.
“Con questi nuovi regolamenti – ha spiegato la prima cittadina di – mettiamo al centro tre elementi fondamentali della nostra azione amministrativa: la partecipazione, la cura dei beni comuni e l’uguaglianza nell’accesso alle opportunità; tre provvedimenti diversi che rappresentano l’idea di un istituzione aperta, che stabilisce regole certe e crea occasioni concrete affinché cittadini, associazioni, realtà sportive, imprese e scuola possano partecipare alla costruzione e alla cura della comunità”.
Su tali provvedimenti sono stati regolarmente istruiti, portati in aula ed esaminati anche gli emendamenti presentati da un altro gruppo di minoranza, Cittadini in Comune per Collesalvetti. Si trattava di proposte numericamente limitate, puntuali e strettamente attinenti ai testi regolamentari sottoposti al Consiglio.
“Questo è un elemento importante – ha sottolineato Paoli – perché dimostra concretamente che non vi è stata alcuna volontà di impedire o comprimere il confronto politico. Quando gli emendamenti sono presentati in un numero congruo, sono pertinenti agli atti e possono essere correttamente esaminati dagli uffici, vengono istruiti e discussi nel merito, indipendentemente dal gruppo consiliare che li propone”.
I 576 emendamenti alla salvaguardia
La seduta è stata tuttavia profondamente condizionata dalla presentazione, da parte di Coalizione Civica, di 576 emendamenti, quasi 600, alla proposta relativa alla salvaguardia degli equilibri di bilancio.
Gli emendamenti sono stati formalmente depositati nel rispetto dei termini regolamentari, il 27 luglio 2026, mentre la seduta del Consiglio comunale era convocata per il 31 luglio 2026.
La regolarità formale del deposito non ha però reso materialmente possibile, in appena quattro giorni, lo svolgimento della necessaria istruttoria tecnica, contabile e amministrativa.
Le proposte risultavano in larga parte caratterizzate da una struttura seriale, emulativa e ripetitiva. Sulla base di un primo tentativo di lavorazione e della proiezione effettuata dagli uffici, per completare correttamente l’istruttoria di tutti i 576 emendamenti sarebbero stati necessari più di trenta giorni di lavoro.
Ogni proposta avrebbe richiesto la verifica della copertura finanziaria, l’esame della compatibilità con gli equilibri complessivi del bilancio, la valutazione degli effetti sui singoli capitoli e l’acquisizione dei pareri tecnici e contabili previsti.
Sulla base dell’atto predisposto dal dirigente competente e dal Segretario generale, il Presidente del Consiglio comunale ha quindi preso atto dell’impossibilità di completare regolarmente le istruttorie e, conseguentemente, di portare i 576 emendamenti alla discussione dell’assemblea.
“Non si è trattato di una decisione politica sul contenuto dei singoli emendamenti – ha precisato Paoli – ma della conseguenza oggettiva dell’impossibilità di sottoporre al Consiglio proposte prive delle verifiche e dei pareri obbligatori. È corretto riconoscere che il deposito sia avvenuto nei termini previsti, ma la regolarità formale non può essere confusa con la concreta possibilità di istruire quasi 600 proposte in quattro giorni. Gli uffici non potevano esprimere valutazioni superficiali su atti destinati a incidere direttamente sugli equilibri finanziari del Comune”.
Un accorpamento avrebbe reso possibile il confronto
Secondo l’Amministrazione, un numero più contenuto di emendamenti o un loro accorpamento sostanziale per materie omogenee avrebbe consentito agli uffici di svolgere una valida istruttoria e al Consiglio di esaminare le proposte nel merito.
“Non era necessario rinunciare ai contenuti politici – ha afferma la Sindaca. Sarebbe stato sufficiente ricondurre le centinaia di proposte seriali a un numero ragionevole di emendamenti tematici. Un accorpamento ampio avrebbe mantenuto intatte le questioni politiche sollevate, rendendole però concretamente istruibili e discutibili. Da parte della maggioranza e della struttura comunale ci sarebbe stata piena disponibilità a sostenere un simile percorso. La dimostrazione concreta è rappresentata proprio dagli emendamenti ai regolamenti presentati da un altro gruppo di minoranza: essendo limitati, pertinenti e ben attinenti alle proposte, sono stati regolarmente istruiti ed esaminati”.
Oltre cinquanta risoluzioni rimaste all’esame del Consiglio
Sono inoltre rimaste ammissibili oltre cinquanta risoluzioni collegate alle deliberazioni. Alcune di esse, come riconosciuto in aula dallo stesso consigliere proponente, riprendevano contenuti uguali o analoghi a quelli di diversi emendamenti.
Le risoluzioni mantenevano quindi aperta la possibilità di affrontare politicamente numerose questioni. Non tutte, tuttavia, sono state effettivamente discusse da parte di tutti i gruppi consiliari.
“Probabilmente – ha osservato Sara Paoli –  ha inciso la stanchezza accumulata durante una seduta molto pesante ma, come dichiarato dal capogruppo di “Per una donna Sindaco” Valerio Francia, il metodo ostruzionistico adottato ha finito per togliere a tutti i presenti la voglia e le condizioni per sviluppare una discussione piena e costruttiva. Le strategie si adottano e sono legittime per entrambe le parti direi. La possibilità di confronto non era stata formalmente cancellata. È stato il metodo scelto, fondato sulla presentazione di centinaia di proposte seriali e ripetitive, a logorare la seduta e a impoverire concretamente la discussione politica”.
“Nessun bavaglio al Consiglio”
“Coalizione Civica – ha proseguito la Sindaca – potrà accusarci di aver imbavagliato la discussione, ma i fatti dimostrano il contrario. Gli emendamenti sostenibili per numero, modalità e attinenza sono stati istruiti ed esaminati. Oltre cinquanta risoluzioni sono rimaste a disposizione del Consiglio e alcune riproducevano gli stessi contenuti degli emendamenti. Non è stata l’Amministrazione a chiudere il confronto. È stato il metodo ostruzionistico adottato a sottrarre tempo, energie e spazio a una discussione politica reale, ordinata e utile alla comunità. Il confronto tra maggioranza e opposizione è legittimo e può essere anche molto duro, ma deve svolgersi in condizioni che consentano agli uffici di lavorare, ai consiglieri di comprendere gli effetti delle proposte e al Consiglio di assumere decisioni valide e responsabili”.
LA “SPALLATA” non è riuscita
“Di fronte alla sproporzione tra i 576 emendamenti presentati, i quattro giorni disponibili e gli oltre trenta giorni di lavoro stimati per istruirli – ha aggiunto Sara Paoli – resta un forte dubbio sulla finalità complessiva dell’operazione. Si è voluto forzare la situazione per cercare di ottenere un accordo politico sotto pressione oppure, come continuo a ritenere, per impedire l’approvazione della salvaguardia degli equilibri, far saltare il banco e provocare la conclusione anticipata di questa esperienza amministrativa. Nonostante i tentativi di confronto, non è stato possibile ricondurre le proposte a un numero e a una forma realmente gestibili. L’accorpamento per tematiche avrebbe preservato i contenuti e consentito la discussione, ma questa possibilità non è stata utilizzata”.
Le proposte presentate prevedevano complessivamente richieste di spostamento di bilancio per circa 10 milioni di euro, a fronte di disponibilità effettive di neanche 5 milioni in disponibilità.
“Il confronto politico deve sempre mantenere un rapporto con la realtà dei conti. Non si possono avanzare proposte per importi complessivamente superiori alle risorse disponibili senza valutarne gli effetti sui servizi, sugli investimenti e sulla tenuta finanziaria dell’Ente”.
Le scuse ai cittadini
“Desidero scusarmi personalmente con i cittadini per quanto accaduto – ha concluso la prima cittadina. Questo modo di operare non appartiene alla nostra idea di governo né alla serietà con cui ogni giorno cerchiamo di amministrare il Comune. Comprendiamo le dinamiche politiche, le legittime differenze e il confronto anche duro all’interno dell’aula consiliare. Tuttavia, credo che quanto avvenuto non abbia portato alcun beneficio alla comunità. I cittadini hanno bisogno di risposte, di problemi risolti, di servizi funzionanti e di interventi concreti. Non hanno bisogno di discussioni seriali che impegnano per giorni gli uffici e il Consiglio senza produrre un confronto realmente praticabile. Governare significa assumersi la responsabilità delle scelte, mantenere i conti in equilibrio e utilizzare con attenzione ogni risorsa disponibile. Significa garantire il funzionamento dell’Ente, la continuità dei servizi e la realizzazione degli investimenti. È questo il metodo serio e concreto con cui continueremo ad amministrare Collesalvetti. Con l’approvazione della salvaguardia degli equilibri, della tredicesima variazione, del PEF, delle tariffe TARI 2026 e delle deliberazioni sui regolamenti, l’Amministrazione comunale conferma quindi la propria capacità di garantire stabilità finanziaria, continuità amministrativa e programmazione degli interventi a favore del territorio”.

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