Rubriche 27 Agosto 2026

Come si veste davvero una SPA di lusso: le divise tagliate su misura

27 agosto 2026

Come si veste davvero una SPA di lusso: le divise tagliate su misuraIl benessere è diventato un’industria di dimensioni difficili da ignorare. Secondo le rilevazioni del Global Wellness Institute diffuse alla fine del 2025, il solo comparto delle spa vale in Italia circa 4,8 miliardi di dollari, in crescita del 4,4%, mentre il turismo del benessere sfiora i 20 miliardi e muove 11,5 milioni di viaggi all’anno. Numeri che raccontano un cambiamento nella percezione del cliente: chi entra in un centro benessere di fascia alta non compra più un trattamento isolato, ma qualche ora di esperienza continua, in cui ogni dettaglio dell’ambiente concorre al risultato.

Dentro questa esperienza c’è un elemento che raramente viene analizzato con attenzione, e che il cliente registra comunque: come è vestito il personale. In un centro dove tutto è calibrato, dalla temperatura dell’acqua alla luce delle cabine, la divisa non è un dettaglio neutro. È il punto in cui l’estetica del luogo incontra le esigenze pratiche di chi ci lavora otto ore al giorno. È il terreno su cui si muove Maurel, azienda famigliare nata nel 1975 vicino Milano e specializzata nelle divise per SPA di lusso, con un’expertise lunga oltre quarant’anni tra centri spa, resort e hotel di lusso.

Il manager, la figura che rappresenta il centro anche quando non parla

La prima delle quattro figure su cui l’azienda lavora è lo SPA manager. È la persona che accoglie, che spiega i percorsi, che interviene quando qualcosa non funziona, e che si muove costantemente tra reception, aree comuni e cabine. Sul sito di Maurel il principio è formulato in modo diretto: “un manager che cura il proprio aspetto riflette la professionalità dell’intero centro benessere”.

Il punto merita di essere preso sul serio, perché è l’unico ruolo del centro in cui la componente di rappresentanza pesa quanto quella operativa. Il manager parla con clienti che spesso hanno appena speso una cifra importante e che valutano, consapevolmente o meno, se la struttura è all’altezza. La sua divisa deve reggere un confronto ravvicinato e prolungato, restare presentabile a fine giornata e allo stesso tempo permettere il movimento continuo che il ruolo comporta. È un equilibrio che l’abbigliamento professionale standard risolve raramente, perché tende a privilegiare una delle due esigenze sacrificando l’altra.

Therapist e massaggiatore: l’abito che deve sparire dentro il gesto

Il secondo gruppo di figure lavora in condizioni opposte. Therapist e massaggiatori operano in ambienti caldi e umidi, con oli e creme, spesso piegati sopra un lettino per tutta la durata del trattamento, e in un contesto in cui il cliente è disteso a occhi chiusi e percepisce soprattutto il suono e il contatto. Qui la divisa non deve farsi notare: deve accompagnare il gesto senza tirare sulle spalle, senza rumore di tessuto, senza costringere chi la indossa a sistemarla ogni pochi minuti.

Maurel affronta le due figure con criteri distinti. Per il therapist il riferimento dichiarato è l’armonia estetica con l’ambiente in cui lavora, cioè la coerenza tra il capo e i materiali, i colori e la luce della cabina. Per il massaggiatore l’obiettivo indicato è invece quello di abbinare la praticità della divisa a un tocco di stile ed eleganza, e la precisazione non è retorica: la praticità viene prima, perché il capo deve sopportare un uso intenso e lavaggi frequenti, ma il risultato deve restare coerente con il posizionamento di un centro di alta gamma. Quando questi due obiettivi entrano in conflitto, la soluzione non sta nella scelta di un modello a catalogo ma nella progettazione del capo.

Il personal trainer, dove il comfort conta più della linea

La quarta figura è quella che si allontana di più dall’immagine tradizionale della spa. Il personal trainer lavora nell’area fitness, si muove insieme al cliente, dimostra esercizi, corregge posture, e nell’arco di una giornata alterna sforzo fisico e conversazione. Sul sito l’indicazione è netta: “qualità e resistenza della divisa permettono al personal trainer di svolgere il proprio lavoro in totale comfort”.

Vale la pena notare l’ordine delle parole. Prima la resistenza, poi il comfort, e solo dopo tutto il resto. Un capo destinato a un’area fitness affronta sollecitazioni che nessun’altra divisa del centro conosce: sudore, sfregamento continuo, allungamenti ripetuti sulle stesse cuciture, cicli di lavaggio molto più frequenti. Il costo reale di una divisa, in questo reparto, non si misura sul prezzo d’acquisto ma sul numero di mesi in cui il capo resta presentabile. È una delle ragioni per cui in una struttura organizzata il guardaroba del fitness viene progettato separatamente rispetto a quello delle cabine, pur restando riconoscibile come parte dello stesso insieme.

Perché una SPA di fascia alta non compra a catalogo

Quattro figure, quattro esigenze che in più punti si contraddicono: chi deve apparire impeccabile da fermo, chi deve muoversi senza pensarci, chi lavora tra oli e vapore, chi tra tappetini e attrezzi. Tenerle insieme sotto un’unica identità visiva è un problema di progettazione, non di acquisto, ed è la ragione per cui Maurel dichiara di non lavorare su modelli preconfezionati: “non proponiamo mai cataloghi standard, disegniamo l’abbigliamento che meglio rispecchia lo stile e la personalità del centro benessere”.

Il percorso comincia prima del capo. L’azienda mette a disposizione un test interattivo che genera una moodboard personalizzata, uno strumento pensato per far emergere lo stile del centro prima che venga disegnato qualsiasi modello, e che serve soprattutto a costruire un linguaggio comune tra il committente e chi progetterà la collezione. Il prodotto finale è dichiarato certificato Made in Italy e interamente personalizzato, in continuità con una storia che comincia nel 1975 con le uniformi scolastiche disegnate e cucite da Maurizia Capritti, prosegue dal 1984 con gli abiti professionali per il personale d’hotel e dal 1995 è guidata dalla figlia Sara, oggi alla testa dell’azienda con sede a Robbio, in provincia di Pavia.

Per un centro benessere la conseguenza pratica è semplice da riconoscere. Una divisa acquistata a taglia standard funziona finché nessuno la guarda da vicino e finché nessuno la indossa per un turno intero. In una struttura che vende un’esperienza continua, entrambe le condizioni vengono meno nel giro di poche ore.

 

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