Aree pubbliche 8 Ottobre 2019

Comitato Oltre L’inceneritore: “Ostruzionismo sul referendum?”

aamps inceneritoreLivorno 08 ottobre 2019 – Il comitato Oltre L’inceneritore: “La Commissione Affari Istituzionali del 17 settembre in Comune, ha rispettato nella forma il ruolo di rappresentare gli interessi dei cittadini ma in realtà è stata dominata da indirizzi diversi certamente contrari a dare voce ai cittadini.

La Commissione infatti doveva attivare la procedura – decisione unanime del Consiglio Comunale il 4 aprile – per togliere dallo Statuto, art. 67, c.1, la parola “autenticata”. Togliere questa parola rimuove dalla procedura di richiesta referendaria fatta dai cittadini, la inderogabile necessità di spendere circa 1.000 euro per il notaio che autentica. La Commissione, evidenziando un preoccupante atteggiamento antidemocratico non lo ha fatto. Il tutto nascondendosi dietro la surreale esigenza di rivedere l’intero Statuto del Comune, esigenza difficilmente spiegabile visto che, l’ampia modifica all’unanimità dello Statuto è del 27 febbraio scorso.

Tale esigenza surreale deriva dalla probabile azione di alcuni soggetti comunali anche esterni al consiglio che, insieme alla precedente segreteria, hanno iniziato a svolgere un palese ostruzionismo al referendum propositivo. Forse perché aumentando il peso dei cittadini fa diminuire quello dei funzionari? Forse perché stante l’argomento del referendum proposto, risulta scomodo a qualche gruppo non particolarmente affezionato all’ambiente? Forse per entrambi i motivi? In effetti, quando il 10 aprile il Comitato Oltre l’Inceneritore (OLI) ha presentato richiesta per un Referendum Propositivo, la precedente segreteria comunale, adducendo motivi risibili, non ha attivato le procedure attribuitegli dallo Statuto e non ha trasmesso il materiale al Collegio di Garanzia competente per la procedura referendaria. Eppure il referendum Propositivo chiesto da OLI verte sul creare nuove attività e quindi più lavoro nel trattamento meccanico e biologico dei rifiuti urbani (che si autofinanzierebbe) e sulla chiusura nel ‘21 dell’attuale impianto anno 1973 ormai obsoleto ed ambientalmente poco efficiente. Viene correttamente affidata ai cittadini una scelta fondamentale riguardo la salute e il lavoro dei livornesi.

Nel frattempo a luglio il Comitato OLI ha scritto al nuovo Sindaco perché prendesse in mano la pratica ma non ha ricevuto risposta, ha poi incontrato due volte il Presidente del Consiglio Comunale che, pur dimostrandosi favorevole a far attivare le procedure referendarie, ad oggi non ha evidentemente sortito alcun effetto. L’attivazione resta quindi una pura facciata e la richiesta del 10 aprile del Comitato OLI, dopo quasi sei mesi, non ha fatto alcun passo avanti.

E non potrà farne mai, alla luce della surreale decisione della Commissione Affari Istituzionali di non applicare la delibera unanime del 4 aprile. Quindi, finora, sta vincendo la “burocrazia”, che per suoi interessi e contro i cittadini e l’ambiente, non vuole esista il referendum Propositivo, soprattutto quando l’argomento è scomodo e quindi non si vuole dare voce ai cittadini.

Ma la democrazia, l’ambiente e il lavoro sono realmente salvaguardate nel contesto comunale?

Il Comitato OLI, però, non rinuncia. Si ricostituirà con scrittura privata autenticata e ripresenterà il quesito per un referendum propositivo nell’interesse dei cittadini.  Restano alcuni ostacoli finanziari tra cui i 1.000 euro per l’autentica delle firme. Per questo facciamo appello a tutti i cittadini tra cui anche dei notai che hanno veramente  a cuore la salvaguardia ambientale, il lavoro e la democrazia a contattare il comitato oltre l’inceneritore alla mail oltreinceneritore@gmail.com o attraverso la pagina FB oltreinceneritore per organizzare degli eventi di raccolta fondi per sostenere la voce dei cittadini”.