Politica 14 Febbraio 2026

Confronto sulla giustizia: Campione (FdI) rilancia il Sì alla separazione delle carriere

Livorno 14 febbraio 2026 Confronto sulla giustizia: Campione (FdI) rilancia il Sì alla separazione delle carriere

Confronto sulla giustizia: Campione (FdI) rilancia il Sì alla separazione delle carriereUn tema che divide da anni politica e magistratura, ma che continua a tornare al centro del dibattito pubblico. Durante un incontro dedicato al referendum sulla giustizia al locale Calafuria di Livorno, la senatrice di Fratelli d’Italia Susanna Donatella Campione, componente della Commissione Giustizia del Senato, ha ribadito le ragioni del Sì alla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri.

Alla domanda sul perché la separazione delle funzioni sia presente in molti Stati europei mentre in Italia resti un tema così divisivo, la senatrice ha offerto una lettura storica e politica della questione.

«In Italia questo è un retaggio del regime fascista», ha esordito Campione, spiegando che l’appartenenza del pubblico ministero e del giudice alla stessa carriera risalirebbe proprio a quell’impostazione ordinamentale. Secondo la senatrice, nei regimi autoritari vi è l’interesse a mantenere un controllo unitario su accusa e giudizio, mentre in un sistema pienamente democratico la distinzione dovrebbe essere netta.

Campione ha ricordato poi la riforma del 1989, voluta dall’allora ministro della Giustizia Giuliano Vassalli, che segnò il passaggio dal processo inquisitorio a quello accusatorio. «Una riforma importante – ha sottolineato – che però deve essere completata proprio con la separazione delle carriere».

Secondo la senatrice, la riforma rafforzerebbe la separazione dei poteri, chiarendo definitivamente i ruoli: da una parte chi accusa, dall’altra chi giudica. L’attuale sistema, ha aggiunto, viene difeso da una parte della magistratura che temerebbe una perdita di potere.

L’intervento si inserisce nel più ampio dibattito nazionale sul referendum, che tocca uno dei nodi più delicati dell’ordinamento giudiziario italiano. A Livorno, il confronto si è svolto in un clima di partecipazione e attenzione, con un pubblico interessato a comprendere le implicazioni di una riforma che, qualora approvata, inciderebbe in modo significativo sull’equilibrio tra accusa e giudizio.

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