Connecto, nasce l’atlante dei data center: energia, CO₂ e acqua sotto la lente
2 novembre 2026
La piattaforma della Fondazione OLITEC raccoglie oltre 18mila voci in 153 Paesi e permette di esplorare la geografia delle infrastrutture digitali e il loro impatto ambientale stimato. Per l’Italia censite 254 voci.
Il digitale non è immateriale: dietro servizi cloud, archivi online e applicazioni di intelligenza artificiale esistono data center, reti, sistemi di alimentazione e raffreddamento che consumano energia e acqua e producono emissioni. Per rendere più visibile questa infrastruttura nasce Connecto, la nuova piattaforma aperta alla consultazione realizzata dalla Fondazione OLITEC.
Il progetto mette a disposizione un atlante interattivo che consente di esplorare la distribuzione mondiale dei data center e consultare le stime relative al loro impatto energetico e ambientale. Alla data del 31 ottobre 2026 il catalogo comprendeva 18.110 voci, distribuite in 153 Paesi e riconducibili a 4.182 denominazioni di operatori.
Attraverso la mappa è possibile cercare strutture, città, Paesi e gestori, applicare filtri geografici e consultare schede dedicate ai singoli impianti. Il sistema distingue inoltre le posizioni geografiche precise da quelle approssimative, come le localizzazioni riferite al centro di una città o di un Paese.
Uno degli elementi centrali di Connecto è la possibilità di affiancare alla distribuzione delle strutture tre indicatori: consumo di elettricità, emissioni di CO₂ e utilizzo di acqua. Per l’intero catalogo, la piattaforma mostra 149,1 milioni di tonnellate annue di CO₂ e 225,3 miliardi di litri d’acqua, mentre il riferimento energetico utilizzato per la calibrazione è quello dell’Agenzia internazionale dell’energia, pari a 415 TWh nel 2024.
La Fondazione precisa che si tratta di stime elaborate attraverso un modello, che considera fattori come capacità dichiarata, operatore, stato dell’impianto e condizioni climatiche. Non sono misurazioni dirette dei consumi: le schede del catalogo non dispongono di contatori elettrici e la piattaforma non documenta un monitoraggio in tempo reale di tutti i data center.
Il filtro dedicato all’Italia restituisce 254 voci e 93 denominazioni di operatori. Per questa selezione il modello stima un consumo di circa 2,6 TWh di elettricità all’anno, 688.873 tonnellate di CO₂ e 1,2 miliardi di litri d’acqua. Anche in questo caso i valori rappresentano aggregati delle voci presenti nel catalogo e non costituiscono un bilancio nazionale ufficiale.
Il progetto si inserisce nel percorso di ricerca della Fondazione OLITEC legato al Teorema di Assisi e alla Scala NIC, proposta da Massimiliano Nicolini. Quest’ultima organizza la valutazione dell’efficienza su quindici livelli, considerando energia, emissioni e costo per bit di informazione. L’obiettivo è ragionare sulle risorse necessarie per ottenere un risultato digitale utile, andando oltre il semplice consumo complessivo delle infrastrutture.
Connecto non assegna, nelle schede pubbliche consultate, un punteggio NIC ai singoli impianti né costituisce una certificazione delle loro prestazioni. Offre piuttosto una base informativa da approfondire e integrare con dati verificati su consumi, capacità delle reti, disponibilità idrica e caratteristiche dei territori.
La piattaforma può diventare uno strumento di consultazione per amministrazioni, imprese, università e ricercatori. Per le istituzioni, in particolare, la conoscenza della distribuzione delle infrastrutture e delle risorse necessarie al loro funzionamento può contribuire a valutare nuovi insediamenti e a orientare le scelte di pianificazione. Per le aziende che acquistano servizi cloud, può invece rappresentare un punto di partenza per chiedere ai fornitori informazioni più precise sull’impronta ambientale dei servizi utilizzati.
Il tema è sempre più rilevante anche a livello internazionale. Secondo l’Agenzia internazionale dell’energia, nel 2025 i data center hanno consumato globalmente 485 TWh di elettricità; nello scenario centrale, la stima per il 2030 arriva a circa 950 TWh.
Con Connecto, la Fondazione OLITEC propone dunque uno strumento per leggere il digitale anche attraverso la sua dimensione fisica: dove si trovano le infrastrutture, quali risorse richiedono e quali informazioni servono per programmare uno sviluppo più consapevole. La piattaforma è consultabile all’indirizzo connecto.fondazioneolitec.it.

