Crisi climatica e tutela ambientale, l’azione del PD Livorno a difesa dell’interesse generale
Livorno 5 settembre 2026
Il Partito Democratico di Livorno ha approvato un documento politico dedicato alla crisi climatica, alla tutela ambientale e alle politiche di rigenerazione urbana. Il testo, discusso dalla Direzione comunale indica le priorità dell’azione amministrativa in vista delle elezioni del 2027.
Il documento lega la transizione ecologica alla giustizia sociale e propone interventi sulle energie rinnovabili, sulle comunità energetiche, sul verde pubblico, sulla qualità dei servizi e sulla sicurezza del territorio.
Ampio spazio viene dedicato anche all’area degli Orti urbani di via Goito. Il Pd ribadisce la legittimità del percorso urbanistico avviato dal Comune e difende l’ipotesi di destinare circa l’80% dell’area a parco pubblico.
Nel documento, il partito rivendica inoltre il ruolo della pianificazione, della partecipazione dei cittadini e della manutenzione urbana. L’obiettivo dichiarato consiste nel coniugare tutela ambientale, sviluppo economico, politiche abitative e qualità della vita.
Il documento del PD Livorno:
Direzione Comunale Unione Comunale del Partito Democratico – Livorno, 3 settembre 2026
Crisi climatica e tutela ambientale.
La nostra azione politica e amministrativa a difesa dell’interesse generale: Rigenerazione e decoro urbano, valorizzazione e cura del patrimonio e del verde pubblico, servizi alla cittadinanza.
La tutela dell’ambiente e la lotta al cambiamento climatico sono temi prioritari. E’ necessaria una forte riduzione delle emissioni e una riconversione sostenibile dei sistemi produttivi, energetici e dei trasporti. Tale processo può avvenire solo in un contesto internazionale di pace; le guerre, infatti, oltre a seminare morte e distruzione, hanno effetti devastanti in termini di inquinamento, e alimentano un’economia inconciliabile con la tutela ambientale.
Osserviamo una preoccupante deresponsabilizzazione, se non un vero e proprio negazionismo climatico, della destra internazionale e nostrana. Le forze democratiche e progressiste devono affrontare questa sfida tenendo insieme ambiente e giustizia sociale, senza lasciare indietro nessuno. Dove e quando la proposta politica progressista si è rivelata settoriale, ponendo in contrasto temi ambientali e questione sociale, ha visto erosa la propria base elettorale, ed è stata relegata alla marginalità e alla mera testimonianza politica.
In vista delle decisive elezioni del 2027, il centrosinistra dovrà porre al centro uno sviluppo economico e sociale sostenibile, nel rispetto e nella valorizzazione dell’ambiente. Dovranno essere rilanciate azioni concrete per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, come la semplificazione autorizzativa per impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, e incentivando la costituzione di Comunità Energetiche Rinnovabili (CER).
Livorno, grazie alla sua posizione strategica e alla rete infrastrutturale e intermodale, può essere protagonista di questo processo, facendo della transizione energetica e delle rinnovabili un motore di crescita.
Dobbiamo parlare alla Città con uno sguardo complessivo, con una visione che unisca ambiente, sviluppo economico e sociale, politiche dell’abitare, istruzione, sanità, qualità dei servizi, dimensione culturale e turistica; elementi che non possono essere messi in contrapposizione gli uni con gli altri, e sui quali è stata avviata, in questi anni, un’azione concreta dell’Amministrazione Comunale, nel solco dell’interesse pubblico.
Attraverso la pianificazione è stato introdotto il concetto di Città Pubblica; una Città nella quale la rigenerazione urbana, la tutela del verde, la riappropriazione degli spazi pubblici, rappresentano elementi imprescindibili.
In questo quadro, le discussioni emerse pubblicamente riguardo l’area degli Orti Urbani di Via Goito meritano una riflessione che parta da un elemento di verità. L’azione amministrativa porta avanti i propri obbiettivi all’interno della legalità e dello stato di diritto; rispettando tutti i dettami normativi, che vedono nella Costituzione, repubblicana e antifascista, la stella polare.
L’area, circa sei ettari, è di proprietà privata, ed è stata interessata da due fallimenti di cooperative (Coop Italia prima e CLC poi). Non è superfluo ricordare come, dietro un fallimento, ci siano lavoratrici e lavoratori che perdono la fonte di sostentamento per sé e per le proprie famiglie; dovrebbe assumere una certa importanza per chi individua nel lavoro un valore assoluto
.
Sull’area erano e sono previsti diritti edificatori; non da oggi, da decenni. Già negli strumenti urbanistici del 1999 e del 2019 era stata individuata una ripartizione tra un 20% all’interno del quale poter costruire, e un 80% destinato a verde; al netto del valore ambientale, le soluzioni raggiunte rappresentavano quanto di più vicino, tra volontà politica e rispetto normativo, potesse essere fatto.
Il Piano Operativo, approvato nel 2025, prosegue e migliora il percorso portato avanti dalle precedenti amministrazioni; riduce ulteriormente l’edificabilità (4500 metri quadri), inserendo anche soluzioni di edilizia residenziale sociale in risposta a domanda abitativa fragile; impone al privato la cessione gratuita, con interventi manutentivi a suo carico, dell’80% dell’area (5 ettari su 6) da destinare a parco pubblico; e introduce la regia pubblica per ogni azione che verrà portata avanti, sull’intera area.
Il soggetto privato, aggiudicatario dell’asta fallimentare (ricordiamo che alla quarta riproposizione si sono presentati due soggetti) dovrà presentare un progetto che sia coerente con quanto prescritto dalla pianificazione, e sulla base di questo il Comune potrà pretendere garanzie precise rispetto a vari aspetti: i cantieri dovranno realizzarsi esclusivamente nelle aree di competenza privata, non invadendo la parte a verde che diventerà pubblica (la collocazione delle aree edificabili ai margini della superficie semplifica il rispetto di questo aspetto); le pertinenze, i parcheggi, le vie interne dovranno aver il minor impatto ambientale possibile, preservando la dimensione ambientale presente e mantenendo la permeabilità delle superfici.
L’impronta a terra degli edifici occuperà una superficie minima (circa il 2% della superficie totale).
Anche sull’area destinata a verde pubblico, che sarà ceduta al Comune subito dopo il perfezionamento dell’acquisto, verrà portato avanti un percorso valorizzante, che tuteli gli aspetti naturalistici di pregio, e che riqualifichi aree attualmente non fruibili dalla cittadinanza; lo spazio pubblico sarà sempre accessibile, anche durante la cantierizzazione delle aree private, e potranno avviarsi percorsi partecipativi, coinvolgendo realtà associative, scuole, la cittadinanza, per arrivare alla fase definita dal piano attuativo e successiva convenzione.
In sintesi, lo spazio fruibile per l’intera cittadinanza, anche al netto di quanto rimarrà di proprietà privata, sarà superiore allo stato attuale, e accessibile a tutti; l’agricoltura sociale sarà mantenuta e rafforzata, con una gestione individuata con evidenza pubblica trasparente, dinamica oggettivamente non possibile fino ad oggi, essendo l’area oggetto di occupazione da circa 14 anni.
L’azione amministrativa si è espressa e si esprimerà nel solco dell’interesse generale, e tutelando un’area verde che assumerà un valore ancora maggiore per il quartiere e la Città. Su questo, come su altri temi, auspichiamo sempre un confronto costruttivo, che superi conflittualità che allontano posizioni e inaspriscono gli animi.
La tutela ambientale, la riqualificazione e la tutela del patrimonio pubblico, sono temi infatti che non si esauriscono in un dibattito relativo a parti limitate di Città; la sensibilità per queste tematiche, emersa giustamente in questi anni, ha già trovato e dovrà trovare azioni concrete in tutta la realtà livornese; la nostra azione politica e amministrativa dovrà essere valutata anche per la nostra capacità di mettere a terra quanto di buono programmato.
La programmazione di questi anni ci permette di proseguire un’azione che interessa tutta la Città, promuovendo il coinvolgimento di strutture quali i Consigli di Zona, ma anche associazioni e la cittadinanza in genere, in un percorso partecipativo che rafforzi il patto tra Città e chi è stato scelto per governare.
Attraverso una mappatura di ambito territoriale verranno individuate le esigenze più impattanti zona per zona, e le priorità, su cui destinare le risorse finanziarie necessarie, da realizzare entro fine mandato;dai grandi progetti di rigenerazione urbana, all’attuazione delle proposte ambientali e di nuova piantumazione individuate dal piano del verde; dalla depavimentazione di aree impermeabili, all’implementazione di servizi pubblici; dalla valorizzazione del patrimonio pubblico comunale, alla cura delle piazze e parchi.
Tutto dovrà essere accompagnato da interventi manutentivi sempre più efficienti, per garantire il decoro urbano e una migliore qualità di vita dei cittadini; azioni di manutenzione ordinaria e, in sinergia con gli enti competenti, straordinaria; la sicurezza, l’accessibilità e la fruibilità del territorio costituiscono infatti un elemento mai statico; moltissime opere di abbattimento del rischio idraulico sono state avviate e concluse; tuttavia la manutenzione straordinaria non può seguire solo una dinamica emergenziale, ma rappresenta un investimento per rendere il territorio sempre più sicuro, monitorando le aree maggiormente esposte a rischi.
Su queste priorità, la Direzione Comunale impegna il Partito e le sue rappresentanze a proseguire e rafforzare l’azione politica e amministrativa.
