Porto 7 Agosto 2017

Darsena Europa e porto alla Festa dell’Unità

Ospiti di rilievo e brillante conduzione da parte di Antonio Fulvi sui temi delle opere infrastrutturali e del lavoro

Il dibattito sul futuro del porto si è spostato per un pomeriggio alla Festa dell’Unità. Due ore di incontro introdotte da Sergio Muzi. Antonio Fulvi (Il Telegrafo)  ha coordinato gli interventi di Stefano Corsini (presidente AdSP), Silvia Velo (sottosegretario all’Ambiente), Fabrizio Zannotti (segretario Cgil), Roberto Alberti (Federagenti), Federico Barbera (Fise Uniport) e Nereo Marcucci (Confetra). In platea c’erano anche Lorenzo Bacci, Yari De Filicaia, il comandante Angelo Roma, Luciano Guerrieri e Massimo Provinciali. Questi ultimi due nomi sono attualmente dati favoriti per la nomina a Segretario Generale della Autorità di Sistema Portuale.

Sergio Muzi, responsabile porti e infrastrutture del Pd, nonché paziente mediatore di molte questioni legate alla credibilità e al ruolo futuro del Partito in porto, ha introdotto il tema della Darsena Europa senza nascondere critiche anche alla propria parte: “Il Ministero poteva fare di più per Livorno” , “Alcune cose non sono andate come speravamo” “Le porte vinciane sono state riparate ed adesso hanno una gestione indipendente, un bel risultato ma si poteva fare anche prima” e poi “La Darsena Europa sarà pronta in 5/6 anni, ma in città ci sono 25mila lavoratori disoccupati che necessitano di risposte urgenti“. Non risparmia comunque critiche a Nogarin: Il sindaco sta facendo una battaglia per noi incomprensibile e che sta danneggiando gli interessi di tutta la città. Lo avevamo comunque invitato”. Sergio Muzi – è bene ricordarlo – è sempre presente a tutti gli incontri di Vertenza Livorno, non si nega mai al confronto, anche se non sempre viene apostrofato con la giusta cortesia.

Antonio Fulvi  interpella subito il presidente Corsini chiedendogli perché la nuova versione della Darsena Europa sia stata presentata a Firenze piuttosto che a Livorno e se il precedente progetto, di fatto, non fosse sbagliato. Corsini risponde come sempre con estrema cortesia, ma non evita la domanda: “è stata scelta Firenze per via dell’importante impegno economico messo dalla Regione”. Sul progetto rivisto della Darsena Europa risponde: “Andava rivisto per una serie di motivi, a partire dal costo minore della gestione fanghi in virtù della nuova normativa ambientale e l’introduzione del nuovo codice degli appalti”. Non si nasconde però troppo dietro le parole: ” Il progetto non era stato attrattivo per i capitali privati” “Il nuovo progetto ha una migliore movimentazione delle merci, con una banchina unica e più lunga; consente di utilizzare meglio i collegamenti ferroviari e vengono ridotte opere marittime inutili. Questa soluzione ci porta risultati migliori e costi minori. Sicuramente è molto più attrattiva per l’investitore privato”.
Fulvi sulle problematiche del comparto scolmatore-porte vinciane:  “E’ realistico pensare a chiudere una volta per tutte l’accesso in Darsena Toscana dallo scolmatore”? e cita una recente proposta avanzata da Enrico Bonistalli. “Sarei disponibile domattina a mettere a bilancio la tombatura dell’accesso al porto lato scolmatore, ma rimane il problema che le navi non uscirebbero dallo scolmatore. Il progetto di Bonistalli è valido, anche se un ponte mobile sarebbe preferibile. Il ponte mobile è nelle competenze della Regione e forse un capitolo di finanziamento potrebbe anche esserci”.

(Non si è invece parlato dei rapporti tra Autorità di Sistema e Regione. Il presidente Rossi giovedì scorso era a Livorno insieme al suo assessore ai trasporti per un sopralluogo alle porte vinciane, ma nessuno dell’Autorità era presente né era citato nel comunicato rilasciato da Firenze. Sì, Corsini era in ferie, e c’era Vanni Bonadio, ma Bonadio sta a Firenze ed è l’uomo di fiducia di Rossi nel costituendo Comitato di Gestione. Proprio quel Comitato di gestione che alla sua prima seduta dovrà scegliere il nuovo segretario generale dell’Autorità, e non è detto che tale scelta possa piacere al sindaco Nogarin. Sicuramente Rossi è molto attivo sul piano della comunicazione e della portualità locale, dopo la riunione a Roma del 27 luglio e l’insediamento del nucleo operativo per la realizzazione della Darsena Europa. Rossi di recente aveva anche fatto il punto sui finanziamenti europei Interreg ai progetti toscani, molti dei quali inerenti il porto di Livorno, sui quali di fatto si è saputo ben poco da scali Rosciano).

Lodi da tutti a Silvia Velo, che da sottosegretario all’Ambiente, si è fatta carico del tema dei dragaggi e ha portato a un cambiamento sulla normativa: con le opportune cautele potranno essere riportati in mare, anzichè smaltiti in terra. Un aggiustamento richiesto da decenni (in Nord Europa si fa così da sempre) e che solo nel caso labronico ha portato a risparmi enormi in termini di spese e procedure.

Dopo le stime e i dati forniti da Marcucci, la valutazione di Federico Barbera: “La Darsena Europa potrebbe portare, solamente in porto, 600 posti di lavoro in più  e una funzione di volano economico molto importante”. Il segretario della Cgil Fabrizio Zannotti, in coerenza con la recente iniziativa in TRW,  ha invece parlato di formazione contro la disoccupazione: “Prima che la Darsena Europa entri in funzione è necessario riqualificare gli operai che si troveranno a fare i conti con l’avanzamento tecnologico e di automazione in ambito portuale”.

Tre i principali assenti: il sindaco Nogarin, Luca Becce (o almeno un rappresentante della Cilp) e il senatore Marco Filippi. Il senatore quest’anno non è stato ospite della Festa dell’Unità; era previsto che guidasse un incontro sulla vicenda Moby Prince, poi è stato deciso, nelle more della commissione parlamentare, rimandare la tavola rotonda. Per la data fissata sull’incontro sul porto, Filippi non poteva essere disponibile perché in partenza per l’estero.

 

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