Aree pubbliche 10 agosto 2018

Dieci domande sul nuovo ospedale

Potere al Popolo chiede chiarezza su alcuni punti

Le dieci domande di Potere al Popolo sul nuovo ospedale

“Rossi, Saccardi e Nogarin sono tutti e tre in cerca di consensi per le prossime elezioni (amministrative 2019 e regionali 2020) e del futuro della sanità a Livorno non gliene potrebbe importare di meno. Nella delibera 749 della Regione Toscana del 2 luglio scorso, che incolliamo in fondo al nostro comunicato, si cancella il progetto del vecchio ospedale a Montenero. Sulla stampa online abbiamo letto che è tornato fuori il discorso del nuovo ospedale o dell’ospedale ristrutturato: tante chiacchiere, ma nessun coinvolgimento di lavoratori e cittadini (ma i 5 stelle non erano per la partecipazione?) e i punti interrogativi principali restano come al solito senza risposta. 

Ecco le dieci domande sul nuovo ospedale sulle quali vorremmo avere un chiarimento:

1) La Regione Toscana grazie al “compagno” Rossi ha un numero di posti letto inferiore a quello stabilito dalla normativa nazionale (decreto Balduzzi) e sempre grazie al “compagno” Rossi l’area vasta nordovest e soprattutto Livorno hanno un tasso di posti letto per mille abitanti ancora più basso rispetto alla media regionale. A Livorno siamo al 2,19 contro il 3,6 del decreto Balduzzi. Allora la prima domanda è: si vuole riportare il numero dei posti letto nell’ospedale di Livorno sul livello del decreto Balduzzi o no?
2) La costruzione di un monoblocco implica il proseguimento dell’esperienza fallimentare del modello di assistenza per intensità di cura: la Regione e l’ASL intendono ripensare questa modalità organizzativa o no? 
3) La costruzione dell’ospedale a Montenero aveva trovato l’opposizione dei cittadini non solo per l’infelice dislocazione (terreno a forte rischio idrogeologico tanto da essere lambito dall’alluvione dell’anno scorso -cosa sarebbe successo in caso di edificazione del nuovo ospedale??) ma anche per la questione dei posti letto di cui sopra e per il project financing: sciagurato regalo ai privati che in cambio di un anticipo finanziario limitato avrebbero avuto in concessione per decenni servizi fortemente remunerativi e senza possibilità di messa in discussione da parte del pubblico: vedasi note della procura regionale della corte dei conti e ancor più vedasi le inchieste sul project financing nella regione Veneto dove un audit ha dimostrato che l’anticipo veniva ripagato a tassi da usura. Terza domanda: si vuole costruire con il project financing o no? 
4) A Pisa (Cisanello) è in costruzione un gigantesco monoblocco da 1.100 posti letto. Quale sarà il ruolo degli ospedali non universitari, in particolare di quelli più piccoli? Quali specialità ci saranno? Quanti operatori sanitari vi lavoreranno? Come verrà fatta la programmazione sanitaria? Verranno restituite alle amministrazioni locali le competenze per elaborare i Piani Attuativi locali che non vengono fatti dal 2001? Qual è la posizione del Comune di Livorno, visto che l’assessore Dhimgjini in una delle sue ultime interviste ebbe a dire che c’era piena sintonia tra comune e ASL? Nogarin intende servirsi di amministratori esperti in tema di sanità o vuole continuare a seguire una strada tutta sua? 
5) Impatto ambientale dell’ipotesi Saccardi: basta sovrapporre sulla cartina il parco del Parterre all’ospedale di Cecina per capire che questa ipotesi porterebbe via alla città la totalità di uno dei suoi storici spazi verdi… Allora si poteva fare a Montenero o a Villa Fabbricotti…! Vorremmo capire cosa si intende nell’accordo per “parziale utilizzo del Parco Pertini”. Per quanto riguarda invece la soluzione interna al perimetro di Viale Alfieri, si parla senza aver ancora accertato se esiste effettivamente un vincolo da parte della Soprintendenza oppure no… E si continuano a fare ipotesi senza aprire un tavolo partecipativo dove operatori sanitari, architetti, ingegneri e tutti i livornesi possano dire la loro.
6) Cosa si intende fare delle strutture dismesse come Villa Rodocanacchi a Monterotondo che stanno andando in malora? Si intende confermare la loro messa in vendita senza che nessuno le compri (e quindi aspettare che caschino da sé) o si vuole riqualificarle e utilizzarle nell’interesse pubblico? 
7) Al di là degli aspetti costruttivi, come si intende assicurare la continuità ospedale – territorio? Qual è il futuro dei servizi territoriali e della cosiddetta “alta integrazione”, rimasta impaniata da un’altra grande trovata di Rossi, cioè quelle società della salute che sono state giudicate incostituzionali dalla suprema corte e che oggi, laddove continuano ad esistere, appaiono gusci vuoti? Che hanno da dire Nogarin e la sua giunta, che su questi temi stanno facendo scena muta da quattro anni? 
8) Al di là degli aspetti ospedalieri, in una città con forti problematiche ambientali e sociali come Livorno, come si intende promuovere la salute dei cittadini tramite la prevenzione e l’educazione alla salute? Che ne è stato della disponibilità di noti e prestigiosi ricercatori che al momento dell’elezione di Nogarin avevano dato la loro disponibilità a proseguire importanti studi epidemiologici? 
9) L’Ufficio Pianificazioni del Comune di Livorno, il 3 dicembre 2009 diceva che l’area del presidio ospedaliero non era espandibile, e in una nota scriveva testualmente che “Qualsiasi livello di escavo nell’area Pirelli deve prevedere preliminarmente la bonifica dei terreni perchè la presenza dell’ex Stabilimento classifica l’area come potenzialmente contaminata. Le operazioni di bonifica per la realizzazione di un Ospedale sarebbero particolarmente severe per rispondere ai requisiti di qualità dei terreni”. E’ stato tenuto conto di tutto ciò?
10) Quando negli anni 2000 Lamberti voleva costruire un parcheggio multipiano nell’area Ex Pirelli, venne stoppato da Genio Civile e Sovrintendenza delle Belle Arti, che opposero vari vincoli archeologici su quelle aree. Supponiamo che tali vincoli sussistano ancora, sono compatibili con il progetto di espansione in quelle aree?
Come si vede, l’intreccio tra i vari aspetti della sanità livornese è molto complesso ma tra i lavoratori e i cittadini ci sono sufficienti conoscenze ed esperienze per contribuire a costruire un servizio sanitario adeguato ai bisogni della città. Sono loro che devono essere ascoltati, lasciando perdere i discorsi da campagna elettorale, le false promesse di partecipazione in salsa grillina e le lacrime di coccodrillo di chi, prima ha distrutto la sanità toscana, e oggi vorrebbe rifarsi una credibilità promettendo milioni a destra e a manca”. 
 
Potere al Popolo Livorno
“Qui potete consultare la delibera regionale 749 del 2 luglio 2018: atto e accordo:

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