Cronaca 31 Maggio 2026

Dionisi: “la situazione dei dipendenti Konecta è una priorità per il territorio”

Livorno 31 maggio 2026 Dionisi: “la situazione dipendenti Konecta è una priorità per il territorio”

La vertenza Konecta resta una delle emergenze occupazionali più delicate del territorio livornese. Dopo i recenti incontri che hanno coinvolto lavoratori, sindacati, Regione Toscana e Comune di Livorno, arriva ora una presa di posizione del prefetto Giancarlo Dionisi, che annuncia la convocazione di un nuovo tavolo istituzionale con tutti i soggetti coinvolti, compresa TIM. In una lettera aperta, il rappresentante del Governo sul territorio richiama la necessità di passare dall’analisi della crisi all’individuazione di soluzioni concrete per il futuro occupazionale dei dipendenti, sottolineando come il tempo delle sole misure di sostegno non possa rappresentare una risposta definitiva alle preoccupazioni delle famiglie coinvolte.

“Prima di tutto, desidero sottolineare come l’incontro svoltosi nei giorni scorsi tra le lavoratrici e i lavoratori di Konecta, le organizzazioni sindacali, la Regione Toscana attraverso l’Unità di Crisi regionale e il Comune di Livorno abbia rappresentato un momento importante di confronto e di approfondimento di una vertenza che continua a destare forte preoccupazione per le ricadute occupazionali e sociali sul territorio.

In coerenza con quanto già condiviso nel corso del precedente tavolo convocato presso la Prefettura, nei prossimi giorni provvederò a convocare una nuova riunione dedicata alla vertenza Konecta, alla quale saranno invitati tutti i soggetti istituzionali e imprenditoriali coinvolti, compresa TIM, affinché si possa avviare una fase nuova del confronto, orientata non più soltanto all’analisi delle criticità, ma soprattutto all’individuazione di soluzioni concrete e percorribili.

La situazione che stanno vivendo le lavoratrici e i lavoratori di Konecta rappresenta una priorità assoluta per il territorio livornese. Gli strumenti di sostegno al reddito e gli ammortizzatori sociali hanno consentito, in questi mesi, di attenuare l’impatto della crisi e di accompagnare una fase particolarmente delicata, ma è evidente che tali strumenti non possono costituire una prospettiva permanente.

Oggi è necessario compiere un passo ulteriore.

L’obiettivo deve essere quello di costruire percorsi concreti di ricollocazione lavorativa e di reimpiego, valorizzando innanzitutto le professionalità e le competenze che queste lavoratrici e questi lavoratori hanno maturato negli anni. Occorre verificare ogni possibilità che consenta di mantenere e valorizzare tale patrimonio professionale, anche attraverso il coinvolgimento dei soggetti che hanno avuto e continuano ad avere un ruolo significativo nelle attività svolte dal sito livornese.

Siamo consapevoli che la vicenda Konecta si inserisce all’interno di un quadro più ampio che interessa il settore dei call center e dei servizi di assistenza, oggi attraversato da profondi cambiamenti tecnologici, organizzativi e di mercato. Si tratta di trasformazioni che stanno modificando il modo stesso di erogare determinati servizi e che richiedono inevitabilmente nuove strategie imprenditoriali e produttive.

Tuttavia, proprio perché questi cambiamenti sono reali e destinati a proseguire, non possiamo limitarci a prenderne atto. È necessario governarli e accompagnarli, facendo in modo che il peso delle trasformazioni non ricada esclusivamente sui lavoratori. Ad ogni evoluzione del mercato e della tecnologia deve corrispondere un impegno altrettanto concreto nella tutela delle persone e nella costruzione di nuove opportunità occupazionali.

«Rivolgo un appello a tutti i soggetti che siedono attorno a questo tavolo e che operano quotidianamente sul territorio. Siamo ormai giunti a un punto in cui non bastano più l’analisi della situazione o le misure temporanee di sostegno: occorre costruire insieme soluzioni concrete, sostenibili e verificabili. Il territorio livornese ha le energie, le competenze e le capacità per affrontare questa sfida. Dobbiamo dimostrarlo con i fatti, mettendo al centro le persone e il loro diritto a una prospettiva lavorativa dignitosa. Il tavolo che convocherò nei prossimi giorni dovrà avere proprio questo obiettivo: trasformare la collaborazione istituzionale e sociale in opportunità occupazionali reali. Le lavoratrici, i lavoratori e le loro famiglie non possono più attendere risposte indefinite; hanno diritto a conoscere quali prospettive concrete siamo in grado di offrire loro».

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