Dionisi lascia la Prefettura di Livorno: «Restano questioni aperte, il lavoro buono si costruisce con i fatti, non con gli slogan»
Livorno 31 ottobre 2026
Prefetto Dionisi, il bilancio di fine mandato: «I numeri non si possono applaudire quando piacciono e contestare quando disturbano»
Dalla sicurezza al lavoro, dalle crisi aziendali alla tutela degli edifici: il prefetto di Livorno ripercorre i principali temi affrontati dal luglio 2024. Tra le questioni aperte occupazione, criminalità e degrado. Poi il ringraziamento alla città e il nuovo incarico per la Darsena Europa.
Un bilancio di oltre due anni di attività, con uno sguardo ai risultati raggiunti e alle questioni che restano aperte. Il prefetto Giancarlo Dionisi, in occasione della conferenza stampa di fine mandato del 30 ottobre, ha ripercorso le principali questioni affrontate dal luglio 2024, soffermandosi sui temi della sicurezza, del lavoro, della prevenzione e della tutela delle comunità. Un’occasione anche per ribadire il ruolo della Prefettura nel rapporto tra amministrazioni statali, enti locali e territorio, prima di assumere il nuovo incarico di commissario straordinario della Darsena Europa.
Dionisi ha ricordato che la funzione del prefetto non si limita all’ordine e alla sicurezza pubblica, ma comprende la rappresentanza del Governo sul territorio, il coordinamento delle amministrazioni statali e il raccordo con le autonomie locali. Un ruolo che, ha sottolineato, deve essere esercitato nel rispetto delle competenze di ciascuno, senza rinunciare alle responsabilità attribuite dall’ordinamento.
Lavoro e occupazione, priorità del mandato
Tra i temi che hanno maggiormente caratterizzato il mandato c’è quello del lavoro. Il prefetto ha richiamato la necessità di nuovi investimenti produttivi e di maggiori opportunità occupazionali, in un contesto nel quale numerose famiglie devono fare i conti con difficoltà economiche, situazioni di povertà e perfino il ricorso al credito per far fronte a esigenze essenziali.
Secondo Dionisi, lo sviluppo economico deve produrre benefici concreti per le persone. Una maggiore disponibilità di lavoro, ha evidenziato, non rappresenta soltanto una risposta alle difficoltà economiche, ma contribuisce anche a rafforzare la dignità dei lavoratori, la loro libertà di scelta e la sicurezza.
In questo quadro, la Prefettura ha svolto un ruolo di ascolto e mediazione nelle crisi aziendali, favorendo il confronto tra imprese, organizzazioni sindacali e istituzioni. Un impegno che il prefetto ha sintetizzato con una considerazione precisa: il «lavoro buono» si costruisce con i fatti e non con gli slogan.
Sicurezza urbana e criminalità: «I numeri non si possono applaudire quando piacciono»
Ampio spazio è stato dedicato alla sicurezza urbana e al coordinamento delle Forze di polizia. Dionisi ha ricordato i controlli straordinari e gli interventi mirati nelle aree considerate maggiormente problematiche, comprese le zone rosse, esprimendo apprezzamento per il lavoro svolto dalla Polizia di Stato, dall’Arma dei Carabinieri, dalla Guardia di Finanza e dai militari impegnati nell’operazione Strade Sicure.
Sui dati relativi alla criminalità, il prefetto ha invitato a evitare letture parziali o strumentali, richiamando anche la posizione occupata da tempo dalla provincia di Livorno nelle classifiche dei reati denunciati. «I numeri non si possono applaudire quando piacciono e contestare quando disturbano», ha affermato, sottolineando la necessità di affrontare il tema con rigore e senza sottovalutazioni.
La sicurezza, ha aggiunto, non può però essere affidata esclusivamente all’attività delle Forze di polizia. Richiede anche manutenzione degli spazi pubblici, illuminazione, contrasto al degrado e controlli amministrativi. In questo contesto Dionisi ha richiamato il ruolo fondamentale della Polizia locale, evidenziando l’esigenza di una sua maggiore presenza anche nelle ore notturne.
Edifici, strade e prevenzione dei rischi
Un altro capitolo importante ha riguardato la sicurezza degli edifici, soprattutto dopo i gravi episodi di crollo e cedimento verificatisi in città. La Prefettura ha istituito un tavolo permanente per avviare una ricognizione del patrimonio immobiliare, attraverso un questionario finalizzato a individuare le situazioni di rischio e programmare i successivi interventi.
Il percorso riguarda anche le verifiche sugli edifici pubblici, sulle scuole e sugli immobili occupati. Un tema che, secondo il prefetto, richiede attenzione e continuità, affinché le criticità possano essere individuate e affrontate prima che si trasformino in situazioni di pericolo.
Sul fronte della sicurezza stradale, Dionisi ha ricordato i provvedimenti che hanno reso di fatto stabile il divieto di transito dei mezzi pesanti sul Romito e le iniziative per migliorare le condizioni di accesso, deflusso e viabilità nell’area di Calafuria.
Il bilancio ha compreso anche l’aggiornamento dei piani di emergenza esterna degli stabilimenti industriali a rischio e le attività di prevenzione del rischio idrogeologico, con approfondimenti specifici per la Val di Cornia, Cecina e l’Isola d’Elba.
Ambiente, fossi cittadini e luoghi di culto
Tra gli argomenti affrontati anche le possibili criticità ambientali connesse alle attività portuali. Il prefetto ha ricordato il confronto avviato con i cittadini e gli organismi tecnici attraverso un tavolo dedicato, nell’ambito di un’attenzione più generale ai temi dell’ambiente e della salute.
Per quanto riguarda i fossi cittadini, Dionisi ha sottolineato la necessità di interventi coordinati che riguardino non soltanto la sicurezza, ma anche la manutenzione, l’illuminazione, le strutture murarie e il decoro. Su questo fronte ha richiamato il confronto avviato con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Comune e l’Autorità di Sistema Portuale.
Un passaggio ha riguardato inoltre gli immobili utilizzati come luoghi di culto. Dionisi ha ribadito il pieno rispetto della libertà religiosa, precisando al tempo stesso che le attività svolte devono essere compatibili con le destinazioni d’uso autorizzate e rispettare le norme edilizie e di sicurezza. Su questo punto il prefetto ha riferito di essere ancora in attesa degli accertamenti richiesti all’amministrazione comunale.
Il rapporto con il sindaco e il rispetto tra istituzioni
Nel corso della conferenza stampa non è mancato un riferimento ai rapporti istituzionali con il sindaco di Livorno. Dionisi ha affermato di avere sempre cercato il confronto con il primo cittadino nel rispetto dei rispettivi ruoli, pur in presenza di divergenze e contrapposizioni che hanno caratterizzato alcune vicende del dibattito cittadino.
Il prefetto ha riconosciuto la legittimità del dissenso, distinguendolo però dalle offese personali, che a suo giudizio non dovrebbero trovare spazio nei rapporti tra rappresentanti delle istituzioni. «L’offesa personale non danneggia la persona alla quale è rivolta, tanto meno me, piuttosto qualificano chi le pronuncia», ha dichiarato.
Un richiamo alla correttezza istituzionale che Dionisi ha inserito nel bilancio del proprio rapporto con le amministrazioni locali, ribadendo la necessità di mantenere il confronto anche quando le posizioni non coincidono.
L’attenzione a tutta la provincia e le questioni ancora aperte
Il prefetto ha voluto sottolineare che l’attività della Prefettura ha interessato l’intero territorio provinciale, da Livorno a Cecina, Piombino e all’Isola d’Elba. Un impegno condotto nel segno di un principio che ha definito fondamentale: nessun territorio deve sentirsi periferico rispetto all’attenzione dello Stato.
Guardando alle questioni che richiederanno ancora impegno, Dionisi ha indicato soprattutto l’occupazione, il contrasto alla criminalità e al degrado e la sicurezza del patrimonio edilizio. Temi sui quali ha auspicato che le iniziative avviate possano proseguire e tradursi in risultati concreti per la comunità.
In chiusura, il prefetto ha espresso gratitudine ai cittadini, alle istituzioni e a tutte le persone che hanno collaborato durante il suo mandato, richiamando il legame umano e professionale maturato con Livorno.
Per Dionisi si apre ora una nuova fase, con l’incarico di commissario straordinario della Darsena Europa, infrastruttura che considera strategica per lo sviluppo economico e occupazionale del territorio e per una crescita sostenibile. Un progetto che, ha auspicato, dovrà essere accompagnato da un’ampia collaborazione istituzionale e sociale.
