Attualità 21 Febbraio 2022

Diritti dei comunisti in Ucraina, il PCI manifesterà davanti alla Regione

pci bandieraLivorno 21 febbraio 2022

Il PCI e FGCI Toscana, annunciano per domani una manifestazione a Firenze davanti alla Regione Toscana per la fine delle persecuzioni dei comunisti in Ucraina

“Mai come in queste ultime settimane il pericolo di una guerra in Europa, dagli sviluppi imprevedibili, è stato così vicino.

Gli USA e la NATO, ormai da diversi anni, stanno circondando la Russia di basi militari, trasformando i paesi ex socialisti ed ex componenti l’URSS in postazioni nucleari in grado di colpire Mosca in pochissimi minuti.

Il governo ucraino, che ha messo al bando il Partito Comunista ed al cui interno ci sono ministri e alti funzionari civili e militari dichiaratamente nostalgici dell’occupazione nazista, ha chiesto da tempo l’ammissione alla NATO.

Da anni è in corso una guerra interna fra il governo golpista di Kiev e le autoproclamate repubbliche del Donbass, dove vivono le minoranze russofone.

Ai cittadini ucraini di lingua russa viene perfino proibito di pubblicare giornali a diffusione nazionale che siano scritti nel loro idioma.

Kiev nega qualsiasi autonomia regionale al Donbass; mentre miliziani e inermi cittadini di queste autoproclamate repubbliche popolari (di ispirazione comunista) vengono quotidianamente uccisi dai militari e dalle truppe speciali ucraine

Un caso diverso dal Donbass è la Crimea.

Questa penisola è abitata quasi esclusivamente da russi ed ha fatto parte integrante della Russia fino al 1954.

In quell’anno venne dichiarata repubblica autonoma nell’ambito della repubblica ucraina, che faceva parte dell’URSS.

 

Crollata l’Unione Sovietica i cittadini della Crimea si sono sempre più orientati ad una riunificazione con la madrepatria, fino al referendum di qualche anno fa, che l’ha sancita.

La Crimea è quindi legittimamente Russia a tutti gli effetti.

Il Presidente USA Biden, in forte calo di consensi soprattutto dopo il precipitoso ritiro dall’Afganistan, sta utilizzando la retorica patriottarda e anti russa per mobilitare attorno a sé l’opinione pubblica.

Un altro motivo è certamente il tentativo USA di impedire la messa in funzione del gasdotto North Stream 2,  dalla Russia all’Europa occidentale, che raggiunge la Germania passando sul fondo del Mar Baltico (evitando così l’Ucraina e i paesi più anti russi) e vanifica ogni potere di ricatto USA rispetto all’approvvigionamento energetico”.

In questo quadro si gioca una partita cruciale rispetto ai rapporti di forza geopolitici.

Gli USA vogliono impedire l’esistenza di qualsiasi zona cuscinetto fra NATO e Russia, rendendola vulnerabile politicamente e militarmente.

La Russia ha l’opposta esigenza di avere attorno a sé paesi neutrali.

Quando la tensione sembrava calare l’esercito ucraino ha ricominciato a bombardare le postazioni di frontiera e i centri abitati delle repubbliche russofone di Donetsk e Luhansk, facendo risalire subito la tensione e, naturalmente, dandone la colpa alle milizie ribelli.

In queste ore decine di migliaia di cittadini ucraini di lingua russa stanno cercando rifugio in Russia per evitare i bombardamenti ucraini che, dal 2014 ad oggi, hanno provocato migliaia di morti civili.

Ucraina e USA stanno cercando di costringere Mosca a intervenire direttamente in quelle zone di frontiera, per poi mobilitare il “mondo” contro l'”invasione” e logorare la Russia con sanzioni e attacchi militari provocatori da parte delle truppe di Kiev.

Solamente lo scioglimento della NATO e la creazione di un nuovo equilibrio multipolare potranno allontanare i pericoli di una guerra di vaste proporzioni in Europa e di uno scontro diretto fra gli USA da una parte e Russia e Cina dall’altra.

Fuori l’Italia dalla NATO è per noi comunisti non solo uno slogan, ma un obiettivo strategico.

Chiediamo al Consiglio Regionale della Toscana di pronunciarsi ufficialmente contro l’allargamento della NATO ad Est e per la fine della persecuzione dei comunisti e della popolazione di lingua russa in Ucraina. Soltanto nella reciproca sicurezza e garantendo i diritti di tutti i popoli potrà esservi sicurezza e cooperazione in Europa”.

L’appuntamento è per martedì 22 febbraio a Firenze, in Via Cavour n. 2-4 (davanti alla sede del Consiglio Regionale); dalle ore 15 alle 19, al presidio organizzato dal PCI e dalla FGCI della Toscana.

 

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